Social ed età minima, 13 anni sono tanti o pochi? A maggio qualcosa cambierà

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Le regole nei social network ci sono, se poi vengono ignorate è un altro discorso. Fatto sta che una delle prime norme violate, da adolescenti e preadolescenti, è l’età, aumentata di qualche anno giusto per entrare a far parte della community virtuale.

Ma qual è l’età minima dettata dai social  per potersi iscrivere?

  • Facebook 13 anni
  • Instagram 13 anni
  • Whatsapp 13 anni (fino a qualche tempo fa 16 anni)
  • Snapchat 13 anni
  • Youtube 13 anni
  • Twitter 13 anni

Facebook, e qualche altro social, permette di segnalate gli account dei minori con meno di 13 anni, in modo da poter rimuovere il loro profilo. Mentre Snapchat, nel caso in cui il bambino segnali di avete un’età inferiore a 13 anni, dirotta l’iscrizione in un altro social, sempre di proprietà, adatto però ai più piccoli; si tratta di SnapKids

Perché  13 anni è l’età minima per iscriversi ai social?

L’età minima consentita per iscriversi nei social è 13 perché è questo il limite fissato dalla Coppa, Children’s Online Privacy Protection Act , la legge federale Usa, secondo cui: nessuno può raccogliere dati relativi a minori di 13 anni, almeno che non si tratti di un ente pubblico.

Avendo la maggior parte dei social network sede in America vengono applicate le regole della legge federale Usa.

Coppa tra l’altro impone determinati requisiti agli operatori dei siti web o dei servizi online, rivolti ai bambini di età inferiore a 13 anni, e agli operatori di altri siti web o servizi online che hanno la conoscenza effettiva dell’età, ai fini di raccogliere informazioni personali online di un bambino di età inferiore ai 13 anni.

Ma i ragazzi e le ragazze a 13 anni non sono ancora piccoli per poter navigare in autonomia? E quale sarebbe la giusta età per iscriversi ai social?

In effetti la giusta età, volendoci pensare bene, non esiste. Perché è tutta questione di educazione ai new media e ad un utilizzo corretto, oltre che rispettoso verso il prossimo, dei dispositivi. Non è detto, infatti, che alzando la soglia minima, per iscriversi ai social, a 16 anni, i ragazzi o le ragazze siano più coscienti delle proprie azioni virtuali.

Ad ogni modo, a maggio qualcosa potrebbe cambiare. Cosa?

A maggio entrerà in vigore il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE. 

Il Regolamento verrà applicato in tutti gli Stati dell’Unione Europea, allo stesso modo . Ogni Stato nel momento in cui recepisce il regolamento per la protezione dei dati personali darà dei chiarimenti attraverso un ente di riferimento. In Italia l’organo preposto è il Garante per la Privacy, già inserito, tra l’altro, all’interno della legge 71/17 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, dove all’interno viene affrontato ovviamente l’argomento social network.

All’articolo 2 comma 2 si legge:

QUALORA, ENTRO LE VENTIQUATTRO ORE SUCCESSIVE AL RICEVIMENTO DELL’ISTANZA DI CUI AL COMMA 1, IL SOGGETTO RESPONSABILE NON ABBIA COMUNICATO DI AVERE ASSUNTO L’INCARICO DI PROVVEDERE ALL’OSCURAMENTO, ALLA RIMOZIONE O AL BLOCCO RICHIESTO, ED ENTRO QUARANTOTTO ORE NON VI ABBIA PROVVEDUTO, O COMUNQUE NEL CASO IN CUI NON SIA POSSIBILE IDENTIFICARE IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO O IL GESTORE DEL SITO INTERNET O DEL SOCIAL MEDIA , L’INTERESSATO PUÒ RIVOLGERE ANALOGA RICHIESTA, MEDIANTE SEGNALAZIONE O RECLAMO, AL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, IL QUALE, ENTRO QUARANTOTTO ORE DAL RICEVIMENTO DELLA RICHIESTA, PROVVEDE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 143 E 144 DEL CITATO DECRETO LEGISLATIVO 30 GIUGNO 2003, N. 196.

Il nuovo Regolamento Europeo (GDPR), ad ogni modo, stabilisce l’obbligo di non consentire l’offerta diretta dei servizi della società d’informazione, inclusa l’iscrizione ai social network e ai servizi di messaggistica, a soggetti minori di 16 anni, a meno che non ci sia il consenso dei genitori o di chi esercita la patria podestà dl minore. Il Regolamento prevede però che questo aspetto venga regolato, in ogni Stato membro, dai rispettivi Garanti nazionali, pur stabilendo però che il limite non scenda sotto la soglia dei 13 anni.

Al momento dunque nessuna istruzione in merito. Le novità riguarderanno anche il diritto all’oblio e tutta le materia sulla protezione dei dati, anche aziendali.

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Intanto, a proposito dei limiti d’età e di social, l’Agente Lisa, dal profilo Facebook racconta una storia, fortunatamente a lieto fine.

“Già abbiamo parlato in passato dei limiti di età per aprirsi un profilo su Facebook e Instagram e, vale la pena di ricordarlo, sono entrambi allineati sui 13 anni. Ora però anche whatsapp ha portato il limite da 16 a 13 anni. Sono limiti stabiliti dalle aziende proprietarie e non si devono mettere in relazione con l’età legale italiana. Rimane il fatto che 13 anni sono pochi per rendersi conto dei pericoli nascosti della rete e noi adulti dobbiamo vigilare e invogliare i ragazzi al dialogo in caso di situazioni sospette. E questo ha fatto la differenza per un ragazzino di 12 anni di Reggio Emilia che ha ricevuto appunto su whatsapp dei messaggi “equivoci” da un numero che nel profilo dell’app aveva la foto di un adulto. Il numero l’uomo lo aveva preso sul profilo Facebook del 12enne e il tenore dei messaggi era tipico dell’adescamento. Sebbene turbato fortunatamente l’adolescente ne ha parlato con i genitori che a loro volta si sono rivolti ad un’associazione anti pedofilia che li ha accompagnati alla Polizia postale della città, dove i colleghi hanno fatto luce su tutta la vicenda, acquisendo i messaggi e gli altri elementi della storia per trasmettere il tutto in procura con la denuncia firmata dai genitori”.

Questo denota che essere sui social non è questione d’età ma di educazione ai new media, ma anche di dialogo tra figli e genitori.

PER SAPERNE DI PIU’……

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