Family influencer e bambini, quando il problema della rete sono i genitori

family influencer

Popolarità e soldi. Un binomio che su internet, tra visualizzazioni e monetizzazione, prende tutti, persino i genitori che espongono nella vetrina digitale i propri figli e diventano family influencer.    

Se da un lato, quindi, istituzioni europee (proposta di regolamento EU Kids Act ), di governo, sociali e culturali fronteggiano misure per la tutela dei minori online, considerando rischi e danni, agendo di prevenzione, attraverso leggi, programmi e progetti, dall’altro la casa diventa un palcoscenico e il nucleo familiare attore di una soap opera, con protagonista indiscusso il piccolo di casa. Il fenomeno prende piede non solo tra i vip ma anche e soprattutto tra i nip (not important person)  

Family influencer in pratica sono quei genitori che condividono la quotidianità sui social tirando dentro i propri figli. Secondo la ricerca svolta da Terre des Hommes Italia insieme a Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) e ALMED (Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore l’80% dei bambini più esposti risultano essere quelli d’età compresa tra gli 0 e i 5 anni.

Il dato che fa riflettere inoltre è che questi contenuti, foto e video in onda 24 ore su 24, in qualsiasi luogo e momento, sono anche sponsorizzati dalla family influencer, spesso con il chiaro intento di mostrare un marchio.

Sempre secondo la ricerca, infatti, “i minori appaiono nel 46% dei contenuti organici e nel 24% dei contenuti sponsorizzati. In un terzo circa dei contenuti pubblicitari (30,77%), i bambini e le bambine risultano essere parte attiva dell’advertising: ad esempio scartano il prodotto, lo presentano, lanciano la promozione”.

In poche parole la famiglia si trasforma in un set pubblicitario che acquisisce ogni giorno popolarità e che se va bene, in termini di visualizzazioni, viene ingaggiata per promuovere dei prodotti.

A questo punto la domanda sorge spontanea: che tipo di educazione digitale diamo noi adulti ai bambini?

Il fenomeno delle family influencer, infatti, è attenzionato a livello mondiale. Ad esempio La legge del Tennessee sui “family influencer” entrata in vigore il 1° luglio 2026, regola lo sfruttamento economico dei minori nei video e nei contenuti online monetizzati

In Italia tra i tanti provvedimenti si evidenzia quello dell’Agcom che ha adottato le Linee guida e un Codice di condotta in materia di contenuti diffusi dagli influencer sulle piattaforme online.

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