Legge sul cyberbullismo, oltre la giurisprudenza. Ecco cosa sapere

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La legge sul cyberbullismo colma un vuoto normativo necessario a regolare i casi in Italia. Ma non solo. La norma, oltre a definire il fenomeno dal punto di vista giuridico, sancisce i principi dei diritti dei minori nel web così come nella realtà.

Cos’è il cyberbullismo?

L’ordinamento italiano per la prima volta dà una chiara definizione di cos’è il cyberbullismo e afferma: il “Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo”.

Una legge che va oltre l’aspetto giuridico

La legge sul cyberbullismo inoltre è una delle poche a inglobare, all’interno degli articoli, una serie di soggetti fondamentali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno. A fare rete, verso un unico obiettivo, saranno: docenti, Polizia Postale ma anche associazioni e centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio, nonché il Ministero dell’interno; dell’istruzione, dell’università e della ricerca; del Lavoro e delle Politiche Sociali; della Giustizia; dello Sviluppo Economico; della Salute e ancora La Conferenza unificata; l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza; il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori e il Garante per la protezione dei dati personali.

Una legge concepita per i minori

I protagonisti indiscussi della legge sul cyberbullismo sono i minori: vittime e bulli. I primi potranno rivendicare i propri diritti nei confronti di chi commette il reato. Ma c’è di più, le vittime da 14 anni in poi, potranno chiedere al gestore del sito internet o del social media, attraverso un’istanza, di oscurare, rimuovere o bloccare qualsiasi altro dato personale diffuso in Rete. I bulli, con età superiore ai 14 anni, invece saranno convocati dal questore, insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale, ai fini dell’ammonimento.

Lo scopo della legge

La legge “si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche”.

Questo secondo l’ultimo testo trasmesso il 1° febbraio 2017

La sintesi della legge sul cyberbullismo
  1. Individua la finalità dell’intervento nel contrasto del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni attraverso una strategia che comprende misure di carattere preventivo ed educativo nei confronti dei minori (vittime e autori del bullismo sul web) da attuare in ambito scolastico;
  2. Prevede che il minorenne che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) possa rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media o, comunque, al titolare del trattamento per ottenere provvedimenti inibitori e prescrittivi a sua tutela (oscuramento, rimozione, blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet, con conservazione dei dati originali). Il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social media deve comunicare, entro 24 ore dall’istanza, di avere assunto l’incarico e deve provvedere sulla richiesta nelle successive 48 ore. In caso contrario l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali che deve provvedere, in base alla normativa vigente, entro le successive 48 ore;
  3. Istituisce un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo e prevede l’adozione, da parte del MIUR, sentito il ministero della Giustizia, di apposite linee di orientamento – da aggiornare ogni due anni – per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo nelle scuole. In particolare, le linee di orientamento dovranno prevedere una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti;
  4. Prevede la designazione, in ogni istituto scolastico, di un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo che dovrà collaborare con le Forze di polizia, e con le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio;
  5. Prevede interventi di caratteri educativo in materia di cyberbullismo (finanziamento di progetti e promozione dell’uso consapevole di internet);
  6. In caso di episodi di cyberbullismo in ambito scolastico, prevede inoltre l’obbligo da parte del dirigente responsabile dell’istituto di informare tempestivamente i genitori (o i tutori) dei minori coinvolti e di attivare adeguate azioni educative;
  7. Applica la disciplina sull’ammonimento del questore, mutuata da quella dello stalking, anche al cyberbullismo: fino a quando non sia stata proposta querela o presentata denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali commessi, mediante Internet, da minorenni ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, il questore – assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti – potrà convocare il minore responsabile (insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale), ammonendolo oralmente ed invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.
  8. Risorse polizia postale (vedi slide Senatrice Elena Ferrara) – Nell’ambito di ciascun programma operativo nazionale sono stanziate idonee risorse alla formazione del personale specializzato alla tutela dei minori sul web. I fondi certi per la Polizia Postale sono per l’aggiornamento ai docenti, nella chiave di individuare un referente sul cyberbullismo per ogni autonomia scolastica e dare luogo alla formazione continua dedicata agli studenti.
L’iter della legge
  • L’inter del disegno di legge (DDL 1261) nasce a maggio del 2015 da un’indagine conoscitiva in Commissione Diritti Umani. Approvato all’unanimità in Senato
  • A settembre 2016 (DDL 3139) La Camera dei Deputati approva il testo apportando diverse modifiche
  • Gennaio 2017 (DDL 1261 B) Con il sostegno di tutte le forze parlamentari il Senato riporta il provvedimento allo spirito iniziale. L’Aula ribadisce: prevenzione e contrasto del cyberbullismo a tutela dei minori

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Ma la legge è molto di più di una norma e non colma solo un vuoto giuridico. La legge sul cyberbullismo rappresenta la forza e la determinazione di un papà. Il padre di Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo in Italia. E rappresenta anche la determinazione della Senatrice Elena Ferrara, insegnante della giovane, che già nel 2014 presenta come prima firmataria il ddl “Disposizione a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Da allora la senatrice Elena Ferrara e Paolo Picchio hanno cominciato ad incontrare gli studenti, i docenti, i genitori e a creare un percorso volto alla prevenzione e alla formazione del fenomeno. La legge quindi è stata fortemente voluta in nome di tutte le vittime ed è stata dedicata, dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, a Carolina e non solo. Un impegno dunque che va oltre la burocrazia, che pone l’attenzione verso un problema, in molti casi sottovalutato e che lo affronta insieme a tutti gli italiani. E tutto questo si coglie dai visi emozionati, immortalati in questo video, girato dall’agenzia Vista, pochi istanti dopo l’approvazione della legge sul cyberbullismo

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