Bullismo e cyberbullismo, Papa Francesco vicino alle vittime

papa francesco cyberbullismo

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Che Papa Francesco ci abbia abituato, sin da subito, alle sorprese e alle sue apparizioni in pubblico è un dato di fatto. Ma che riesca ad emozionare gli adolescenti, e parlare di bullismo e cyberbullismo, sembra una magia. Già, perché proprio questa fascia d’età sembra essere, in quest’epoca, la più difficile da coinvolgere nell’aureo sentimentalismo immateriale.

“Sii coraggiosa”, sono queste le parole di Papa Bergoglio pronunciate in videoconferenza rivolte a Valerie Herrera  la studentessa, 17enne, di una scuola gesuita americana, affetta da vitiligine, la malattia epidermica autoimmune, e per questo vittima di bullismo. [guarda il video sotto]

E Papa Francesco ha sorpreso anche quando ha chiamato i genitori di Vincenzo, il bambino vittima di bullismo perché ritenuto troppo grasso, il 7 ottobre 2014, in un autolavaggio del quartiere Pianura di Napoli, seviziato con un il tubo di un compressore che gli ha lacerato l’intestino.

L’aspetto fisico insieme all’orientamento sessuale sono dunque una delle prime cause di bullismo e cyberbullismo tra gli adolescenti. E Papa Francesco è dalla parte delle vittime, tanto da dedicare una parte all’interno della Lettera Enciclica Laudato Sì del Santo Padre Francesco sulla Cura della Casa Comune inducendo alla responsabilità e all’utilizzo critico dei nuovi media.

“A questo (la frammentazione sociale, l’aumento della violenza e il sorgere di nuove forme di aggressività sociale, il narcotraffico e il consumo crescente di droghe fra i più giovani, la perdita di identità) si aggiungono le dinamiche dei media e del mondo digitale, che, quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo di una capacità di vivere con sapienza, di pensare in profondità, di amare con generosità. I grandi sapienti del passato, in questo contesto, correrebbero il rischio di vedere soffocata la loro sapienza in mezzo al rumore dispersivo dell’informazione. Questo ci richiede uno sforzo affinché tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell’umanità e non in un deterioramento della sua ricchezza più profonda. La vera sapienza, frutto della riflessione, del dialogo e dell’incontro generoso fra le persone, non si acquisisce con una mera accumulazione di dati che finisce per saturare e confondere, in una specie di inquinamento mentale. Nello stesso tempo, le relazioni reali con gli altri, con tutte le sfide che implicano, tendono ad essere sostituite da un tipo di comunicazione mediata da internet. Ciò permette di selezionare o eliminare le relazioni secondo il nostro arbitrio, e così si genera spesso un nuovo tipo di emozioni artificiali, che hanno a che vedere più con dispositivi e schermi che con le persone e la natura. I mezzi attuali permettono che comunichiamo tra noi e che condividiamo conoscenze e affetti. Tuttavia, a volte anche ci impediscono di prendere contatto diretto con l’angoscia, con il tremore, con la gioia dell’altro e con la complessità della sua esperienza personale. Per questo non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all’opprimente offerta di questi prodotti, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento”.

E il motivo di tutto questo è, forse, come scrive Papa Francesco la “rapidizzazione”.

“La continua accelerazione dei cambiamenti dell’umanità e del pianeta si unisce oggi all’intensificazione dei ritmi di vita e di lavoro, in quella che in spagnolo alcuni chiamano “rapidación” (rapidizzazione). Benché il cambiamento faccia parte della dinamica dei sistemi complessi, la velocità che le azioni umane gli impongono oggi contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica. A ciò si aggiunge il problema che gli obiettivi di questo cambiamento veloce e costante non necessariamente sono orientati al bene comune e a uno sviluppo umano, sostenibile e integrale. Il cambiamento è qualcosa di auspicabile, ma diventa preoccupante quando si muta in deterioramento del mondo e della qualità della vita di gran parte dell’umanità”.

In uno spazio-tempo virtuale, assolutamente diverso da quello reale, i valori e il rispetto si riducono quasi fino, in certi casi, ad annullarsi provocando negli adolescenti, in piena età vulnerabile, gli stessi effetti che un clima arido causa in una terra fertile.

“Ciò che sta accadendo- si legge nell’enciclica- ci pone di fronte all’urgenza di procedere in una coraggiosa rivoluzione culturale. La scienza e la tecnologia non sono neutrali, ma possono implicare dall’inizio alla fine di un processo diverse intenzioni e possibilità, e possono configurarsi in vari modi. Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane”.

L’emittente Abc,che ha organizzato e prodotto la videoconferenza, trasmette il video dove a sorpresa Papa Francesco invita Valerie, la 17enne affetta da vitiligine, a cantare per lui.

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