“La scrittura negli ultimi 10 anni si è persa”, più touch e meno penna. Cosa fare?

scrittura

“La scrittura negli ultimi dieci anni si è quasi persa” e non solo tra i giovanissimi. Oggi, infatti, tra smartphone, tastiere touch e messaggi vocali è cambiata la dimensione spazio – tempo e tantissime abitudini sono state stravolte.

Una di queste è la scrittura con carta e penna, in pratica la grafia. Allora segui le istruzioni: prendi carta e penna e scrivi una lettera, magari al ragazzo o alla ragazza che ti piace. Sembra un gesto lontano dai nostri tempi, una cosa che appartiene ad un passato lontanissimo.

grafia
Ma è davvero così? A causa dell’uso di smartphone e tablet, c’è un calo dell’esercizio della scrittura tra i più giovani?  

A rispondere è Silvia Lazzari (nella foto), psicologa e grafologa, consigliere del direttivo dell’ Associazione Grafologica Italiana, che si occupa della divulgazione e dello sviluppo della disciplina scientifica della grafologia nei diversi ambiti di applicazione, tra cui: orientamento scolastico, professionale, educazione della scrittura, consulenza per l’età evolutiva e le relazioni familiari e tanto altro.

“Senza dubbio- afferma Lazzari- l’esercizio della scrittura si sta riducendo e negli ultimi 10 anni circa si è quasi persa. C’è una minore attenzione al modello scrittorio che è invece un aspetto molto importante. Il problema è serio e riguarda soprattutto la perdita dell’identità nelle nuove generazioni ma anche in parte dei 30enni. Bisogna considerare che la scrittura manuale è di fondamentale importanza per ognuno di noi in quanto attiva diverse aree celebrali, che digitando un tasto non riusciamo di certo ad attivare. Con l’utilizzo della tastiera, dunque, non si costruisce una parola. Inoltre attraverso la scrittura e quindi la grafia è possibile individuare tante caratteristiche personali importanti, impossibili da stabilire con il processo di digitalizzazione”.

Nell’atto dello scrivere, si legge sul sito, risulta coinvolta tutta la soggettività personale nella sua unicità e nella sua complessa attività cerebrale e neuromuscolare. A partire dalla funzione ideativa fino ai movimenti della mano e delle dita, è tutto l’individuo scrivendo che si muove sul foglio. Inoltre, lo spazio bianco del foglio in cui si scrive, risulta simbolicamente l’equivalente dello spazio vitale in cui ci troviamo inseriti e la modalità con la quale scrivendo occupiamo quello spazio rivela il modo con il quale in esso ci muoviamo. A partire quindi dalle forme grafiche realizzate sulla carta,risultato di un’attività originata dal cervello, ed organizzata in base alla sua struttura e alla sua esperienza, attraverso un metodo di indagine rigoroso ed oggettivo, è possibile risalire dalla scrittura al gesto grafico sottostante, quindi alle dinamiche che caratterizzano in maniera unica ed irripetibile la persona.

Quanto è importante, dunque, scrivere manualmente?

“E’ molto importante. Attraverso la scrittura e quindi l’attività grafica spontanea – continua Silvia Lazzari- è possibile scoprire diversi aspetti della persona.  Ad esempio, mi è anche capitato di analizzare la grafia di un bullo e quella di una vittima e attraverso la scrittura era evidente che il bullo era una persona  fragile e sensibile, forse ancora più della sua vittima”.

In pratica attraverso l’analisi della grafia si possono individuare caratteristiche fondamentali della  persona che scrive, e questo può offrire spunti molto utili per gli educatori e gli insegnanti in un periodo così delicato e importante come quello dell’età dello sviluppo.  Da non sottovalutare è il fatto che tramite lo studio della scrittura è possibile comprendere le potenzialità e le risorse di cui dispone ogni individuo.

PER LA CRONACA

Ragazzi scriviamo, con carta e penna è tutta un’altra cosa

La grafia, dopo l’Unità d’Italia e fino agli anni ’60, era talmente importante da essere considerata materia scolastica, presente nei programmi formativi ministeriali in tutte le scuole, attraverso l’insegnamento della calligrafia, denominata anche “Bella scrittura”.

Tra i programmi dell’associazione Agi c’è quello di organizzare la giornata della scrittura, attraverso il coinvolgimento delle diverse sedi e associazioni, presenti su tutto il territorio nazionale. Altra idea è la realizzazione di una ricerca sul cambiamento della scrittura negli adolescenti.

Quali consigli dare, per non perdere l’abitudine di scrivere?

“Non credo nelle ricette- conclude Lazzari- ognuno deve lavorare da sé. Noi possiamo solo stimolare l’uso della scrittura manuale e ricordare che scrivere è anche molto piacevole e divertente”. “Un consiglio ad ogni modo potrebbe essere quello di scrivere qualcosa a mana ogni tanto, in modo da non perdere l’abitudine”.

Per informazioni generali puoi scrivere all’indirizzo agisegreteria@gmail.com. Se hai già in mente di sottoporre la tua scrittura ad analisi puoi rivolgerti alla Sezione Locale AGI più vicina alla tua residenza, altrimenti puoi accedere direttamente alla Lista Grafologi e scegliere il Consulente che meglio risponde alle tue esigenze.

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