Bullismo, è nato il punto di ascolto. “Non restate in silenzio”

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Quale consiglio dare a chi è vittima di bullismo? “Di non restare in silenzio. Di confidare il problema a chiunque, ad amici, a coetanei o ai genitori, basta che sia gente fidata”. A parlare è Vincenzo Vetere, presidente della dinamica associazione Acbs, nata per contrastare il bullismo nelle scuole.

Parlare è anche il motivo per cui è stato aperto, grazie all’impegno dell’Acbs, Associazione contro il bullismo scolastico, il punto di ascolto Antibullismo, affidato proprio all’associazione, a Cerro Maggiore, in provincia di Milano, presso la biblioteca comunale, e dedicato a Gloria Spataro, sensibile al problema del bullismo, morta giovanissima. Il punto di ascolto sarà aperto a piccoli e grandi, a vittime e genitori, il 1° e il 3° sabato di ogni mese, dalle ore 15 alle 18.

“Aprire questo punto di ascolto è stata una vera e propria necessità- afferma Vetere- in molti ci chiedevano una sede dove poterci venire a trovare per fare degli incontri o semplicemente per parlare”. Quali difficoltà avete riscontrato? “Inizialmente la diffidenza, anche del Comune. Pensavano che fossimo troppi giovani per poterci affidare una cosa del genere”.

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Vincenzo Vetere (nella foto), insieme allo staff dell’Acbs, composto da giovanissimi, ha girato tantissime scuole, ascoltato moltissimi studenti e si è confrontato con centinaia di genitori. La sua esperienza, in materia di bullismo, è diretta. Dall’età di 6 anni fino al liceo ha dovuto lottare non solo con i bulli ma anche con se stesso. Perché parlare di bullismo non è semplice e non lo è nemmeno ammetterlo a se stessi. Ma Vincenzo ha trovato la forza per alzarsi e per trasmettere un forte messaggio a quanti ogni giorno lottano:                                                                                non arrendersi mai.

Tra giovani e genitori chi è più propenso ad aprirsi al dialogo?

“Credo siano più i genitori – afferma Vetere- sono gli adulti, in generale, a raccontarci i propri problemi. Tante volte chiedono consigli perché non sanno come affrontare il disagio dei figli vittime di bullismo”.

In questo periodo il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo è uno tra gli argomenti mediatici più frequenti, purtroppo salito alla ribalta dalle tragiche cronache. Avete avuto maggiori contatti?

“Sinceramente, da come e quanto si sta parlando del fenomeno in tv e sui giornali- spiega il presidente- ci aspettavamo più giovani. Invece a contattarci sono stati più gli adulti e se dobbiamo fare una stima tra ragazzi e ragazze a contattarci sono state più le ragazze, circa il 70%. Inoltre a preoccupare di più è il cyberbullismo, rispetto al bullismo. Le maggiori richieste arrivano dai genitori e chiedono consigli su come prevenire il problema. I ragazzi invece chiedo come poter ritirare le loro foto che circolano, ad esempio su Instagram, da questo si denota che già il problema è presente”.

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Secondo Vetere il fenomeno del bullismo si mantiene costante, fisico e verbale e nasce ancora all’interno delle scuole. Ad aumentare è invece il cyberbullismo. “Molti bambini già alla prima comunione ricevono come regalo lo smartphone. E quando parlo con i genitori spesso vanno orgogliosi del fatto che non hanno scaricato Facebook nel telefono dei propri figli, ma di contro hanno installato whatsapp, Snapchat, Instagram. Alla fine quando spiego loro quali sono i rischi di questi social restano scioccati”.

Il punto di ascolto è composto e gestito dallo staff Acbs e nella sala convegni, messa a disposizione dal Comune, l’associazione creerà un vero e proprio laboratorio dove si occuperà di svolgere corsi di formazione per docenti, genitori e adulti in generale. In un piccolo studio invece lo staff è pronto ad accogliere tutti coloro che vogliono parlare. “Noi siamo pronti ad ascoltare- conclude Vetere- e infine consigliamo a chi rivolgersi, ad esempio avvocati, psichiatri. E’ sempre importante, infatti, rivolgersi a professionisti competenti”.

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