Normative e direttive

 Quando il “gioco” diventa un reato

Le tragiche conseguenze legate al cyberbullismo sono diventate in poco tempo un  problema sociale tanto da passare sui banchi del Governo, dove i ministeri,  in sinergia o singolarmente, cercano di definire i contorni del fenomeno e normative.

Il cyberbullismo, quindi, iniziato dai bulli come un gioco di prepotenza, si configura in reato. Aumentano gli indagati minorenni, per i quali nonostante abbiano un trattamento diverso dal punto di vista giuridico rispetto agli adulti, la pena prevista è la detenzione o il pagamento di una multa. Nel caso in cui  l’offesa venga commessa in presenza di più persone, secondo il codice penale,  le punizioni aumentano.

Secondo i dati forniti dalla polizia postale, diffamazione, molestie e diffusione di materiale pedopornografico sono i reati più commessi.

cyberbullismo

Provvedimenti normativi in Italia  (leggi in fondo alla pagina) 

Visto la gravità dei fatti e viste le direttive dell’Unione Europea in materia, si è reso necessario intervenire dal punto di vista normativo anche in Italia, con proposte legislative e accordi ad hoc per prevenire e combattere il fenomeno attraverso normative.

L’ ultimo, in ordine di tempo, è il disegno di legge 1261 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” presentato in Senato il 27 gennaio 2014. Il ddl prevede il coinvolgimento della prima agenzia educativa, la famiglia, e attraverso la prevenzione, l’accertamento, la sanzione e infine la protezione delle vittime si pone l’obiettivo di arrestare il fenomeno, inserendo alcune novità.

“Determinante è poi l’«educazione digitale» di bambini e ragazzi, che si intende favorire attraverso uno specifico percorso didattico finalizzato a responsabilizzare gli stessi minori e a promuoverne la consapevolezza in ordine ai rischi — oltre che alle opportunità — correlati all’uso della rete. Sempre nell’ottica della prevenzione, l’articolo 6 del disegno di legge prevede che, in caso di atti di cyberbullismo commessi da un minorenne ultraquattordicenne nei confronti di altro minorenne, in applicazione della procedura già disposta per i casi di stalking, il questore possa ammonire l’autore dei comportamenti affinché non li ponga più in essere. Si tratta di un avvertimento verbale teso a rendere consapevole il minorenne del disvalore e del carattere lesivo dei propri gesti, onde evitargli un processo penale prima ancora che sia proposta querela o presentata denuncia”

Altro provvedimento risale all’8 gennaio 2014 a firma del Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, che ha approvato la prima bozza del Codice di autoregolamentazione anti-cyberbullismo dov’era previsto:

“ gli operatori della Rete, e in particolare coloro che operano nei servizi di social networking, si impegnino ad attivare appositi meccanismi di segnalazione di episodi di cyberbullismo, al fine di prevenire e contrastare il proliferare del fenomeno”.

Anche in questo caso al tavolo hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, degli operatori della rete, quali Google, Microsoft, Autorità per la privacy e Garante per l’infanzia, Confindustria digitale ecc. … Il progetto ad oggi si è arenato a “causa del cambio di Governo”, passato nel febbraio 2014 dal presidente del Consiglio Enrico Letta a Matteo Renzi.

Altri due provvedimenti e normative risalgono al 2007 ad opera del Ministero dell’Istruzione.

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www.smontailbullo.it

La direttiva ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007, “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo”, istituisce gli Osservatori regionali permanenti sul bullismo, attivi presso gli Uffici scolastici regionali, che garantiscono sia una rilevazione e un monitoraggio costante del fenomeno sia il supporto alle attività promosse dalle istituzioni scolastiche singolarmente e/o in collaborazione con altre strutture operanti nel territorio. Gli osservatori, inoltre, hanno fatto da collegamento con le diverse istituzioni che a livello nazionale si occupano di educazione alla legalità.

Dalla direttiva si evince che:

“Spetta alla singola scuola ricercare la strategia educativa più idonea ed efficace nell’azione promozionale di educazione alla cittadinanza e, contestualmente, di prevenzione e di contrasto ai fenomeni di bullismo e di violenza che possono verificarsi nella scuola stessa o nell’ambiente in cui essa opera”.

Nell’ambito dello stesso provvedimento è stato, inoltre, creato il sito internet www.smontailbullo.it, istituito il numero verde nazionale 800 66 96 96 e anche il contatto Whatsapp 347.1192936, pensato per gli studenti, per chiedere aiuto o consiglio.

La seconda direttiva, sempre ad opera del Ministero dell’Istruzione,è dell’anno 2007 e porta come oggetto “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”.

In questo caso si pone la questione dell’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie all’interno della scuola.

Per quanto riguarda invece le direttive europee e progetti in materia di cyberbullismo ai sensi della decisione 1351/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 “relativa a un programma comunitario pluriennale per la protezione dei bambini che usano Internet e altre tecnologie di comunicazione” l’Europa, attraverso  il programma comunitario denominato Safer Internet chiama tutti i paesi membri ad attuare una serie di progetti mirati all’educazione per l’utilizzo della Rete.

 “La presente decisione stabilisce un programma comunitario volto a promuovere un uso più sicuro di Internet e di altre tecnologie di comunicazione, in particolare a favore dei bambini, e a lottare contro i contenuti illeciti e i comportamenti dannosi in linea”.

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Fortemente voluta dalla Commissione europea è il Safer Internet Day, che conta adesso la presenza di oltre 100 Paesi, giornata interamente dedicata a tutte le problematiche che ruotano intorno alla sicurezza in Internet, nonché un tavolo apposito per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile dei nuovi media tra i più giovani.

Importante è anche il Programma Dafne, che ha finanziato progetti utili alla lotta e all’educazione contro la violenza, anche virtuale, dei giovani.

Gli ultimi sviluppi sul fronte europeo sono i finanziamenti previsti dall’agenda digitale 2014-2020 dove sono state inserite misure per la tutela e la protezione di bambini e adolescenti europei online nel programma di sviluppo della rete Connecting Europe Facility (CEF Telecom), all’interno del quale sono previsti finanziamenti nell’ambito Safer Internet e Cybersecurity.

Fra le ultime novità c’è l’istituzione di EAN, Rete Europa Anti-bullismo, che vede il coinvolgimento di 17 organizzazioni provenienti da 13 Paesi dell’Unione Europea, di cui 4 italiane. Lo scopo dell’ EAN è quello di coordinare azioni ed interventi anti-bullismo a livello europeo nonché la condivisione e lo scambio di idee in merito al problema e la possibilità formativa, rivolte a tutti i professionisti che operano nel campo. Un’Europa, dunque, si dimostra coinvolta e coinvolgente  nella risoluzione del problema sociale del cyberbullismo, al limite fra il reale e l’intangibile.

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                                                LEGGI QUI TUTTE LE NORMATIVE IN ITALIA

  1. Ministero dell’Istruzione BUONA SCUOLA e “FASE C”
  2. Dichiarazione dei Diritti in Internet
  3. DDL 1261
  4. codice_cyberbullismo_8 gennaio_2014
  5. Tutte le proposte di legge sul bullismo e cyberbullismo presentate in Italia

 

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