Gli studenti italiani non sanno navigare. Il Miur lancia nuovi bandi

bandi scuola

Hanno tutti uno smartphone, un tab o un pc; sono collegati in qualsiasi momento e luogo, ma a scuola tutte le certezze spariscono. La maggior parte degli adolescenti non sono in grado di condurre ricerche mirate nel web.

E’ questo Il focus di approfondimento sugli studenti 15enni italiani, condotto dal Miur e denominato “Studenti, computer e apprendimento: dati e riflessioni”, che analizza gli esiti del test Digital Reading dell’indagine Ocse Pisa 2012.

Il quadro dipinto dall’Ocse degli studenti italiani, in rapporto ai paesi membri, non è dei migliori, gli alunni “cliccano su quello che si muove e non sono selettivi nella loro navigazione”. Se da un lato, infatti, gli adolescenti navigano con disinvoltura sui social network dall’altro hanno difficoltà a fare ricerche scolastiche o svolgere dei compiti on line, a scuola quanto a casa.

miurLo scopo della ricerca dell’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico è stato quello di valutare le competenze degli scolari 15enni in rapporto al contesto di accesso e alla frequenza di uso delle TIC, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, a scuola e a casa, ma anche di ricavare informazioni sulle strategie utilizzate, sempre dagli stessi studenti, per affrontare e risolvere i diversi problemi, ad esempio sulle modalità più o meno “orientate” della navigazione e sulla qualità di approccio “critico” alle informazioni di volta in volta ottenute.

I ragazzi italiani dunque, secondo lo studio, quando si tratta di affrontare una navigazione semplice e molto generica sono sopra la media Ocse, scendono, invece, sotto la media quando devono svolgere una ricerca più mirata.

Gli studenti infatti quando “usano Internet – si legge- per svolgere compiti scolastici dimostrano di non saper pianificare bene ed eseguire una ricerca, e dimostrano di non saper valutare l’utilità di una informazione o l’attendibilità delle fonti”.

I dati della ricerca sono stati confermati anche dai docenti e dirigenti italiani (immagine sotto).

bandi miur

Cosa fare?

A questo punto entrano in campo tutti i provvedimenti del Miur, primo tra tutti il Piano Nazionale della Scuola Digitale, e tutti i bandi mirati al miglioramento tecnologico delle scuole, all’orientamento degli studenti e alla formazione dei docenti.

Ultimo tra tutti, il bando da 5,6 milioni di euro per l’istallazione delle rete Wi-Fi nei 126 CPIA, Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale (FSE-FESR) 2014-2020.

I CPIA entro il 10 marzo 2016 alle ore 14, dovranno elaborare e inviare un progetto, del tipo:

  • progetti per la realizzazione di infrastrutture di rete LAN/WAN, che potranno ricevere ognuno un finanziamento per un massimo di 18.000 euro;
  • progetti per la realizzazione di ambienti digitali, come spazi alternativi per l’apprendimento, laboratori mobili per varie discipline, aule tradizionali arricchite da dotazioni tecnologiche, con uno stanziamento massimo di 24.000 euro per singolo progetto;
  • proposte per postazioni informatiche e per l’accesso dell’utenza e del personale ai dati e ai servizi digitali della scuola, con uno stanziamento massimo di 3.000 euro.

“L’Avviso- si legge nel sito Miur- coerentemente con il Piano Nazionale Scuola Digitale, costituisce un segnale di attenzione verso l’istruzione per adulti e non prevede una selezione delle proposte presentate”.

Altro bando Miur da 180.000 euro è destinato ai laboratori mobili e lezioni a distanza per la scuola in ospedale, con scadenza il 14 marzo 2016 alle ore 14. In tutto sono 18, in tutt’Italia, le scuole polo ospedaliere regionali, 141 ospedali, 240 sezioni ospedaliere e circa 116 docenti impegnati in tutti gli ordini di scuola.

scuole in ospedale

Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca  “sezione Istruzione” è stato pubblicato l’Avviso pubblico per le scuole polo in ospedale ( SCARICA BANDO) per accedere allo stanziamento per la creazione di laboratori mobili. Lo stanziamento fa parte dei Fondi Strutturali Europei – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) – nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020 che prevede un finanziamento complessivo di oltre 3 miliardi di euro, 1 miliardo in più rispetto alla precedente programmazione, per il potenziamento dell’offerta formativa, il rafforzamento delle competenze degli studenti, l’innovazione degli ambienti di apprendimento e della didattica.

miur

Nell’indagine emerge, inoltre, che: “Molti ragazzi- spiega Francesco Avvisati, ricercatore dell’OCSE- non solo italiani, non hanno la capacità di dirigere la propria lettura, di dare giudizi sulla pertinenza di una pagina, sulla qualità di un’argomentazione. Cliccano su quello che si muove e non sono selettivi nella loro navigazione, non vanno in modo diretto verso l’informazione che cercano e dovrebbero poi mostrarsi consumatori critici dell’informazione online, la cui qualità è lungi dall’essere uniforme”.

Inoltre gli studenti italiani, secondo lo studio, utilizzano il computer per 19 minuti al giorno a scuola, per 93 minuti al giorno fuori dalla scuola durante la settimana e 97 minuti al giorno nei weekend, con particolari differenze anche tra studenti avvantaggiati e svantaggiati (vedi immagine sotto).

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La percentuale di studenti italiani che naviga su Internet per fare i compiti a scuola è del 28,8%, mentre la media OCSE si attesta quasi al 42%. La percentuale, ad ogni modo, sale con gli studenti che usano il computer per fare i compiti a casa è del 49,1% ma non raggiunge la media OCSE, 54,9%.

La nota positiva dell’analisi però riguarda la percentuale degli “internet-dipendenti”; i ragazzi italiani che stanno più di 6 ore al giorno davanti al pc a casa sono il 5,7%, contro la media OCSE del 7,2%.

La nota negativa invece resta:

“la mancanza di motivazione e l’insufficienza nelle abilità di base nel gestire l’interattività coi testi digitali come i principali fattori che incidono negativamente nell’indice di navigazione “generica”, e, di contro, l’attenzione a non commettere “passi falsi” nei passaggi tra i vari siti web in vista dell’esecuzione di un compito preciso come il fattore decisivo della navigazione “orientata”, gli studenti italiani risultano “lost in navigation” più della media”.

In Italia il 15% degli studenti è del tutto “senza bussola” quando naviga sul web (rispetto a una media OCSE dell’11,6%); inoltre, se si sommano i dati relativi alla “qualità della navigazione” risulta che più del 75% di loro o non conduce alcuna attività di navigazione oppure conduce una navigazione “non orientata” o “insufficiente”, mentre solo il 24,6% conduce una “navigazione principalmente orientata”.

“I risultati dell’indagine mostrano la scarsa efficacia con cui, attualmente, sono usate le tecnologie nelle scuole. Il dato rinvia al tema delle pratiche didattiche poiché ancora non c’è chiarezza sulle tipologie di approccio pedagogico che permettono di ottenere i maggiori benefici dall’uso delle TIC a scuola”.

2 pensieri su “Gli studenti italiani non sanno navigare. Il Miur lancia nuovi bandi

  1. Bellissimo argomento, i ragazzi hanno gli strumenti ma non hanno conoscenze appropriate, il nostro sistema scolastico non alfabetizza

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