Sicurezza, YouPol: l’app che permette di denunciare bullismo e cyberbullismo da anonimo

Sicurezza a 360 gradi. Si chiama YouPol ed è l’app lanciata dal ministero dell’Interno per denunciare anche in forma anonima i reati di bullismo, cyberbullismo e spaccio di droghe. Il tutto con un semplice click. L’applicazione è scaricabile gratuitamente ed è semplice da usare.

Come funziona YuoPol?

La sicurezza online è importante quanto quella offline. Per segnalare un reato alla Polizia basta andare su Google Play, scrivere YouPol e l’app verrà scaricata in automatico. Attraverso l’applicazione è possibile denunciare con l’anonimato inviando le immagini, i video oltre al testo che segnala il reato o la condotta violenta.

Tutto avviene in automatico, grazie anche ai menù a tendina. Oltre alla georeferenziazione che consente alla sala operativa della questura che riceve la segnalazione e di sapere esattamente dove sta avvenendo l’evento, l’app consente anche di effettuare una chiamata di emergenza al numero 113 o 112 NUE.

“Per ora, l’app funziona a Roma , Milano e Catania. Prossimamente – dicono dal ministero dell’Interno – nel febbraio 2018, verrà estesa anche agli altri capoluoghi di regione e da agosto sarà implementata in tutte le province italiane”. L’app garantisce la sicurezza online e offline sia agli adulti e che ai minori.

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“L’applicazione permette all’utente di interagire con la Polizia di Stato inviando segnalazioni (immagini o testo) relative a episodi di bullismo – si legge su Google Play- e di spaccio di sostanze stupefacenti. Immagini e testo vengono trasmesse all’ufficio di Polizia e sono geolocalizzate consentendo di conoscere in tempo reale il luogo degli eventi.E’ possibile anche l’ invio e la trasmissione in un momento successivo con l’ inserimento dell’ indirizzo del luogo in cui si è verificato l’ evento. L’ applicazione è stata realizzata per prevenire le fenomenologie del bullismo e dello spaccio delle sostanze stupefacenti”.

“Il cuore della questione-  ha sottolineato il ministro dell’Interno Marco Minniti-  è che denunciando questi atti di violenza, non stiamo rompendo nessun patto d’onore, ma stiamo facendo l’opposto: stiamo aiutando una persona in difficoltà che sta subendo violenza e che potrebbe rimanere segnata da questa esperienza e, dall’altro lato, stiamo anche aiutando chi la commette ad abbandonare questi atteggiamenti che a loro volta lo possono segnare e condizionare nella sua vita da adulto”.

La sicurezza è fondamentale per ognuno di noi. L’app è una chiamata per tutti gli osservatori che adesso possono diventare sentinelle di fenomeni importanti che coinvolgono sempre più adolescenti e non solo.

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