Bullismo e cyberbullismo, ogni regione ha la sua legge

legge cyberbullismo

In Italia l’argomento dell’uso distorto dei new media passa in breve tempo dall’agenda sociale ai banchi della politica, e ad essere discusso è in particolare il fenomeno del cyberbullismo.

I primi passi politici a livello nazionale si muovono esattamente nel 2013, in seguito al suicidio di Carolina Picchio, la ragazza 14enne che ha deciso di farla finita in seguito ad un video che la riguardava e che in pochissimo tempo ha fatto il giro del Web. In Italia, ad ogni modo, non è il primo episodio, ma il suicidio di Carolina Picchio apre subito un’inchiesta e smuove la necessità di prendere dei provvedimenti anche a livello politico, giuridico e istituzionale. La tematica inoltre già da diversi anni in Italia era oggetto di discussione, grazie ad una serie di direttive europee.

Il 18 giugno 2017, 4 anni dopo l’avvio della procedura di approvazione, è entrata un vigore la legge “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” , dedicata a Carolina Picchio e a tutte le vittime.

Intanto però sono tante le regioni che si sono dotate di una legge propria, alcune prima ancora dell’approvazione della 71/17.

Leggi regionali contro il cyberbullismo

Lombardia Legge Regionale 7 febbraio 2017 , n. 1 “Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo

Piemonte Legge regionale n. 2 il 5 febbraio 2018Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo“.

All’articolo 1 la Regione cita la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, la Costituzione e la legge 71/17 oltre che lo Statuto regionale e stabilisce di:

a) tutelare e valorizzare la crescita educativa, psicologica e sociale dei minori, proteggendo, in particolare, i soggetti più fragili;

b) valorizzare il benessere tra pari;

c) prevenire il rischio nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza;

d) supportare i soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori.

La legge delle Regione Piemonte inoltre si prefigge di stringere “accordi e intese – si legge nel testo- con i soggetti istituzionali che operano nel territorio regionale per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, nonché mediante la partecipazione agli organismi territoriali istituiti con disposizioni nazionali”.

Umbria Legge Regionale 9 maggio 2018, n. 4 Disciplina degli interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo

Si precisa che la legge della Regione Umbria, promulgata il 16 maggio 2018 ed entrata in vigore con urgenza il 17 maggio è stata attenzionata, il 5 luglio, dal Ministero dell’Interno. Ad oggi la legge è in attesa del parere della Corte Costituzionale e nel frattempo ha la sua validità. Ad ogni modo, se la Corte Costituzionale esprime parere negativo saranno abrogati solamente il comma 1 dell’articolo 1 dove si legge «prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni». Formulazione che a dire del Ministero dell’Interno risulta «ampia» e che «non può non generare un’indebita sovrapposizione con la materia dell’ordine pubblico e sicurezza, in quanto involge necessariamente i profili di rilievo penalistico delle condotte riconducibili al bullismo e alla sua dimensione cibernetica».

In sostanza il Ministero pur riconoscendo la «innegabile rilevanza penale del fenomeno» – anche se «nell’ordinamento italiano non sussiste una specifica fattispecie criminosa atta a punire il bullismo» – dubita della legittimità costituzionale della legge e ritiene che «invada la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza». E l’articolo 4  che istituisce il tavolo tecnico ma “essendoci tra questi ultimi anche le forze di polizia, il Ministero sottolinea che si va oltre quelle finalità di carattere sociale ed educativo” ed è proprio in questo senso che anche l’articolo 4 andrebbe riscritto, altrimenti potrebbe scattare l’impugnativa.

Lazio Legge Regionale 24 Marzo 2016, n. 2 Disciplina degli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo

Articolo 2, comma 2 la legge promuove uno stile di vita familiare che sostenga lo sviluppo di un senso critico nel minore/adolescente e che riduca al minimo la loro esposizione a modelli che stimolano comportamenti violenti e aggressivi, in relazione all’abuso di videogiochi, video online e trasmissioni televisive inappropriate.

Campania Legge regionale 22 maggio 2017, n. 11. Disposizioni per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo nella Regione Campania

La norma risulta particolare rispetto alle altre in quanto all’art. 2 definisce con il termine “bullismo” “i comportamenti e gli atti offensivi o aggressivi che un individuo o un gruppo di persone compiono ripetutamente ai danni di una o più vittime, per umiliarle, marginalizzarle, dileggiarle o ridicolizzarle per ragioni di lingua, etnia, religione, orientamento sessuale, aspetto fisico, disabilità ed altre condizioni personali e sociali della vittima”.

La legge inoltre stabilisce che il termine “cyberbullismo” si intende ogni comportamento o atto rientrante nel comma 1 e messo in atto con l’utilizzo degli strumenti telematici o informatici.

Per quanto riguarda la regione Toscana è stato fatto un accordo tra l’ufficio scolastico regionale per la Toscana e l’Università degli studi di Firenze dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia (SCIFOPSI). Inoltre in seguito alla legge nazionale il Miur in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia (Scifopsi) dell’Università degli Studi di Firenze ha realizzato ELISA (acronimo di formazione in E-Learning degli Insegnanti sulle Strategie Antibullismo), la piattaforma che doterà le scuole di strumenti per intervenire efficacemente sul tema, con un’area per il monitoraggio online del bullismo e cyberbullismo e con una sezione dedicata alla  formazione attraverso moduli e-learning rivolti ai docenti referenti.

E’ fondamentale evidenziare che alcune regioni si sono dotate di una propria normativa prima ancora dell’entrata in vigore della legge 71/17. 

Per quanto riguarda inoltre le regioni Marche e Puglia la legge è in fase di approvazione mentre in Sardegna è stata presentata una proposta di legge ed è stato già avviato l’iter. Per quanto riguarda la regione Sicilia in questi giorni è stata avanzata una proposta d’ipotesi di ddl.  

La Regione Veneto invece ha deliberato ad ottobre dello scorso anno un finanziamento per iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, realizzate dalle Aziende Ulss del territorio regionale in collaborazione con le amministrazioni comunali, le forze dell’ordine, le istituzioni scolastiche e le organizzazioni senza scopo di lucro afferenti al terzo settore. “La Regione del Veneto – si legge- promuovendo nell’ambito del proprio ordinamento legislativo e amministrativo, interventi a tutela e protezione dei minori (articolo 6, comma 1, lettera n dello Statuto del Veneto), nel rispetto dei principi costituzionali e in linea con il quadro normativo (legge 71/17), ha previsto nel dettato normativo della legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45, “Collegato alla legge di stabilità regionale 2018”, l’introduzione dell’art. 42 recante Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di bullismo e cyberbullismo

La Regione Emilia Romagna invece si è impegnata nel 2016, in vista ad una serie di iniziative non solo di carattere legislativo, a promuovere e sostenere programmi ed iniziative di sensibilizzazione ed informazione.

La Regione Calabria inserisce la prevenzione e il contrasto al fenomeno del cyberbullismo all’interno della legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”.

Esattamente all’articolo 2 (Consulta regionale per la legalità e il monitoraggio del bullismo e del cyberbullismo) nonostante l’esplicito richiamo alla ndrangheta si legge, infatti, al comma 1: “La Regione istituisce, presso il dipartimento regionale competente, la Consulta regionale per la legalità e il monitoraggio del bullismo e del cyberbullismo, quale organo di consulenza della Commissione regionale speciale contro la ‘ndrangheta….”

La Regione Basilicata si è dotata di una legge 30 novembre 2018, n. 43 Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018

La Regione Liguria attraverso la legge regionale 28 dicembre 2017, n. 29 apporta delle modifiche alla legge regionale 9 aprile 2009, n. 6 (Promozione delle politiche per i minori e i giovani)e tenendo conto della legge nazionale istituisce la Consulta regionale sul bullismo e cyberbullismo con la finalità di prevenire e contrastare ogni forma di bullismo e di raccogliere informazioni sulle problematiche.

Friuli Venezia Giulia Legge regionale 24 maggio 2017, n.17
Modifiche alla legge regionale 22 marzo 2012, n. 5 (Legge per l’autonomia dei giovani e sul Fondo di garanzia per le loro opportunità), concernenti gli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo. La Regione inserisce all’interno della legge l’articolo 21 Bis “Educazione alla gestione dei conflitti e contrasto al fenomeno del bullismo”dove s’impegna a sostenere iniziative volte all’educazione alle relazione umane.

Marche Legge regionale 6 agosto 2018, n. 32 concernente: Disciplina degli interventi regionali di carattere educativo per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo, del sexting e della cyberpedofilia. La norma rappresenta essere innovativa in quanto inserisce fenomeni non citati all’interno delle altre leggi in materia.

Puglia Legge regionale 3 ottobre 2018, n. 50 “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”

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