Scuola e cyberbullismo, Giannelli: “Corsi di aggiornamento per i docenti”

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Tra urgenze ed emergenze la scuola, oggi più che mai, è nel mirino di importanti temi: dai vaccini all’integrazione degli alunni stranieri, fino alla sicurezza dell’edilizia scolastica ed altro ancora. Ma insieme alle questioni che coinvolgono dirigenti, docenti, personale scolastico e famiglie c’è anche l’utilizzo dei new media e del cyberbullismo.

Per cercare di capire a che punto è l’approccio all’educazione digitale e al cyberbullismo nella scuola, in virtù del Piano Nazionale Scuola Digitale, delle linee guida emanate dal Miur e della legge 71/17Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, dove sono indicati i ruoli degli studenti ma anche degli insegnanti e dei dirigenti, abbiamo intervistato il presidente nazionale dell’Anp, associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, Antonello Giannelli.

“La scuola cambia di pari passo con la società. Non possiamo dunque – afferma Giannelli- permetterci di lasciare gli smartphone fuori dalla scuola. L’utilizzo dei dispositivi in classe quindi è necessario in quanto fanno parte della vita dei ragazzi. Ovviamente devono essere usati con un fine didattico”.

Un punto di vista in linea con il ministero dell’Istruzione che proprio sull’uso degli smartphone a scuola ha costituito, nel mese di novembre con un decreto, un “gruppo di lavoro per la valutazione dell’uso dei device digitali personali in classe”.

“Per rendere possibile tutto questo però è necessario – aggiunge il presidente Giannelli – un aggiornamento rivolto ai docenti. E’ necessario dunque che il ministero vari un programma mirato. Oggi, infatti, ci troviamo davanti ad un livello tecnico scientifico elevato che però non è accompagnato ad un adeguato livello di consapevolezza”.

L’utilizzo degli smartphone in classe tra gli studenti è degenerato, come spesso testimoniano le cronache, in episodi di cyberbullismo e non solo tra i pari. E’ successo, qualche mese fa, che ad essere bullizzato sia stato un docente e che gli alunni armati di telefonino abbiano registrato l’azione, successivamente diffusa in rete. In quest’episodio due studenti minorenni sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio e violenza a pubblico ufficiale, mentre uno è stato denunciato per diffamazione.

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“Riteniamo – sostiene il presidente dell’Anp- che l’azione da intraprendere sia quella della prevenzione culturale. Il punto è che l’opera culturale richiede tempi troppo lunghi mentre le emergenze devono essere risolte velocemente. Nei regolamenti di disciplina di ogni scuola c’è, ad ogni modo, l’obbligo di sanzionare”.

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“Dobbiamo inoltre comprendere che in questa società è venuto meno il principio di autorità. E’ più difficile essere autorevoli che autoritari. E la scuola in questo ha molte difficoltà. Dobbiamo capire –conclude Giannelli- che democrazia e libertà non sono la stessa cosa. Per la prima s’intende un’azione dove tutti agiscono per il bene di tutti mentre per la seconda s’intende fare ciò che si vuole. E’ chiaro però che la libertà di un singolo non può compromettere quella di altri. La scuola dunque non può prescindere da questo punto fondamentale”.

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