Picchia un compagno autistico. Il preside: “Adesso dovrà assistere un coetaneo disabile”

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Picchia un compagno autistico e per 15 giorni dovrà aiutare un suo coetaneo disabile. E’ questo il provvedimento che il dirigente scolastico Luigi Cona, dell’istituto superiore Damiani Almeyda-Crispi di Palermo, ha applicato ad uno studente del primo anno.

Tutto parte da un diverbio cominciato tra i banchi, dalle parole ai fatti, e finito fuori dalla scuola, dove il 15enne ha deciso di aggredire il suo compagno di classe autistico. Da qui la denuncia da parte dei genitori della vittima, le scuse invece dei genitori dell’aggressore e la decisione infine, arrivata a sorpresa, del Consiglio di classe.

luigi cona“Abbiamo deciso- spiega il dirigente Cona (nella foto)- di sospendere per 15 giorni lo studente, con obbligo non solo di assistere alle lezioni in una classe che non è la sua ma soprattutto di aiutare un suo coetaneo disabile. Lo scopo del provvedimento è quello di sviluppare l’empatia nel ragazzo che ha compiuto il gesto. Ritengo infatti che lo studente in questo modo abbia la possibilità di confrontarsi con un ragazzo della stessa età diversamente abile e di capire dunque le difficoltà quotidiane che questi ragazzi e ragazze incontrano”.

Un provvedimento del genere può fare da deterrente ad eventuali altri episodi? “Intanto- sostiene Luigi Cona – va precisato che il contesto scolastico dell’istituto che dirigo è assolutamente tranquillo e che quest’episodio è singolare. Ritengo inoltre che la vicenda sia avvenuta solo per difficoltà e incomprensioni relazionali. Intervenire e dare un messaggio chiaro ed incisivo è di certo una soluzione a lunga durata per tutti gli studenti”.

La decisione, ad ogni modo, non coinvolge solo il protagonista della vicenda, che alla fine dell’esperienza sarà tenuto a scrivere una relazione, ma l’intera classe, adesso assistita da una psicopedagogista.

Il provvedimento messo in pratica dal Dirigente Scolastico, Luigi Cona, è previsto dal DPR 235/2007 “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249,concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”, articolo 1 comma 2 dove si legge:

“ I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica”.

Inoltre il decreto  n. 249 del 1998 è citato all’interno della legge 71/2017Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, all’articolo 5

“Informativa alle famiglie, sanzioni in ambito scolastico e progetti di sostegno e di recupero” dove viene specificato che i regolamenti delle istituzioni scolastiche e il patto educativo di corresponsabilità “sono integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti”.

Ad aggravare la vicenda e scaldare gli animi è stato anche il fatto che il ragazzo che ha aggredito il compagno autistico è originario dello Sri Lanka, un dettaglio che ha sollevato qualche polemica ma non tra gli studenti. “Gli adulti – sostiene il dirigente – spesso vivono di preconcetti, che devono essere eliminati”.

Al liceo Damiani Almeyda-Crispi di Palermo partirà un percorso di prevenzione contro il fenomeno del bullismo, in collaborazione con gli assistenti sociali del Tribunale dei Minori e gli psicologi e rivolto a tutti gli studenti della classi prime. 

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