Sexting, in Sardegna nascono i primi Comitati digitali

Un adolescente su cinque in provincia di Nuovo, in Sardegna, ha ricevuto da persone sconosciute, attraverso Whatapp o il proprio profilo social, immagini a sfondo sessuale; fenomeno cosiddetto sexting. Il numero ha allarmato l’Asl che ha subito istituito i Comitati digitali e alzato il livello di guardia tra gli studenti.

Cos’è il sexting?

La parola sexting deriva dall’inglese ed è data dall’unione della parola sex + texting e indica l’invio, la ricezione o la condivisione di testi, video o immagini ai limiti della decenza, in alcuni casi addirittura superandoli. Questo tipo di foto sono realizzate con lo smartphone, a volte con il consenso della persona ritratta altre invece con l’inganno da parte di chi fa la foto oppure il video. Infine questo materiale viene diffuso attraverso whatapp o i social, raggiungendo infinite persone e distruggendo in molti casi la reputazione della vittima. L’invio di foto o di video che ritraggono minorenni al di sotto dei 18 anni in pose sessualmente esplicite si configura nel reato di distribuzione di materiale pedopornografico.

 

Cosa sono i Comitati Digitali?

I Comitati Digitali Scolastici sono composti: dal dirigente scolastico, due genitori, due docenti e otto studenti, sono formati dagli operatori dei Consultori Familiari dell’ASL di Nuoro e sono stati creati, si legge nel comunicato, per arginare i rischi del web.

Il progetto prevede inoltre la creazione di una rete di alleanze in ogni scuola secondaria della provincia dove i Comitati Digitali Scolastici dovranno interfacciarsi.

Ogni Comitato Digitale Scolastico dovrà:

  1.  individuare strategie educative per favorire l’uso sicuro delle nuove tecnologie;
  2. fornire pareri sulle condotte trasgressive online al Consiglio di Istituto, al Collegio Docenti e ai Consigli di classe;
  3. fornire consulenza sui contenuti del Regolamento, del Patto di Corresponsabilità e del POF (Piano dell’Offerta Formativa);
  4. fornire pareri sulle eventuali sanzioni disciplinari (retributive e riparative) da destinare agli studenti autori di cyberbullismo;
  5. organizzare brevi seminari rivolti a giovani e adulti.

Inoltre sarà cura del Comitato Digitale:

  1. sensibilizzare, attraverso brevi incontri formativi, studenti, docenti e genitori;
  2. programmare e organizzare attività scolastiche finalizzate a educare i giovani a divenire cittadini digitali seri e responsabili;
  3. programmare e organizzare interventi formativi rivolti agli studenti su diversi argomenti.

Un compito arduo considerato il costante aumento, in tutta Italia, degli episodi di cyberbullismo e in generale di un uso scorretto della Rete .

L’idea di creare i Comitati Digitali Scolastici contro il sexting e tutti i rischi del web è nata durante un corso di formazione, dove Luca Pisano, direttore del master in criminologia Ifos, Osservatorio nazionale cybercrime, del Ministero di Grazia e Giustizia, ha fornito i numeri allarmanti del fenomeno del “sexting”. A distanza di qualche mese dall’esperienza formativa, si sono costituiti i primi Comitati Digitali Scolastici a Macomer e a Tonara, del Distretto Sanitario di Sorgono.

«Uno degli aspetti fondamentali dei Comitati Scolastici – spiega la dottoressa Antonella Boi, del Consultorio di Macomer – è che gli stessi studenti vengono coinvolti in prima persona, e sono proprio alcuni di loro, ad entrare direttamente in aula e, attraverso in un dialogo alla pari, a far riflettere i loro coetanei sui rischi che si annidano dietro la rete».

Qual è il ruolo dei Consultori Familiari?

«Il completamento dell’equipe dei Consultori Familiari – commenta Boi – è requisito fondamentale per l’istituzione dei Comitati Digitali in tutti i Distretti dell’ASL di Nuoro, dove potranno fornire un contributo fondamentale al contrasto degli abusi e dei nuovi crimini on line tra gli adolescenti».

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