Internet, la Camera detta 14 regole da seguire in Rete

Internet “è una dimensione essenziale per il presente e il futuro delle nostre società; una dimensione diventata in poco tempo un immenso spazio di libertà, di crescita, di scambio e di conoscenza”. Con questa motivazione la Camera ha approvato la stesura definitiva della Dichiarazione dei diritti in Internet.

Cos’è la Dichiarazione dei Diritti in Internet?

Si tratta di una “carta” studiata per navigare sicuri in Rete, composta da 14 articoli. La Dichiarazione dei Diritti in Internet è uno strumento pensato per tutelare e responsabilizzare chiunque navighi in Internet ed è stata istituita “per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale”.

Ecco, in breve, gli articoli:

  1. La Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona;
  2. La rete deve essere considerata un vero e proprio diritto. Dalla libertà di espressione (tramite blog e reti sociali) alla libertà di associazione (tramite siti, mailing list, reti 3 sociali, ecc.), dal diritto al lavoro (ricerca/offerta di lavoro) a quello all’accesso alla conoscenza, dall’interazione con la Pubblica Amministrazione e coi propri rappresentanti nelle istituzioni all’esercizio dei diritti politici, l’importanza della rete per la realizzazione della persona è diventata preponderante. Proprio per questo, è essenziale il superamento del divario digitale, sia esso geografico, intergenerazionale, sociale o di genere. Libertà di scelta di dispositivi, sistemi operativi e applicazioni anche distribuite. Il richiamo alle “applicazioni distribuite” indica un’applicazione che sfrutta più server fisici o virtuali per l’esecuzione di tutte le sue elaborazioni;
  3. E’ indispensabile la “cultura digitale” e sviluppare la capacità di pensiero critico: capire, per esempio, quanto sia attendibile ciò che si legge sulla rete. Il secondo aspetto riguarda la capacità di muoversi proattivamente in Rete. La Rete, infatti, a differenza della televisione o della radio, è bidirezionale: è stata inventata sia per “leggere”, sia per “scrivere”, per “consumare” come per “produrre”. E in effetti una gran parte dei contenuti del Web sono prodotti dagli stessi utenti: dai forum ai social media, dalle mailing list alle piattaforme video. Va dunque diffusa la consapevolezza che non è sufficiente la presenza, potenza e velocità della tecnologia per garantirci di essere liberi e di mantenere libero il Web. Il terzo aspetto è dunque legato al rispetto dei diritti altrui online. La Commissione ha ritenuto necessario specificare il ruolo centrale delle istituzioni pubbliche nell’affermazione e promozione del diritto alla conoscenza e all’educazione in rete, in particolare attraverso il sistema dell’istruzione (della scuola di ogni ordine e grado e dell’università) e della formazione (anche permanente);
  4. Il diritto a un accesso neutrale a Internet. Garantire le condizioni affinché questa concentrazione di potere non determini una discriminazione ed una interferenza nei flussi Internet delle persone;
  5. L’articolo 5 sancisce il diritto di ogni persona alla protezione dei dati che la riguardano: tutela volta a garantire la dignità, l’identità e la riservatezza delle persone. Il diritto di ciascuno di accedere ai dati raccolti che lo riguardano, di ottenerne la rettifica e la cancellazione per motivi legittimi. L’articolo contiene infine una norma di chiusura generale in base alla quale sono vietati l’accesso e il trattamento dei dati con finalità anche indirettamente discriminatorie;
  6. Per “autodeterminazione informativa” si intende il diritto del singolo di decidere, al di fuori da pressioni esterne, se ed entro quali limiti rendere noti fatti legati alla propria vita personale. L’articolo permette quindi al cittadino non solo di costruirsi una propria opinione ma di esercitare un controllo sulle autorità pubbliche come dovrebbe essere la regola delle società democratiche;
  7. Tutela più ampia rispetto a quella riconosciuta sino ad oggi della libertà personale. Pertanto, l’accesso ai dati della persona che siano in qualche modo resi disponibili su internet o presenti su dispositivi digitali come pure l’intercettazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica può essere disposta solo previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previamente definiti dalla legge;
  8. L’articolo 8 intende garantire la sfera personale rispetto ai trattamenti automatizzati dei dati (ad es. le telecamere per la sorveglianza), anche nei confronti di atti o provvedimenti giudiziari o amministrativi fondati unicamente su tali presupposti;
  9. Esprime la necessità di tutelare il diritto all’identità personale anche in Rete, al pari di quanto accade in contesti di relazione e di espressione fisici;
  10. La Commissione ha espressamente affermato la protezione dell’anonimato in Rete tanto con riguardo all’accesso quanto con riguardo alla comunicazione, attraverso l’utilizzo di strumenti di protezione;
  11. Diritto all’oblio: ogni persona può ottenere la cancellazione dagli indici di ricerca dei dati personali non più rilevanti. La Commissione ha inoltre modificato l’iniziale previsione – secondo cui chiunque ha diritto di conoscere i casi in questione e di impugnare – stabilendo che chiunque può impugnare davanti all’autorità giudiziaria la decisione con cui è stata accolta la richiesta di cancellazione per fare valere l’interesse pubblico all’informazione;
  12. Le persone hanno sempre il diritto di essere trattate con lealtà e trasparenza: dunque anche le piattaforme hanno il dovere di garantire il rispetto dei diritti in modo proattivo: spiegando in modo comprensibile le loro regole, non modificandole in modo unilaterale e senza avvertire gli utenti, garantendo l’accesso a tutti senza discriminazioni relative a idee politiche, opinioni religiose, orientamenti sessuali e altro;
  13. Prevenire e contrastare la cybercriminalità sia quando questa abbia come oggetto la Rete e le sue infrastrutture sia quando la utilizzi per attività criminali;
  14. L’articolo 14 elaborato dalla Commissione intende quindi delineare un modello di governo della rete. Questo risulta essere un approccio innovativo sul piano sia della regolazione, sia del governo sulla Rete.

La Dichiarazione dei Diritti in Internet ha mosso i primi passi lo scorso 28 luglio e rappresenta, insieme alle altre iniziative normative del Governo italiano, un passo avanti verso la tematica. Per la prima volta in Italia è stata istituita, in sede parlamentare, una Commissione di studio su questi temi dove sono stati chiamati a partecipare deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, operatori del settore e rappresentanti di associazioni.

“L’iniziativa- si legge in una nota della Camera-nasce anche in coincidenza con altre iniziative analoghe, assunte in questo ambito negli ultimi anni, con una recente accelerazione a livello internazionale”.

“Tra queste- spiegano- l’approvazione in Brasile della legge cosiddetta “Marco civil” nell’aprile 2014, le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea dell’8 aprile (Google-Spain) e del 13 maggio 2014 (Digital rights Ireland), la raccomandazione del Consiglio d’Europa anch’essa del 16 aprile 2014 (sulla protezione dei diritti umani su Internet) e la sentenza della Corte Suprema Usa del 25 giugno 2014 (sulla privacy relativa ai telefoni cellulari). Tutto ciò si aggiunge naturalmente alle molte iniziative provenienti dalla società civile che in questi ultimi anni si sono mosse nella direzione della elaborazione di specifici principi per il governo della rete. Basti considerare – a titolo esemplificativo – i lavori dell’Internet Governance Forum e in particolare la Dynamic Coalition on Internet Rights and Principles e le molteplici iniziative di “Internet Bill of Rights” (tra cui la Internet Magna Carta di Tim Berners Lee e lo studio del Berkman Center dell’Università di Harvard). É poi da richiamare, in sede istituzionale,  l’iniziativa con la Commissione istituita presso l’Assemblea Nazionale francese, con cui è intercorso un fruttuoso confronto per giungere a breve all’adozione di una Dichiarazione congiunta delle due Commissioni su questi temi”.

“Il testo elaborato dalla Commissione, anche per la specificità di Internet, individua una serie di principi generali che abbracciano le diverse tematiche connesse all’uso della rete. Non intende- sottolineano dagli uffici- costituire una forma di regolamentazione secondo il classico modello normativo”.

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