Social e bambini: “Una volta condiviso una foto, hai perso il controllo sul suo destino“

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Bambini. social si, social no? E’ questo il dilemma dei genitori, ultimamente trattato anche dall’Eu. E mentre molti adulti riflettono se è corretto che i bambini, perlopiù preadolescenti, abbiano un account su un social network, altri invece postano foto dei propri figli o degli altri o dei nipoti.

Ma quali sono i rischi delle foto dei bambini pubblicate sui social?

A rispondere è la Polizia Postale che, attraverso il profilo Facebook “Una vita da social”, afferma: ”Non c’è niente di più minaccioso per la sicurezza dei vostri pargoli: i pedofili prendono le foto proprio dai social. Ecco perchè bisogna stare molto attenti. Pubblicare su Facebook le foto dei propri figli, o dei figli degli altri (vero, cari zii e zie, cugini e cugine, amici e amiche?) è un atto che mette a repentaglio la sicurezza del piccolo, esponendolo a potenziali criminali di cui si ignora persino l’esistenza”. “Circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di papà e mamme– si legge- che volevano semplicemente condividere un momento di gioia del loro bambino”.

facebookQuale tipo di foto non bisogna postare, per la sicurezza on line dei bambini?
A quanto pare non c’è un decalogo, tutte le foto possono essere catturate da un cyber criminale. “Parliamo di foto- scrive la Polizia–  che, agli occhi degli stessi genitori o dei loro amici, appaiono perfettamente innocue ma che nei dossier dei pedofili vengono sessualizzate con commenti irriferibili”.

All’interno del post, che mira a responsabilizzare gli adulti sull’utilizzo dei social network e a metterli davanti a certi pericoli del web, il pm del Tribunale per i minori di Torino, Valentina Sellaroli, spiega: “Pubblicare su internet la foto dei propri bambini è di per sé atto che potenzialmente può raggiungere milioni di persone, conosciute e non “. “Non è irrealistico- continua- il rischio che pedofili o persone comunque interessate in modi non del tutto lecite ai bambini possano avvicinarsi ai nostri bambini dopo averli magari visti più volte in foto online“.

Ma allora, viene da pensare, non sono solo gli adolescenti ad usare la Rete in maniera inappropriata. Che esempio danno gli adulti? Anche loro sono all’oscuro dei rischi oppure è solo leggerezza di un consumo non critico dei social.

“La logica – c’è scritto nella pagina Facebook- imporrebbe alla coscienza un freno ogni qualvolta scatta l’impulso maniacale-ossessivo di mostrare al resto del mondo la foto della propria creatura”.

Genitori siete ancora convinti di voler pubblicare le foto dei bambini?

La Polizia, intanto, invita a riflettere: “A cosa serve, dopo il compleanno, far sapere al resto del mondo – perlopiù popolato da persone sconosciute e potenzialmente pericolose – che vostro figlio, vostro nipote, il vostro figlioccio, il figlio di una coppia di amici, ha ricevuto tanti regali? Perchè mostrare il suo volto offrendolo su un piatto d’argento a persone senza scrupoli?”.

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Ma oltre alle foto pubblicate c’è anche un altro aspetto da considerare. “La seconda preoccupazione- dicono dalla Polizia- nasce da condotte criminose anche più frequenti; quelle di soggetti che taggano le foto di bambini online e, con procedimenti di fotomontaggio più o meno avanzati, ne traggono materiale pedopornografico di vario genere, da smerciare e far circolare tra gli appassionati“. “Questo genere di condotta non è affatto così infrequente nella realtà, specie se parliamo non di singoli ‘appassionatì del genere ma di circoli e giri di pedopornografici che producono immagini di questo tipo per uno scopo di lucro o comunque per un interesse personale di scambio su larga scala”.

Toby Dagg, un investigatore che lavora per la commissione australiana, riporta che in un sito frequentato dai pedofili, dove erano catalogate 45 milioni di immagini di bambini anche molto piccoli, circa la metà sembravano prese direttamente dai social e poi etichettate in categorie con nomi del tipo: “Le amichette di mia figlia su Instagram“. La stessa commissione avverte che spesso i genitori non si accorgono di quanto sia semplice rubare una foto postata su Facebook, anche perché dimenticano di postarla in un contesto privato utilizzando gli strumenti che il social comunque ha messo a disposizione per proteggere la privacy.

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E lancia un avvertimento a tutte le mamme e ai papà: “Una volta che hai condiviso una foto su Facebook, hai perso il controllo sul suo destino“.

“A questi schifosi personaggi- scrive la Polizia- che lucrano sulla pelle dei più indifesi, poco importa che il vostro bambino o la vostra bambina siano nudi – occhio quando andate al mare o in piscina o durante un semplice bagnetto… “

Ecco allora l’unica regola da rispettare prima di postare una foto di un bambino su un social network: “La prossima volta che volete pubblicare la foto di bambini su Facebook pensateci cento volte. E poi rinunciate”.

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