Parlare di bullismo o di cyberbullismo non è semplice; non lo è per le vittime, per gli insegnanti, i genitori e, anche se a molti sembrerà strano, non lo è neanche per i bulli. Forse è ancora forte il senso di vergogna, tale da negare certi fatti, che succedono nelle scuole.
“Alcuni docenti, nonostante la voglia di raccontare episodi di bullismo, avvenuti all’interno della propria scuola, hanno riscontrato difficoltà e non sono riusciti a fare ordine sulla vicenda”. A tracciare un’analisi, inedita sulla scuola, è Annaleda Mazzucato, della Fondazione Mondo Digitale. “All’interno della scuola- prosegue- c’è ancora difficoltà ad ammettere che ci siano stati casi di bullismo e alcune volte questi stessi episodi ci sono stati negati, anche quelli più eclatanti ripresi dalle cronache”. “Ma se da un lato abbiamo riscontrato delle difficoltà a parlarne dall’altro abbiamo notato una certa incomprensione del fenomeno”.
Ed è proprio per questo motivo che è nato il progetto “Sonet-Bull”, attuato nell’ambito del programma Erasmus+e e promosso da cinque partner di quattro diversi paesi europei: Grecia, Belgio, Italia e Irlanda.
Annaleda Mazzucato ha seguito tutto il progetto per Fondazione Mondo Digitale, e ha rappresentato l’Italia. Il progetto consiste esattamente in una piattaforma www.sonetbull.eu, ossia uno spazio virtuale dove scambiare materiali didattici, condividere casi studio, episodi di bullismo e best practice, e sviluppare strategie collaborative per contrastare il fenomeno a scuola. “Lo scopo essenziale è – afferma Mazzucato- quello di creare un coinvolgimento di tutta la comunità scolastica, presupposto essenziale per la lotta contro il bullismo e il cyberbullismo e ci siamo resi conto dell’efficacia dell’azione soprattutto quando c’è una policy interna alla scuola, cioè qualcosa di scritto”.
La piattaforma di formazione è in grado di fornire non solo agli insegnanti, ma anche ai formatori, e a tutti gli altri soggetti interessati del materiale di formazione accreditato sul bullismo scolastico, così come i mezzi per pubblicare le loro esperienze e di commentare e codificare l’esperienza dei loro coetanei.
La Fondazione Mondo Digitale “lavora per una società della conoscenza inclusiva – si legge sul sito – coniugando innovazione, istruzione, inclusione e valori fondamentali”.
Chi può iscriversi?
- Insegnanti;
- Insegnanti educatori e formatori;
- dirigenti scolastici, consulenti e psicologi;
- I genitori;
- associazioni di genitori;
- autorità scolastiche regionali e locali.
Perché iscriversi alla piattaforma Sonet-bull? Ecco 8 motivi
- Raccolta di buone pratiche, la scuola il bullismo quadro della legislazione letteratura, casi reali
- Definizione di capacità e competenze necessario per affrontare il bullismo
- Specificazione dei criteri di valutazione e risultati di apprendimento
- Progettazione di metodologia di apprendimento tra pari
- Formazione di studenti in utilizzando la metodologia e la piattaforma
- Contenuti digitali formazione iniziale per gli scenari
- Progettazione e realizzazione del peer apprendimento di una piattaforma
- Test pilota della piattaforma e degli scenari educativi
Ecco coma scaricare il materiale: home page – clicca su SONET- BULL PLATFORM
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in alto a destra troverai
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Clicca su Italian e troverai il materiale
A partire dallo scorso giugno la piattaforma si è arricchita di un nuovo strumento formativo: la possibilità per tutti gli attori della comunità scolastica di certificare le competenze raggiunte.
“Gli iscritti possono raggiungere due livelli di certificazione, quello base e quello avanzato- spiega Annaleda Mazzucato – realizzati e riconosciuti da Fondazione Mondo Digitale, e di conseguenza anche da Miur (Fondazione Mondo Digitale infatti è un ente riconosciuto dal Ministero) Centro Anti-bullismo dell’Università di Dublino, da INFOREF Belgio e Hellenic Open University di Patrasso”.
I numeri
Grazie al lavoro di diffusione della Fondazione Mondo Digitale sono più di 120 in Italia i docenti, dirigenti e genitori che hanno intrapreso il percorso di formazione e condivisione. Due delle scuole che hanno partecipato alla sperimentazione, il CIOSF FP Lazio e l’Istituto comprensivo Piazza Capri di Roma, sono inoltre riuscite ad avviare internamente una vera e propria policy per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo a scuola.


