Sale il numero delle vittime di cyberbullismo e ad essere più esposta è soprattutto la fascia adolescenziale. Ma ad un aumento esponenziale del fenomeno non corrisponde ancora una vera e propria presa di posizione attraverso la denuncia dei bulli.
La vittima di cyberbullismo, infatti, secondo uno studio condotto nel 2017-2018, in Italia, da EU Kids Online per Miur e Parole O_Stili, su un campione di 1006 ragazzi e ragazze tra i 9 e i 17 anni, scelgono un comportamento passivo ai rischi di internet e dunque ignora il problema e spera che si risolva da solo. Atteggiamento che non risolve e non gratifica l’autostima di quanti ogni giorno subiscono episodi di cyberbullismo.
A confermare i dati ci sono i numeri delle denunce per reati commessi a mezzo web, della Polizia Postale.
2017
Il reato più denunciato da parte dei minorenni è l’ingiuria, la minaccia e la molestia, seguito dalla diffamazione online e poi dal furto d’identità.

Il numero dei minori denunciati è 39. Dato che se pur in aumento rispetto al 2016, dove attestava 31 minori denunciati, non è in alcun modo comparabile con quello del 2015 che vedeva coinvolti 64 minori denunciati. Il reato di diffusione di materiale pedopornografico è stato nel 2017 quello più diffuso tra i giovani denunciati e ritenuti responsabili.
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2016
Sono stati 235 invece i casi di minori vittime di cyberbullismo nel 2016 trattati dalla Polizia Postale e 31 sono stati i minori denunciati. Il reato più frequente che ha portato alla denuncia di un minore è stato la diffamazione on-line.
2015
2014
Ma quali sono le risposte dei giovani vittime di cyberbullismo?
A fare un quadro dettagliato delle reazioni è lo studio EU Kids Online, dove si legge che:
- il 25% dei ragazzi di 9-17 anni non ha parlato con nessuno delle esperienze su internet che lo hanno turbato o fatto sentire a disagio.
- Gli amici (47%) e i genitori (38%) e sono le principali fonti di sostegno a cui si rivolgono nel caso di esperienze negative.
E’ inoltre la stessa indagine a rivelate che è ancora alto il numero di ragazzi che adottano risposte passive ai rischi di internet, come ignorare il problema e sperare che si risolva da solo (35%), o chiudere la pagina web o l’app (27%). Il 22% di chi ha avuto un’esperienza negativa su internet ha reagito bloccando un contatto sui social network. Solo il 10% ha modificato le proprie impostazioni di privacy in seguito a un’esperienza negativa, e solo il 2% ha segnalato contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme.


