Bullismo, io ex vittima vi spiego come fare per difendervi dai bulli

bullismo

E’ nei momenti più difficili che ognuno di noi misura le proprie, inconsapevoli, capacità di reazione.  Chi è vittima di bullismo attraversa momenti che se non gestiti, da una spinta motivazionale interna ed esterna, possono avere dei risvolti tragici.

Il bullismo logora lentamente l’anima fino ad arrivare al corpo. Ma questo fenomeno così subdolo si può sconfiggere e superare. Sofia, vittima di un gruppo di bulli, prima amici e poi aguzzini, lancia un messaggio di speranza non solo ai suoi coetanei ma anche a tutti coloro che soffrono per colpa di questo fenomeno.

Lei come la fenice è resuscitata dalla ceneri e ha sconfitto tutti. Ha sconfitto il bullismo e si è riappropria della vita, degli spazi personali e ha ritrovato la voglia di ridere.

A Sofia i compagni delle elementari infilavano le mine della matita sotto la pelle, alle medie le hanno bruciato i capelli e fatto credere che in questo mondo lei era quella sbagliata, fino a farla piombare nell’autolesionismo.

Ma lo scopo del racconto di Sofia adesso è quello di insegnarci come andare oltre tutto questo orrore. Cosa e chi le ha fatto scattare la voglia di reagire?

A rispondere è la stessa protagonista (nella foto).

Da vittima a vittoriosa qual è stata la molla che ti ha fatto cambiare?

 Ciò che mi ha dato la carica per riuscire ad avere la mia rivincita su ciò che avevo subito è stato il tempo. Con il senno di poi penso che davvero tante persone mi abbiano dato la forza necessaria a riprendere la mia vita in mano e a farne un capolavoro, dai miei familiari ai miei amici più cari, ma penso che l’unica cosa che davvero mi abbia dato tanto sia stato il tempo: il tempo di elaborare, di comprendere e di perdonare.

Qual è la percezione che adesso hai nei confronti del bullismo?

La mia percezione nei confronti del bullismo e del cyberbullismo è sempre la stessa; sono sempre molto triste quando leggo di ragazzi miei coetanei che arrivano a togliersi la vita per colpa di persone incapaci di amare, di rispettare, le unicità di ognuno di noi.  A volte se chiudo gli occhi rivivo ancora quello che mi è capitato e il mio dolore non è cambiato, è sempre quello. Se fossi attualmente vittima di bullismo, non so come reagirei.. perché sicuramente sono molto più forte ma è proprio grazie a ciò che ho vissuto in passato che lo sono.. probabilmente avrei reagito come ai tempi, forse avrei cercato altre soluzioni.. non lo so, il mio motto è “tutto quello che ci è successo è l’unica cosa che ci poteva succedere”.

Il bullismo è una questione d’età?

Il bullismo non è, a mio parere, una questione di età. Sentiamo parlare di più di fenomeni di bullismo legati alla scuola, contesto sociale alla base della vita dei ragazzi che va dai primi mesi di vita (asilo) alla maggiore età. Cresciamo all’interno della scuola, che è un po’ una sorta di “simulazione” di ciò che è poi la vita dei “grandi” fuori. Ho avuto modo di conoscere persone anche più grandi, che possiamo definire adulte, subire atti di bullismo, è più raro, ma accade.

Cosa raccomandi ai ragazzi e alle famiglie vittime?

Come sempre, ai ragazzi dico di PARLARE di tirare fuori il dolore il più possibile e se è difficile a parole allora provate con altre vie ma non restate in silenzio, perché è quello che uccide più di qualsiasi cosa, la nostra anima.  Io con la mia associazione ci sarò sempre per ascoltare chi ha bisogno di aiuto e di un sostegno.

Cosa dici invece alle istituzioni?

Delle istituzioni, penso che si stia lavorando molto su la sensibilizzazione dei ragazzi, su abbattere determinati stereotipi imposti dalla nostra società e dai social. questo è un bene, vedo sempre più scuole aderire a progetti e campagne contro il bullismo e il cyberbullismo, contro l’omofobia, campagne sulla sessualità (che cos’è? come funziona? a che età?) sento che ci stiamo iniziando a muovere, e questa è una grande soddisfazione!

Sofia, insieme alla propria famiglia, ha fondato un’associazione. Si chiama I Ragazzi di Ferro e lo scopo è quello di aiutare nel contrasto al bullismo, cyberbullismo e devianze minorili, ma anche parlare delle responsabilità degli adulti di riferimento.

“La mia associazione – spiega Sofia- è nata nel 2017, a Maggio, ed è stato semplicemente il mio modo di denunciare ciò che mi era accaduto, di dire che sì, il bullismo fa soffrire chi ne è vittima e la sua famiglia, ma che non sempre si muore, che vale la pena lottare perché la vita è bellissima, anche se, a volte, dolorosa!”

Leggi la precedente intervista di Sofia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *