Bambini e smartphone, in aumento i ritardi del linguaggio. “Genitori non siate fan dei figli”

Bambini con lo smartphone in mano prima ancora di saper parlare. Scene di ordinaria quotidianità. Ma quali conseguenze? Sono in aumentano i casi di ritardo del linguaggio tra i più piccoli mentre si registrano disturbi tra gli adolescenti.

A dare uno spaccato di vita reale e a raccontare le conseguenze legate ad un eccessivo utilizzo dei dispositivi, specie in età infantile, è l’equipe di logopediste dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, che evidenzia un incremento del ritardo del linguaggio nei bambini e nelle bambine.

Così sempre più frequente si presentano in ambulatorio piccoli pazienti di 3 anni e mezzo, che nonostante una spiccata intelligenza ancora non sanno parlare.

Inoltre tra le varie problematiche legate al linguaggio dei piccoli, le specialiste sottolineano un’elevata povertà di vocaboli accompagnata di contro ad una esagerata  gestualità.

Ma se da un lato il ritardo del linguaggio è attribuito all’uso improprio dei dispositivi dall’altro è anche amplificato da un mancato sviluppo motorio. Tanto che alcuni bambini, sembra assurdo ma è così, non sanno giocare a palla o andare in bici oppure, ad otto anni, allacciarsi le scarpe. Problema collegato ad una immobilità da videogioco.

Lo sviluppo motorio e lo sviluppo del linguaggio, specificano le dottoresse, sono strettamente connessi. Così come fondamentale è la fase dello svezzamento che a causa di una vita frenetica e di genitori a volte pigri o ansiosi, è ormai sempre più posticipata.

Legata allo svezzamento c’è la masticazione e anche la deglutizione. Meccanismi che incidono fortemente nell’articolazione del linguaggio, aggiunge l’equipe, e dunque in un ritardo o in disturbi da correggere. E su un punto bisogna soffermarsi e riflettere: il più delle volte i bambini non vedono quello che mangiano perché hanno davanti gli occhi il gioco e distratti non si accorgono del cibo che i genitori gli imboccano. Abitudine dura a morire che alla lunga causa dei problemi nello sviluppo.

Altra cattiva abitudine che condiziona lo sviluppo del figlio o della figlia è il prolungato utilizzo del ciuccio e del pannolino, anche fino a 8 anni, solo per dormire di notte, che a livello inconscio fa sì che il bambino non sviluppi la maturità che invece dovrebbe raggiungere a quell’età.

Infine i ragazzi dai più piccoli ai più grandi a causa dell’utilizzo dei social, specie delle chat, affermano le logopediste, non sono più abituati al confronto.  Le chat annullano l’attesa nell’iterazione a due e i bambini adesso non sono più abituati ad aspettare. Ma la fase dell’attesa è fondamentale anche per l’apprendimento. I giovani inoltre hanno la paura di non sapere cosa accadrà nell’immediato e la loro domanda è sempre: “E ora che facciamo?”. Non hanno la curiosità di terminare una normale attività, ad esempio un puzzle e l’incertezza li mette davanti ad una fuga.

Ma la vera domanda, davanti a questo genere di problematiche, è: “cosa fanno i genitori?”

Confrontarsi con i genitori è sempre più difficile, spiegano le logopediste. Cercano mille scuse per giustificare le cattive abitudini che hanno trasmesso ai figli. Il genitore cerca di allungare l’infanzia dei propri bambini e sono dei loro fan, venendo meno alla funzione educativa. “Io non ho tempo” inoltre è la scusa più comune e utilizzata dai genitori per non aver assolto ai compiti con i propri figli.

Purtroppo non è immune dalle conseguenze dell’eccessivo utilizzo dei social neppure l’adolescente. Ultimamente, se pur in minima percentuale, si riscontrano casi di balbuzie nei ragazzi e nelle ragazze dai 15 ai 18, sintomo di un disagio psicosociale, affermano le specialiste.

Intervista all’ equipe di logopediste dell’unità operativa di riabilitazione dell’ospedale Buccheri La Ferla

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