Legge sul bullismo, la Regione Lazio sostiene le spese legali delle vittime e finanzia progetti

Rilevazione, prevenzione, gestione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo; sono questi gli obiettivi delle legge n.200 della Regione Lazio, la prima in Italia ad aver approvato un testo composto da 7 articoli e stanziato 750 mila euro in una voce specifica del bilancio per la lotta al fenomeno.

La Regione, in pratica, sostiene e finanzia i progetti, i programmi e anche gli interventi strutturali di carattere sociale, culturale e sportivo da realizzarsi in ambito scolastico. I finanziamenti sono rivolti alle istituzioni scolastiche, alle aziende del Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le associazioni che operano nel campo del disagio sociale, in particolare quello dei minori.

Quali requisiti bisogna avere per ottenere i finanziamenti?

Le associazioni, oltre alla registrazione prevista dalla legge regionale n.22 del ’99, Promozione e sviluppo dell’associazionismo nella Regione Lazio, dovranno avere un’esperienza certificata di almeno 5 anni nel campo dei minori, come indica l’articolo 3 della legge.

«I Comuni – dichiara Massimiliano Valeriani, primo firmatario della legge n.202 – siano essi singoli o associati, le istituzioni scolastiche, le aziende del servizio sanitario regionale e le associazioni con certificata esperienza per beneficiare dei finanziamenti previsti dalla Regione dovranno partecipare all’apposito bando e presentare il loro progetto, che potrà contemplare iniziative di carattere culturale o sportivo, programmi a sostegno degli adolescenti e delle loro famiglie all’uso consapevole di internet, dal momento che sono proprio i social network il mezzo più usato per diffondere video e bravate, offese e scherzi prepotenti ai danni delle vittime designate».

Sono ammessi ai finanziamenti anche progetti pluriennali della durata massina di 5 anni. Sui criteri e le modalità dei finanziamenti l’articolo 5 stabiliste cosa occorre presentare e quando.

La Regione Lazio, inoltre, ha suddiviso lo stanziamento dei 750mila euro in tre anni, attraverso l’istituzione di un apposito “Fondo per la prevenzione e il contrasto al fenomeno del bullismo” dove confluiscono, si legge nell’articolo 7, le risorse pari a 150mila euro per il 2016 e a 300mila euro per il 2017 e il 2018.

Quale deve essere lo scopo dei progetti?

I progetti, specifica la legge n.200, dovranno sensibilizzare gli studenti e le loro famiglie in ordine alla gravità del fenomeno del bullismo e delle sue conseguenze e dovranno mirare al contrasto di tutte le discriminazioni, così come previsto l’articolo 21 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea.

La legge prevede, inoltre, corsi di formazione rivolti al personale scolastico ai fini di garantire l’acquisizione di idonee tecniche psico-pedagogiche e di pratiche educative e attuare in questo modo un’efficace azione di prevenzione contro il bullismo e il cyberbullismo. Attraverso il supporto di figure professionali specializzate saranno attivati dei programmi di sostegno a favore dei minori vittime di atti di bullismo.

A questo proposito è di fondamentale importanza l’articolo 3, comma 4, dove la Regione si prende carico di sostiene le spese legali per le vittime di atti di bullismo nei procedimenti giudiziari, fermo restando il limite di reddito previsto per il gratuito patrocinio.

Presso la Presidenza della Regione infine è stata istituita la Consulta regionale in sinergia con tutti gli attori che sul territorio possono contribuire al contrasto del fenomeno.

La legge della Regione Lazio, oltre ad essere la prima a livello nazionale, rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento del bullismo e del cyberbullismo come fenomeno sociale ed è unica anche nell’innovazione del contenuto, specie per quanto riguarda l’aiuto concreto alle vittime.

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