Palermo, dalla politica nasce un’iniziativa contro il cyberbullismo

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Dall’agenda sociale a quella politica, l’esigenza di affrontare il fenomeno del cyberbullismo arriva sui banchi del Comune di Palermo. Ed ecco che i consiglieri comunali, e non solo, scendono in piazza, senza colori e schieramenti, per una giusta causa: “Insieme per dire #StopCyberbullismo. Di corsa o in cammino l’importante è non mancare”.

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza e consiste in una passeggiata o in una corsa, i partecipanti sono liberi di decidere, che da Piazza Castelbuono giunge fino in corso Vittorio Emanuele (Cattedrale) e ritorna al punto di partenza, cuore della città, dove è possibile ammirare, durante il percorso, il teatro Politeama, il teatro Massimo, i famosi Quattri Canti, la cattedrale e tantissimi altri monumenti.

cyberbullismo

Non è una gara e non ci sarà nessuno vincitore! Lo scopo della manifestazione, che si svolgerà Domenica 19 febbraio 2017 alle ore 9,30 in Piazza Politeama, infatti è quello di sensibilizzare la gente sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e l’iniziativa servirà, attraverso un contributo, a sostenere l’associazione Made 3.0, attiva nella prevenzione fenomeno e non solo.

“Insieme per dire #StopCyberbullismo “è stata promossa da Rosario Filoramo e Giuseppe Federico, consiglieri del Comune di Palermo, e Antonio Giambona, consigliere della Settima Circoscrizione. E tre sono dunque gli elementi principali della giornata: la politica, lo sport e la lotta contro il bullismo e il cyberbullismo.

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“La mia partecipazione- afferma Rosario Filoramo -sarà una testimonianza attiva affinchè si accendano tutti i riflettori su un problema che sta già svelando i suoi risvolti gravissimi. Cyberbullismo e dipendenza dai social e dai videogiochi sono l’epifania della crisi che colpisce le principali agenzie educative: la famiglia e la scuola. Da genitore, auspico l’impegno a vigilare sui nostri figli, aumentando la presenza e l’attenzione in famiglia, da amministratore pubblico propongo politiche educative e maggiore supporto alla scuola”.

L’evoluzione del fenomeno non riguarda, infatti, soltanto la vittima o il carnefice ma coinvolge un’intera società.

Antonio Giambona lancia una soluzione: ”Secondo me la politica dovrebbe fare prevenzione nelle scuole e imporre ai social network di moderare i video, magari in base a un certo numero di  visualizzazioni e condivisioni. Far scattare un moderatore che blocchi o elimini il video”.

La politica dunque si fa carico di un problema sociale e per la prima volta affronta l’utilizzo e il bisogno di un consumo critico dei new media, soprattutto tra i giovani.

“Ogni occasione è buona per parlare di bullismo e cyberbullismo– afferma Cetty Mannino, blogger del sito www.intreccio.eu, esperta in cyberbullismo – purché sia fatto con rispetto e con una corretta informazione. Molti ragazzi e ragazze sono vittime del fenomeno ed è a loro che dobbiamo innanzitutto rivolgerci, per non farli sentire soli”.

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