“Tenere il dispositivo fuori dalla portata dei nabbi” campagna contro i cyberbulli

nabbi

Tenere il dispositivo fuori dalla portata dei nabbi, è questo il nome della campagna di sensibilizzazione sociale contro i rischi del web avviata a Palermo.

Il fenomeno del cyberbullismo riscontra un aumento specie nella fascia d’età 9- 14 anni, inoltre in seguito al lockdown, dovuto all’emergenza sanitaria Covid-19, il web è diventato l’unico mondo di socializzazione non solo per i giovani, ed è proprio in questo periodo che, tra didattica a distanza e svago, il cyberbullismo è aumentato.

Per sensibilizzare all’uso responsabile della rete, l’associazione Made 3.0, grazie al patrocino dell’Ars, ha realizzato il progetto “Tenere il dispositivo fuori dalla portata dei nabbi” che oltre a puntare all’attenzione dei ragazzi e delle ragazze è stato da monito per gli adulti, primi tra tutti i genitori.

Il progetto intreccia dunque due linguaggi: uno convenzionale e l’altro giovanile, con l’obiettivo di diventare un messaggio sociale allargato ad ogni generazione.  Nello specifico nella prima parte del messaggio “tenere il dispositivo fuori dalla portata” è stata utilizza una terminologia rigorosa, adoperata, per esempio, nel campo medico e dunque familiare agli adulti, mentre la seconda parte della frase termina con la parola nabbi, neologismo appartenente al gergo giovanile.

Cosa significa nabbi?

Nello specifico il termine “nabbi”, plurale di nabbo, è utilizzato in modo dispregiativo, inizialmente per indicare coloro che non sono esperti nell’uso dei giochi  online.  Il termine deriva da Newbie (tradotto dall’inglese significa novizio) diventato poi “Noob” con accezione negativa, in quanto rappresenta sia un novizio, che non avendo le conoscenze approfondite di qualcosa sfrutta ogni situazione per ottenere risultati immediati, che l’esperto, che nonostante abbia una conoscenza approfondita che gli permetterebbe di agire correttamente sceglie in modo volontario di sfruttare tutte le sue conoscenze e falle nel sistema agendo in maniera scorretta per trarre il massimo beneficio da ogni situazione. Il termine è stato poi trasportato nella vita reale e utilizzato anche fuori il contesto del gaming.

Nabbo, nel progetto, è colui che usa la rete e il dispositivo in maniera scorretta per ferire qualcun altro.

La campagna di sensibilizzazione contro l’uso scorretto del web mira dunque a far riflettere sia gli adulti che i giovani e in particolare i cyberbulli. Nello specifico  sono stati realizzati degli adesivi da attaccare sui dispositivi (smartphone, tablet, pc…ecc) in modo da rendere il messaggio ben visibile!

La campagna è stata sostenuta anche dal Garante Infanzia e Adolescenza del Comune di Palermo, Pasquale D’Andrea.

Ideatrice e realizzatrice: Cetty Mannino, cettinama@gmail.com

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