Cyberstalking, “Vi spiego come ho denunciato”

cyberstalking

Perseguitato e minacciato, “io vittima di cyberstalking, oltre 10mila commenti contro di me. La mia vita è diventata un inferno ma voglio spiegare come sono riuscito a denunciare”. Questa è la storia di Ignazio Li Vigni.

“Ho vissuto un incubo e continuo a viverlo – racconta Li Vigni-. All’inizio era solo qualche commento fuori le righe, su Facebook, ma con il passare dei minuti sono stati in tantissimi ad offendermi e diffamarmi. Fino ad arrivare alle minacce di morte”. Questa è una storia di cyberstalking.

“La prima cosa che ho fatto – spiega Li Vigni- è stata quella di sporgere una denuncia per diffamazione a mezzo web, ma l’iter procedurale richiede anni e anni. Ne sono passati già due e ancora la pratica è aperta”. Esasperato e dopo una serie di informazioni Ignazio Li Vigni è riuscito a trovare il modo per bloccare la sua cyberstalker, grazie alla legge 38/2009.

La legge 23 aprile 2009, n. 38 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonchè in tema di atti persecutori” è una procedura amministrativa, da intraprendere solo se non si è presentata querela nei confronti del cyberstalker.

Come si procede? Per mettere in atto questo tipo di procedimento è necessario conoscere ed essere certi dell’autore della condotta, in questo caso dell’identità dello stalker. Bisogna precisare che nel web quest’aspetto non è sempre semplice a causa ad esempio dei fake profile (falsi profili). Una volta dunque accertata la persona bisogna rivolgere al Questore, quale autorità di Pubblica Sicurezza, istanza di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta molesta.

In poche parole bisogna scrivere al Questore una lettera, non più lunga di 3 pagine, dove vengono esposti i fatti avvenuti, il cyberstalking, e se ci sono citare i testimoni. Nella lettera è bene scrivere ben chiaro l’oggetto: istanza di ammonimento, e inviarla tramite pec e/o raccomandata con ricevuta di ritorno.

“E’ ovvio che bisogna agire con delle prove. Nel caso in cui il fatto avviene attraverso i social – afferma Li Vigni- è necessario fare lo screenshot di tutti i commenti, o messaggi, immagini o video ricevuti dalla persona in questione”.

“In circa 6 giorni – sostiene Li Vigni- la stalker è stata chiamata per accertamento e ha dovuto presentare la memoria difensiva. Il Questore in questo caso non ha ritenuto valida la difesa e ha proceduto. Contestualmente ha acquisito le mie prove e in poco più di un mese il Questore di Palermo, Renato Cortese, ha firmato in assoluto il primo provvedimento a Palermo di ammonimento per cyberstalking e uno dei primi in Italia”.

Nello specifico il Questore invita la signora in questione a cessare i suoi atteggiamenti persecutori, avvertendola che se dovesse continuare sarebbe denunciata anche senza querela di parte, così come previsto dalla legge, e che la pena per chi è già stato ammonito è più alta e che dovrà sottoporsi ad un percorso di recupero obbligatorio per legge.

Li Vigni ad ogni modo spiega passo passo anche

Come sporgere querela e presentare le prove alla Polizia Postale

ECCO COSA FARE:

  1. Fare gli screenshot
  2. Stamparli e copiarli anche in un supporto digitale (cd)
  3. Infine è fondamentale procurarsi l’Id dell’’utente (clicca qui e scopri come)

“Il problema – conclude Li Vigni – è che dalla querela all’indentificazione dell’utente, specie se fake, passano anni e purtroppo il post continua a girare e ad essere virale”.

2 commenti su “Cyberstalking, “Vi spiego come ho denunciato””

  1. Gli dicono: Stai attento! Non lo fare più. Poi di galera non se ne parla ovviamente nella pratica (al max servizi socialmente utili 6 mesi?). …Ma la tua vita invece cambia IRRIMEDIABILMENTE. E per qualcuno subentra …la morte civile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *