Concorso “Gonfia la Rete, vinci sul web”. Obiettivo: sensibilizzare i giovani

Al via il concorso “Gonfia la Rete, vinci sul web” indetto dal Consiglio Regionale della Calabria, dall’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal Co.re.com. Calabria. Partecipare è gratis e aperto a tutti, è possibile scegliere tra tre tematiche e basta realizzare un’opera appartenente a una delle seguenti categorie: documentari, spot, constructed reality, fumetti e docu– fumetti, opere con testo e musica.

Il concorso nasce dall’esigenza di fornire agli studenti occasioni di riflessione, studio e confronto, sull’utilizzo consapevole e sicuro della Rete, con particolare riguardo ai fenomeni del cyberbullismo, dell’hate speech e delle fake news. Obiettivo del bando, è quello di accrescere negli studenti la consapevolezza dei rischi della Rete e a stimolarli alla condivisione e allo sviluppo di una cultura indirizzata verso un uso del web eticamente sensibile.

Per partecipare è necessario realizzare un’opera appartenente a una delle seguenti categorie:

  • Sezione A: documentari, spot, constructed reality (recitato legato all’improvvisazione e basato su uno script), fumetti e docu– fumetti, di durata non superiore ai dieci minuti, titoli di testa e di coda inclusi;
  • Sezione B: opere con testo e musica, facoltativamente accompagnate da video.

Temi del concorso

L’autore dovrà esprimere la propria arte, offrendo un contributo alla sensibilizzazione e allo sviluppo di idee, culture e atteggiamenti di contrasto ai fenomeni di:

Cyberbullismo

Cos’è il cyberbullismo? A definire il fenomeno ci pensa la legge 71/17Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, che indica: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”

Hate speech on line

Cos’è l’hare speech on line?  Tra le varie definizione si cita quella del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa nell’appendice alla raccomandazione n. (97) 20 del 30 ottobre 1997 – secondo cui è “relativo a tutte le forme di espressione che diffondono, incitano, promuovono o giustificano l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo o altre forme di odio basate sull’intolleranza tra cui: intolleranza espressa da nazionalismo aggressivo ed etnocentrismo, discriminazione e ostilità nei confronti di minoranze, migranti e persone di origine immigrata ”.

Una definizione altrettanto mirata in tale ambito, è quella offerta dall’art. 1, punto n), dell’allegato B, alla deliberazione n. 157/19/CONS, approvata da AgCom il 15 maggio 2019, con cui è stato adottato il “Regolamento recante disposizioni in materia di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione e di contrasto all’hate speech” dove per “hate speech o espressioni o discorso d’odio”, si intende: “l’utilizzo di contenuti o espressioni suscettibili di diffondere, propagandare o fomentare l’odio e la discriminazione e istigare alla violenza nei confronti di un determinato insieme di persone ‘target’, attraverso stereotipi relativi a caratteristiche di gruppo, etniche, di provenienza territoriale, di credo religioso, d’identità di genere, di orientamento sessuale, di disabilità, di condizioni personali e sociali, attraverso la diffusione e la distribuzione di scritti, immagini o altro materiale, anche mediante la rete internet, i social network o altre piattaforme telematiche”.

In ambito sovranazionale, la carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, all’art 21, stabilisce il divieto di ogni discriminazione La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, poi, all’art. 14, in ambito nazionale, in cui il fondamento normativo delle varie norme incriminatrici degli atti discriminatori, è rinvenibile- primariamente- nell’art. 3, co. 1, della Carta Costituzionale

Tra le tante norme poste a presidio del diritto all’eguaglianza e al trattamento non discriminatorio, si rammenta l’art. 604 bis c.p. rubricato “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”.

Fake news on line

Cos’è la fake news online? Le fake news sono le notizie “completamente inventate o manipolate per assomigliare al giornalismo credibile e attirare la massima attenzione del lettore” (Hunt Allcott, 2016)

Inoltre le fake news si distinguono tra mis-information, dis-information e mal-information. La mancanza di informazione, identifica la diffusione di notizie scorrette, le quali vengono veicolate in rete con leggerezza e senza dolo. La disinformazione, invece, individua la diffusione, scientemente dolosa, di notizie false. La mala informazione, infine, concerne la divulgazione di notizie vere a scopo emulativo, cioè disposta con l’intento di creare dissapori e conflitti.

Per partecipare al concorso basta inviare l’elaborato tramite posta o pec entro e non oltre il 15 novembre

Leggi il bando del concorso clicca qui

Allegato A – scheda di partecipazione•  Allegato B – liberatoria per i diritti di utilizzazione delle opere•  Allegato C – dichiarazione liberatoria dei soggetti rappresentati•  Allegato D – informativa trattamento dei dati personali

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