Identità virtuale, i giovani non hanno idea di cosa sia. “Ecco dove intervenire”

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“Di cyberbullismo non è mai morto nessuno. In Italia, infatti, il problema non è il bullismo online, ma la gogna mediatica che si sviluppa intorno a questo fenomeno. Così come a preoccupare è la mancata consapevolezza, non solo da parte dei più giovani, dell’identità virtuale e di conseguenza della reputazione digitale”.

A tracciare un quadro sulle nuove dinamiche emergenti sui social in Italia è Luca Pisano, direttore del Master in Criminologia dell’Ifos che afferma: ”Secondo la ricerca, effettuata su un campione di 1300 adolescenti, è emerso che i giovani non hanno compreso il significato e l’importanza dell’identità virtuale e quindi della reputazione digitale”. “I fenomeni più diffusi in Italia, inoltre, secondo lo studio, sono il sexting e l’adescamento online”.

I dati pubblicati all’interno del libro “L’identità virtuale. Teoria e tecnica dell’indagine socio- psicopedagogica online”, edito da Franco Angeli, è un manuale rivolto anche ai genitori, attraverso il questionario “Parent 1.0” per la valutazione delle “competenze genitoriali virtuali“. Il test analizza i comportamenti off e online della famiglia e permette di misurare la capacità dei genitori di educare i figli a un uso responsabile delle nuove tecnologie.

Di fondamentale importanza però è l’inserimento, all’interno dell’area penale minorile, degli indicatori per la valutazione della “maturità psicologica virtuale”, nei casi in cui i ragazzi commettono reati utilizzando internet e delle riflessioni sull’opportunità di disporre la mediazione penale, l’irrilevanza del fatto, la messa alla prova e il perdono giudiziale per i minorenni che non concettualizzano adeguatamente la propria identità virtuale.

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“Minore degli anni diciotto: E’ imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva capacità d’intendere o di volere; ma la pena è diminuita”.

Che cosa significa “Capacità di intendere e di volere”? Capacità, sussistente al momento del fatto e rilevante in ordine allo stesso, che si manifesta quale idoneità a rendersi conto della realtà e del valore sociale delle proprie azioni. ⌋

Ed è proprio da quest’input che i suggerimenti del direttore dell’Ifos sono stati utili ad apportare alcune modifiche al Ddl 1261 B, il primo provvedimento legislativo in materia di cyberbullismo, non ancora approvato.

“In pratica – spiega Luca Pisano- se un ragazzo viene molestato su più social, ad esempio Facebook e Instagram, è possibile avviare la procedura di rimozione dei contenuti offensivi solo su Facebook e specificare che la molestia avviane, ad esempio, anche su Instagram. Sarà poi Facebook a comunicare con Instagram affinchè il contenuto offensivo venga rimosso”.

Ma al di là dei provvedimenti legislativi, e non, e delle eventuali modifiche del codice penale il messaggio che Luca Pisano lancia è uno solo: “Facciamo prevenzione, e facciamola bene. Tenendo conto di quelli che sono i punti di debolezza dell’educazione digitale dei nostri ragazzi”.

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