Facebook: “Pensi al suicidio?”. Chiama da anonimo e segnala il post

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Supporto e prevenzione; è questo il servizio che Facebook mette a disposizione di tutti gli iscritti al social che pensano al suicidio o all’autolesionismo. In Italia il servizio è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, grazie alla collaborazione di Telefono Amico Italia e Telefono Azzurro.

Per la prima volta Facebook rende parte attiva anche gli spettatori, oltre che le vittime di cyberbullismo e non solo. Con il nuovo servizio, infatti, chiunque vede post di persone in difficoltà che manifestano l’intenzione di suicidarsi oppure di compiere atti di autolesionismo possono contattare immediatamente una linea telefonica per segnalare il post. La persona, autrice del post, sarà contattata dal personale specializzato e sarà aiutata con un supporto psicologico.

I team di specialisti da contattare sono: Telefono Azzurro, nel caso in cui si tratta di minori, e Telefono Amico Italia, invece per i maggiorenni.

suicidi

Finora il social ha dato la possibilità di segnalare attraverso un click: immagini, video o commenti, ritenuti offensivi per sé o per gli altri. Ad esempio è possibile segnalare casi di cyberbullismo semplicemente cliccando nella sezione Bullismo del centro assistenza.

Adesso la novità più importante, di quest’ultima opzione, sembra essere il contatto umano, quello diretto. Per aiutare oppure essere aiutati in prima persona è possibile compilare alcuni campi guidati dove inserire il link della pagina dell’amico oppure chiamare un numero, anche mantenendo l’anonimato, e parlare con uno specialista. Dunque non sono più utenti gli iscritti a Facebook ma persone, che avranno a che fare con persone.

Il servizio del social network più usato è stato attivato con il sostegno delle organizzazioni specializzate e grazie all’esperienza delle persone che hanno già vissuto episodi di autolesionismo e di tentato suicidio. Per la prima volta lo strumento è stato testato negli Stati Uniti e poi diffuso in tutte le lingue con i relativi partner in ogni Paese.

In Italia i numeri da chiamare sono:

Telefono Azzurro (se hai meno di 18 anni) 19696

Telefono Amico Italia al numero 199.284.284

Grazie allo strumento, se una persona pubblica contenuti su Facebook che destano preoccupazione sul suo benessere, è possibile contattare o segnalare il post. I team di professionisti scelti da Facebook daranno la precedenza alle segnalazioni più gravi, come ad esempio quelle relative all’autolesionismo, e forniscono aiuto e risorse alle persone in difficoltà.

Inoltre gli strumenti offerti alla persona che ha pubblicato un contenuto allarmante includono un’ampia serie di opzioni. Sia maggiorenni, quindi, che minorenni potranno scegliere se contattare un amico, una linea di assistenza oppure ricevere suggerimenti di supporto.

Per informazioni su come trovare supporto per te o per un amico, è possibile visitare il Centro assistenzaclicca qui . Se qualcuno si trova in una situazione di pericolo immediato è importante contattare subito il numero di emergenza.

Ecco dove trovare la sezione Centro Assistenza: 

Andiamo, per un attimo, dietro le quinte di Telefono Amico Italia, l’associazione che risponde 365 giorni all’anno attraverso i suoi 700 volontari che operano in 20 centri sul territorio nazionale, per capire cosa succede quando arriva una segnalazione.

“Il servizio di Telefono Amico Italia –afferma il presidente nazionale, Dario Briccola- si basa sull’anonimato, i volontari non chiedono quindi agli appellanti come sono venuti a conoscenza del servizio e come sono giunti a chiamare Telefono Amico, a meno che non sia la persona stessa a dichiararlo durante la telefonata. Non sappiamo quindi se una telefonata ci giunge perchè ci hanno conosciuto su FB o attraverso altri canali”.

Qual è la fascia d’età che maggiormente segnala questo tipo di disagi, a mezzo web?

“Il nostro servizio – continua- è rivolto a maggiorenni, dai 18 anni in su. Dai dati che ogni anno raccogliamo abbiamo visto una prevalenza nella fascia 35-55 anni. Secondo dell’ultimo rapporto: le chiamate ricevute arrivano ancora soprattutto da uomini (60%). Il contesto relazionale, quando rilevato, indica che quasi la metà degli utenti vive da solo (49,3%); per la maggior parte gli appellanti hanno età compresa tra 36 e i 65 anni, con una leggera predominanza di utenti tra i 56 e 65 anni (23,8%). Si evidenzia poi una prevalenza di pensionati (46,5%), seguiti dai lavoratori dipendenti (26,3%), mentre la percentuale dei non occupati è del 12%”.

Qual è la regione con un numero più alto di richieste d’aiuto?

“L’analisi dei dati ha evidenziato una netta prevalenza di chiamate dalle regioni settentrionali (difficile individuare una regione più di un’altra: anche in questo caso rispettiamo l’anonimato di chi chiama, quindi non viene chiesta la provenienza così come il numero di chi chiama non appare in chiaro).

Cosa viene segnalato esattamente?

“Sul fronte delle richieste invece, la maggior parte dei problemi esposti riguarda l’area del sé (bisogno di compagnia, solitudine, problemi esistenziali, prospettive e cambiamento, etc.) che da sola copre il 48,7% delle chiamate, seguono poi i problemi relazionali con il 17,3% e le dinamiche legate alla sfera sessuale (13,2%). Il bisogno di compagnia, che si traduce anche in bisogno di essere ascoltati, si fa sempre sentire”.

“E’ molto difficile, specialmente online, discriminare tra un tono provocatorio, sarcastico o serio. Tuttavia, se un adolescente minaccia di farsi del male, non bisogna sottovalutare le sue parole: forse chi scrive desidera proprio che qualcuno se ne accorga. La nostra speranza è riuscire ad intervenire prima che sia tardi”, ha commentato Barbara Forresi, psicologa e responsabile del Centro Studi di Telefono Azzurro, “Da oggi, anche grazie a questi nuovi strumenti offerti da Facebook, i ragazzi che online esprimono un grave disagio o che leggono le parole preoccupanti di altri coetanei, sanno di poter contare in ogni momento su Telefono Azzurro”.

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Per la cronaca

http://www.cronachemaceratesi.it/2016/08/24/annuncia-il-suicidio-su-facebook-unamica-da-vicenza-allerta-la-polizia/849758/

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