Si annoiano facilmente e vogliono tutto e subito. “I bambini hanno problemi a rispettare i tempi di attesa” e complice una vita frenetica, la messaggistica istantanea e i social sempre più interattivi, il sistema cronemico si sta annullando del tutto.
Il disagio si manifesta già nella seconda infanzia, dai 2 ai 6 anni, e sono in aumento i bambini che presentano difficoltà d’ascolto, d’attesa e di organizzazione del tempo di discussione. In poche parole sta venendo meno uno degli aspetti fondamentali della comunicazione: il sistema cronemico.
“Le difficoltà devono essere comprese subito e devono essere affrontare – spiega la dottoressa Gabriella Scaccianoce, dell’equipe di logopediste dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo-.I genitori devono essere sentinelle attente e soprattutto hanno il compito di prevenire il problema, che con l’avanzare dell’età può creare scompensi comportamentali e disturbi della personalità”.
Smartphone e bambini. Cos’è il sistema cronemico?
“Il sistema cronemico – afferma la dottoressa- appartiene al tipo di comunicazione non verbale. Spesso siamo portati a considerare questo tipo di comunicazione meno importante rispetto a quella verbale e invece è assolutamente complementare. Nello specifico si tratta del modo di concepire ed organizzare il tempo soggettivo della discussione, saper aspettare il turno in un dialogo, rispettare le pause e il ritmo”.
La comunicazione non verbale comprende 5 sistemi:
vocale (l’intonazione della voce)
cinesico (i movimenti)
aptico (il contatto fisico)
prossemico (la distanza)
cronemico (il tempo della comunicazione)
“Dare in mano uno smartphone o qualsiasi dispositivo ad un bambino significa, tra le altre cose, non educarlo ai tempi di attesa. Lo smartphone e in particolare le app di messaggistica istantanea così come le piattaforme che permettono di saltare ad esempio le pubblicità o una serie di passaggi, come la ricerca di un cartone animato, riducono la capacità cronemica”.
Ad essere chiamati in causa sono soprattutto i genitori. “Il ruolo genitoriale è fondamentale – sostiene la dottoressa Scaccianoce- devono essere loro ad educare i propri figli, anche all’utilizzo di questi strumenti”.
Ma cosa possiamo fare? “Uno dei sistemi efficaci – conclude la dottoressa- è abituare i bambini ai giochi di ruoli, con scambi di turni ben precisi e regole da rispettare”.
METTI MI PIACE NELLA PAGINA FB D’INTRECCIO.EU

Una bellissima intervista.Devo esprimere le mie congratulazioni alla dottoressa Scaccianoce che si è espressa in modo chiaro ed esauriente dimostrando competenza riguardo all’argomento trattato.