Bullismo: ragazzo si tatua la faccia di Michele, suicida per “colpa dei bulli”

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Un tatuaggio impresso per sempre nella pelle per ricordare Michele, vittima di bullismo. E’ questo il gesto di Igor Remassi che ha deciso di farsi disegnare sul braccio prima il nome e poi il volto del ragazzo che ha messo fine alla propria vita a causa dei bulli.

“Il gesto di mio figlio non è andato perduto”, afferma Maria, la mamma di Michele, il ragazzo 17enne , che si è suicidato, sottolinea Maria, in seguito ad attacchi di bullismo da parte di un branco,composto soprattutto da ragazze.

“Il mio vivere è sopravvivere “ ha scritto Michele in una lettera prima di prendere la decisione più grande, ed anche l’ultima, della sua vita. “Non credo di riuscirci più. Ho intenzione di mollare”, ha gridato a gran voce nel suo cuore.

Ma nella grande disperazione per la perdita di un figlio, per i messaggi di odio che continuano ad arrivare dal web e per il dolore delle domande che non avranno mai risposte la mamma di Michele trova il conforto che arriva da tutt’Italia.

Ma com’è nata l’idea di farsi tatuare la faccia di Michele?

tatuaggio michele“Io- afferma Igor Remassi- ho sempre fatto dei tatuaggi stupidi e senza significato. Poi ho conosciuto molte storie, alcune vissute sulla mia pelle, di bambini con malattie rare come la piccola Sofia Voa Voa, conosciuti di persona con mia moglie e mio figlio di 12 anni e allora mi sono detto che era arrivato il momento di fare un tatuaggio intelligente. Un tatuaggio che raffiguri questi angeli, tra cui Michele”.

“Io Michele non l’ho mai conosciuto. E’ entrato nella mia famiglia –spiega Remassi- quel maledetto giorno quando appresi la notizia su Studio Aperto e sono stato male. Non potevo credere che a questo mondo il branco, i suoi coetanei, a forza di deriderlo hanno distrutto la sua voglia di vivere. Lui voleva solo degli amici e una parola di conforto per sentirsi dire sei maledettamente bello”.

“Ora – continua- so che mi sente e glielo dico io. Il tatuaggio significa che si può fare qualcosa anche di intelligente che resti nella nostra memoria.  Ancora oggi sui social arrivano delle cose allucinanti. C’è gente che da la colpa ai genitori di Michele, per il gesto compiuto. Ma tutto è al vaglio della polizia postale. Adesso la famiglia di Michele è entrata a far parte della mia e ora siamo un’unica famiglia che combatte questo pericolo sociale che è il bullismo, perché Miki ci ha lasciato una bella lotta da portare avanti. Miki non va dimenticato”.

vignetta bullismoL’iniziativa arriva anche da un’altra parte d’Italia, da Antonio Federico, vignettista che commenta l’importanza di ricordare il 17enne in un post di Facebook:  “Ricordate Miky Ruffino? Il ragazzo che ha deciso di andarsene da questo mondo perché veniva deriso dai compagni? Se ne parló molto e allora dedicai una vignetta (nella foto) alla mamma che potesse portare un po’ di confronto al suo cuore.

La vignetta vedeva Michele in paradiso amato da tanti ragazzi angeli come lui. Finalmente felice perché aveva trovato degli amici, anime buone che non lo giudicavano per i suoi problemi fisici. Beh oggi mi torna in mente il piccolo Miky perché la mamma non si è mai data pace e sta divulgando in tutto il mondo un movimento contro i bulli. Qualcuno ha voluto ricordare sulla pelle il disegno che ho donato al piccino. E ne sono felice. Sono felice perché un disegno ha permesso a tanti di conoscere la vicenda, di avvicinarsi al ricordo di Michele, di scuotere un po’ le coscienze macchiate che ormai tutti abbiamo, di sentirci un po’ più umani ed emozionarci e soprattutto di non permettere mai che un altro piccolo Michele decida di andarsene perché troppo sensibile per questo mondo di lupi”.

Anche mamma Maria affida il suo messaggio quotidiano al social e scrive:Ciao Miki come vedi tanta gente ti voleva e ti vuole bene anche se te non sei fisicamente con noi. Il tuo nome vola sempre più in ALTO. Poche persone pensavano che la tua morte sarebbe rimasta invana ma si sbagliano , finché mamma E tutte le persone che ti vogliono bene porteremo avanti questa battaglia e credimi Amore mio sono tanti”.

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Adesso la mamma di Michele combatte una guerra nel nome del figlio contro i bulli. “Manca la cultura della prevenzione al bullismo. Molti genitori non hanno idea di cosa sia questo fenomeno”. Intanto a Maria arrivano foto e lettere da tutt’Italia e tutto questo per la famiglia di Michele è un modo per lenire il grande dolore.”A tutti quanti dico: Grazie“, conclude Maria.

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