Provvedimenti contro il cyberbullismo: zero in condotta e patentino per lo smartphone

cyberbullismo

Parola d’ordine: sicurezza online. In attesa dell’approvazione del ddl 1261 b Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo sono tantissime le iniziative istituzionali e non, contro il cyberbullismo, che coinvolgono adolescenti, genitori e docenti.

Tra i provvedimenti a firma Miur, ministero dell’Istruzione, c’è una circolare emanata a tutte le scuole con lo scopo di accelerare l’applicazione della legge in materia di cyberbullismo, una volta approvata. Il ministero ha infatti invitato gli istituti, nell’ambito della propria autonomia, a segnalare i docenti che, come indicato nello stesso ddl, saranno designati referenti “con il compito- si legge nel testo – di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del bullismo e del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione della polizia postale nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio”.

La circolare Miur afferma: “Sebbene l’iter di approvazione dell’AS 1261-C sia ancora in corso si ritiene di fondamentale importanza procedere all’individuazione di detti docenti al fine di programmare attività di in-formazione sui temi della prevenzione del bullismo e del cyberbullismo. A questo proposito, come previsto dal Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti 2016/2019, sarà progettato un percorso di formazione rivolto ad almeno due docenti per ogni istituto scolastico per l’acquisizione delle competenze psico-pedagogiche e sociali per la prevenzione del disagio giovanile nelle diverse e forme e la promozione del welfare dello studente”.

Insieme a questi provvedimenti istituzionali e rivoluzionari, per quanto riguarda la prevenzione all’uso distorto dei new media, ci sono anche quelli portati avanti da associazioni e perfino aziende.

In ordine di tempo c’è G Data, la società produttrice di software antivirus, che ha lanciato l’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in Condotta”, e incontrato circa 1500 studenti delle scuole primarie e secondarie inferiori. Il dato emerso dal progetto è l’analfabetismo dei ragazzi sulle tematiche della privacy.  Un’alta percentuale di adolescenti ha dichiarato invece di aver accettato almeno una volta “la richiesta di amicizia” da parte di sconosciuti e quasi nessuno sapeva della necessità dell’autorizzazione scritta da parte dei genitori per eventuali ragazzi presenti nelle foto o nei video, condivisi sui gruppo della classe di Whatsapp o sul profilo di Facebook o Instagram. Una percentuale altissima è stata raggiunta dai giovani che hanno aperto un profilo social senza interessarsi della privacy e navigano in maniera non protetta. Inoltre quando dispongono di un indirizzo email personale, i genitori non conoscono la password, che spesso è debolissima e quindi vulnerabile.

Metti mi piace nella pagina Facebook d’Intreccio.eu

Un altro interessante progetto è stato portato avanti dall’Osservatorio Permanente Adolescenti Studenti, O.P.Ado.S che in greco significa “che accompagna”. L’associazione ha ideato un patentito per accedere ai social. In pratica dopo aver frequentato un corso, con tanto di esame finale, che responsabilizza i ragazzi e le ragazze sull’uso dei new media, viene rilasciato un attestato che rappresenta l’ok per stare sui social. E a quanto pare la richiesta di un progetto del genere è nata proprio dai genitori. Il percorso Social Network Driving Licence (SNDL) si è sviluppato in lezioni teoriche e workshop, per un totale di 10 ore distribuite in 5 incontri. Al termine del percorso, dopo il superamento di una verifica delle conoscenze apprese, è stato rilasciato un attestato di frequenza denominato Patentino Social Network.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *