Cyberbullismo, ddl 1261: prevenzione e protezione. Ma basterà?

cyberbullismo

cyberbullismo

Intervenire attraverso una legge mirata contro il cyberbullismo per evitare il diffondersi del fenomeno; è questo lo scopo del ddl 1261.

In Italia, come nel resto dell’Europa, si è reso necessario ed urgente intervenire, anche dal punto di vista normativo sul cyberbullismo, con proposte legislative e accordi ad hoc.

L’ ultimo, in ordine di tempo, è proprio il disegno di legge 1261 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, suddiviso in 6 Articoli, presentato in Senato il 27 gennaio 2014, su iniziativa Parlamentare, che vede come prima firmataria la senatrice Elena Ferrara.

Il testo, dopo uno stallo di 4 mesi, il 20 maggio è passato al vaglio della Camera dei Deputati ed oggi è in attesa della fase deliberativa.

Il ddl è “nato due anni fa- scrive Ferrara- dal percorso di ascolto e analisi del fenomeno avviato in seno alla Commissione Diritti Umani e proseguito in Commissione Affari Costituzionali dove, dopo i qualificati contributi apportati in sede emendativa, è stato approvato all’unanimità”.

Cosa prevede il ddl?

Uno dei punti fondamentali è il coinvolgimento della prima agenzia educativa, cioè la famiglia. Il disegno di legge inoltre attraverso la prevenzione, l’accertamento, la sanzione e infine la protezione delle vittime si pone l’obiettivo di arrestare il fenomeno, inserendo alcune novità.

Cosa s’intende per prevenzione del cyberbullismo?

Prevenire il fenomeno con un’adeguata educazione, sensibilizzazione (dei minori soprattutto, ma più in generale della cittadinanza) “, si legge nel testo.

Come?

Attraverso la formazione specifica degli operatori: dai docenti allo stesso personale della Polizia postale e delle comunicazioni. Inoltre attraverso l’adozione di tecnologie child-friendly, in grado di prevenire il fenomeno, è previsto il conferimento di un marchio di qualità, ai fornitori di servizi di comunicazione e ai produttori che aderiscono ai modelli e alle indicazioni.

Determinante è poi l’«educazione digitale» di bambini e ragazzi, che si intende favorire attraverso uno specifico percorso didattico finalizzato a responsabilizzare gli stessi minori.

Sanzione:

L’articolo 6 del disegno di legge prevede che, in caso di atti di cyberbullismo commessi da un minorenne ultra 14enne, nei confronti di altro minorenne, in applicazione della procedura già disposta per i casi di stalking, il questore possa ammonire l’autore dei comportamenti. Si tratta di un avvertimento verbale teso a rendere consapevole il minorenne del disvalore e del carattere lesivo dei propri gesti, ed evitare al ragazzo/a un processo penale prima ancora che sia proposta querela o presentata denuncia.

Ddl per proteggere le vittime:

Proteggere le vittime, segnatamente, creando procedure ed istituti nuovi e specifici per elevare il livello di tutela dei bambini e dei ragazzi vittime di questa forma di violenza. In tal senso, in particolare, l’articolo 2 del disegno di legge istituisce una specifica procedura accelerata, dinanzi al Garante per la protezione dei dati personali, che consente ai genitori di un minore vittima di un atto di cyberbullismo – che pur non integri gli estremi di uno specifico reato – di ottenere una tutela rafforzata e celere da parte dell’Autorità, attraverso l’adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi che garantiscano la dignità del minore rispetto a qualsiasi forma di violazione della sua persona, commessa in rete.

E’ previsto inoltre nel disegno di legge il coinvolgimento della Polizia postale e delle comunicazioni, oltre che l’intervento di diversi ministeri.

3 commenti su “Cyberbullismo, ddl 1261: prevenzione e protezione. Ma basterà?”

  1. Pingback: Normative e direttive | Cyberbullismo

  2. Pingback: Media Education | Pearltrees

  3. Pingback: Cyberbullismo | Pearltrees

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *