Insulti al docente, scatta l’arresto fino a tre anni. Ecco la sentenza

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Insultare un insegnante è un reato e chi lo fa è punito con l’arresto,  fino a tre anni. Il docente, infatti, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, a scuola è un pubblico ufficiale al pari, dunque, di un  poliziotto, di un vigile urbano o di un magistrato.

Ultimamente, quasi con cadenza quotidiana, assistiamo ad episodi di violenza verbale o fisica, esercitata da alunni o genitori, nei confronti degli insegnanti, di ogni ordine e grado. Le cronache inoltre titolano questi fatti come “bullismo”, rendendo in questo modo la notizia fuorviante al lettore.   

Il bullismo, infatti, fino ad oggi secondo l’ordinamento giuridico italiano non è un reato,  e dal Ministero dell’Istruzione precisano che affinchè un evento si possa definire tale è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti, ad esempio che i protagonisti, vittima e bullo, siano coetanei.

L’offesa arrecata a un insegnante, dunque,  è considerata oltraggio (cioè un’offesa grave e consapevole contro l’onore o la dignità di qualcuno) al pubblico ufficiale. E proprio in merito all’argomento si è espressa la Cassazione con sentenza numero 15367 del 2014 che si è così pronunciata: “Il reato di oltraggio al pubblico ufficiale consiste non nella “mera lesione in se’ dell’onore e della reputazione del pubblico ufficiale”, quanto “la conoscenza di tale violazione da parte di un contesto soggettivo allargato a piu’ persone presenti al momento dell’azione, da compiersi in un ambito spaziale specificato come luogo pubblico o aperto al pubblico e in contestualità con il compimento dell’atto dell’ufficio ed a causa o nell’esercizio della funzione pubblica”.

Il docente è un pubblico ufficiale. Perché?

Con sentenza sez. III 11/02/92, la Cassazione penale ha stabilito che “la qualità di pubblico ufficiale deve essere attribuita a tutti gli insegnanti di scuole statali, in quanto essi esercitano una funzione disciplinata da norme di diritto pubblico e caratterizzata dalla manifestazione della volontà della Pubblica amministrazione e dal suo svolgersi attraverso atti autoritativi e certificativi”.

Chi è il pubblico ufficiale?

Sono pubblici ufficiali, ad esempio: gli appartenenti alle forze di polizia e armate, i vigili del fuoco, i vigili urbani, i magistrati nell’esercizio delle loro funzioni,  gli ispettori e gli ufficiali sanitari, i notai, il sindaco in qualità di ufficiale del governo, i consiglieri comunali (quest’ultimi con sentenza della Cassazione n. 18.11.1974), ma anche i portalettere e i fattorini postali (Cass. n. 5.10.1982). In pratico secondo la normativa il pubblico ufficiale è una persona che esercita una funzione pubblica legislativa, giudiziaria o amministrativa.

Cosa rischia chi offende un docente?

Qualsiasi maggiorenne, ad esempio un genitore, o minorenne, quindi uno studente, aggredisce, picchia, umilia e compie un atto violento sia verbale che fisico, nel caso specifico nei confronti di un docente, compie un reato. L’oltraggio al pubblico ufficiale prevede l’applicazione dell’articolo 341-bis del codice penale ed è punito con la reclusione fino a tre anni.

Art. 341 – Bis “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato”.

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