Scuola, da settembre a novembre al via i primi bandi e azioni Miur

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Lotta alla dispersione scolastica, nelle periferie con le scuole aperte al pomeriggio, alternanza scuola-lavoro e Piano Nazionale Scuola Digitale. Sono queste le tre principali strategie d’innovazione che il ministero dell’Istruzione porterà avanti quest’anno, in linea con lo scorso anno scolastico.

Il punto di partenza e la condizione abilitante per una scuola innovativa sarà l’accesso a Internet, seguita poi da:

  • Un investimento studiato e mirato a colmare i divari dove è più necessario;
  • Una  formazione dei docenti, consolidando gli investimenti più importanti;
  • Un investimento sulla comunità del Piano Nazionale Scuola Digitale e sugli innovatori che trainano tutta la comunità scolastica;
  • La creazione di un ecosistema di innovazione attorno alla scuola, per avvicinare definitivamente scuola e mondo dell’innovazione.

Secondo i numeri dettati dal Miur, su un campione di 3.500 scuole, il 97% degli edifici scolastici è connesso ad Internet per la didattica, con connessione adeguata, cioè con una buona connessione, nel 47% dei casi. Per quanto riguarda il cablaggio interno alla scuola, il 48% degli edifici è interamente cablato, il 75% dei laboratori è cablato e connesso, il 56% delle aule è cablato e connesso. Guardando agli ambienti per la didattica digitale, il 54% delle aule risulta adeguato (come strumentazione) alla didattica digitale, il 50% delle scuole promuove l’utilizzo di strumenti digitali personali in classe (il cosiddetto BYOD, Bring Your Own Device), il 30% ha un regolamento sul BYOD. L’82% delle scuole utilizza strutturalmente il registro elettronico di classe, il 96% degli istituti usa strumenti digitali per parlare con le famiglie. In termini di competenze digitali: il 74% delle scuole ha attivato percorsi di cittadinanza digitale, il 60% di pensiero computazionale o robotica, il 59% di creatività digitale (ad esempio scrittura e lettura creativa), il 16% di economia e imprenditorialità.

Intanto tra settembre e novembre il Miur ha annunciato sedici  azioni.

ECCO I BANDI

BANDO 20 SETTEMBRE – 140 milioni per laboratori professionalizzanti in chiave digitale  – “è tempo di investire sulle scuole secondarie di secondo grado” sostiene la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.  Con 140 milioni ogni scuola superiore sarà innovata in chiave digitale con i propri indirizzi caratterizzanti e professionalizzanti. Dall’agrario all’alberghiero, passando per la moda, la meccatronica, la chimica o l’odontotecnica, ogni indirizzo scolastico sarà accompagnato per affrontare la digitalizzazione con un approccio 4.0.  È la convergenza tecnologica a creare grandi sfide e grandi opportunità e ogni professione, che nasce o che evolve, sarà influenzata da questo paradigma.

bando 29 settembre – 2,5 milioni per ambienti innovativi nelle scuole di periferia contro la dispersione – lo scopo è quello di investire nelle aree deboli del Paese, come le aree periferiche delle grandi città, quelle colpite dal sisma e le aree interne più isolate. Le scuole di periferia costruiranno spazi innovativi aperti alla cittadinanza, come i Fab Lab, in sinergia con le migliori esperienze di territorio.

BANDO 16 ottobre – 15 milioni sarà completato il percorso per portare il registro elettronico in tutte le classi della scuola primaria e media.

BANDO 15 novembre 5,7 milioni per la manutenzione della strumentazione tecnologica nelle scuole del I ciclo – il piano prevede 1.000 euro a tutte le scuole del primo ciclo, quale fondo per l’assistenza tecnica.

Entro novembre saranno dati alle scuole gli strumenti per innovare la propria comunicazione, con siti web aperti e costruiti sulle esigenze della comunità scolastica tutta, per valorizzare l’identità di ogni istituto, l’offerta formativa, la didattica e i rapporti con il territorio, e per mettere al centro le studentesse e gli studenti e le loro produzioni.

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LE AZIONI

12 settembre verrà lanciata una community online per gli animatori digitali e i team per il digitale della scuola. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, partirà la community online per gli innovatori della scuola. Sarà inizialmente disponibile per 40.000 persone (animatrici e animatori digitali, team per l’innovazione, presidi), poi successivamente aperta a tutti.

Largo spazio sarà dato anche al pensiero computazionale strutturale. In partenariato con l’Università, il ministero investirà in applicazioni territoriali di larga scala, per un investimento “verticale” ai cicli scolastici. Dalla prima elementare all’ultimo anno delle superiori, l’intento è quello di stimolare la collaborazione dei territori. “Chiederemo a voi- afferma la stessa ministra, durante il discordo di presentazione- di co-investire su questo progetto”.

Entro il 15 settembre verranno semplificati e resi più efficienti i servizi digitali per la scuola, inoltre partiranno tre tavoli per rendere le competenze digitali strutturali negli ordinamenti . Un gruppo di lavoro, ad esempio, composto dalle migliori e dai migliori esperti del Paese rivedranno le indicazioni nazionali in modo da poter intervenire su cosa le nostre studentesse e i nostri studenti studiano a scuola;

Ad ottobre avverrà il lancio del nuovo design per i siti web delle scuole;

A partire da ottobre sarà dato spazio all’educazione civica digitale attraverso un kit per ogni scuola. Si tratta di un kit di attività, un percorso di formazione e una campagna di comunicazione pubblica per accompagnare da ottobre le attività di ogni classe e portare a sistema tutte le iniziative;

A novembre partiranno attività sulle discipline STEM in ogni scuola in particolare nelle scuole medie, con particolare attenzione alle ragazze.

Per fare formazione di qualità non basta investire risorse. “Dobbiamo invece consolidare e rafforzare le competenze- spiega Fedeli- che abbiamo nel nostro sistema e permettere ai migliori esperti e ai migliori contenuti di arrivare a tutti.  Per fare questo, investiremo sugli snodi formativi esistenti combinando due investimenti strategici. Il primo, infrastrutturale, per creare almeno 18 luoghi (uno per regione) altamente innovativi, dove realizzare la migliore formazione pratica, con tecnologie all’avanguardia per sperimentare tutte le opzioni dell’innovazione didattica. Il secondo, di contenuto, per finanziare fino a 18 centri di competenza sull’innovazione educativa, anche in partenariato con università, ricerca ed enti di formazione, che producano i migliori contenuti per il sistema. Questi centri lavoreranno su tutti i temi del digitale, ma daranno particolare attenzione a due aspetti: fornire ad ogni docente gli strumenti concreti per portare metodologie innovative in classe e sviluppare le competenze di leadership educativa che servono al nostro sistema”.

Infine l’appuntamento è giorno 19, 20 e 21 ottobre, per il secondo compleanno del Piano Nazionale Scuola Digitale, dove sarà rilanciato ancora.

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