Fomo, cos’è? Il fenomeno è sempre più diffuso sui social

fomo

Essere connessi sempre. Unico obiettivo prioritario: non essere esclusi da nessun evento, foto o storia postata sui social. Si chiama Fomo, è l’acronimo delle parole Fear of missing out che tradotto letteralmente significa “paura di essere tagliati fuori”.

Con un pretesto o per bisogno gli occhi, a tutte le età, sono sempre puntati su uno schermo e tra un social e l’altro la smania è quella di rimanere continuamente in contatto con le attività che le altre persone, conoscenti o non, svolgono nella vita e pubblicano in Rete.  

Il termine Fomo è attribuito a Patrick J. McGinnis, venture capitalist e autore americano, il quale nel 2004 lo utilizza per la prima volta nel suo articolo dal titolo “Social Theory at HBS: McGinnis’ Two FOs”, pubblicato sulla rivista della Harvard Business School, chiamata The Harbus. Ad oggi sono tanti gli studi che ruotano intorno a questo fenomeno, soprattutto per quanto riguarda gli effetti o le cause dal punto di vista psicologico.

Alla Fomo, infatti, si accompagna una forte dipendenza dai dispositivi e un continuo accesso ai social, dove non necessariamente avviene un’interazione, ma il più delle volte solo un convulsivo scrolling.

In uno studio di Przybylski,si legge: “ Le utilità dei social media hanno reso più facile che mai conoscere la gamma di attività sociali online o offline che potrebbero essere coinvolgenti. Al rialzo, queste risorse sociali forniscono una moltitudine di opportunità di interazione; al ribasso, spesso trasmettono più opzioni di quelle che possono essere perseguite, date le restrizioni pratiche e il tempo limitato. Questa doppia natura dei social media ha suscitato l’interesse popolare per il concetto di Fear of Missing Out, popolarmente indicato come Fomo. Definito come una pervasiva apprensione che gli altri possano avere esperienze gratificanti da cui si è assenti, Fomo è caratterizzato dal desiderio di rimanere continuamente connessi con ciò che fanno gli altri”.

Cos’è che causa la Fomo?

Secondo Przybylski la Fomo è un fenomeno che si verifica soprattutto tra i più giovani e sarebbe legata a bassi livelli di autostima e alla necessità di cercare approvazione negli altri. La paura, quindi, spinge gli utenti a controllare continuamente i profili social alla ricerca di aggiornamenti dai propri amici e conoscenti, in modo da non restare fuori dal gruppo sociale o dal contesto.

E’ bene dunque tenere ben in mente le corrette modalità di utilizzo della Rete e prestare sempre attenzione a due caratteristiche: la quantità e la qualità del tempo passato online. Il consiglio è valido per i giovani ma anche e soprattutto per gli adulti di riferimento che devono vigilare sull’educazione digitale dei propri minori e autoregolare la propria attività passata nel web.

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