Facebook, da oggi i fake sono punibili: fino a un anno di reclusione

 

cyberbullismo

“Chi crea fake (falsi profili) su Facebook ora è punibile sia civilmente che penalmente”. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che in una recente sentenza ha portato alla condanna di una donna che aveva creato su Facebook un falso profilo con un nome di fantasia e, tramite questo account, aveva molestato un’altra persona.

“Chi danneggia l’immagine altrui- afferma la polizia postale- pubblicando frasi offensive che possono ledere la reputazione della persona importunata, può subire il reato di “Diffamazione aggravata“. Da oggi dunque per questa tipologia di reato la legge prevede fino ad un anno di reclusione.

A darne notizia è direttamente la polizia postale, che si avvale della collaborazione di ingegneri specializzati per individuare i falsi profili sui diversi social e i cyber truffatori.

“Chi si iscrive a Facebook lascia sempre una traccia di sé”, spiegano sul profilo del social network una Vita da Social. Per esempio, le indagini possono partire dall’indirizzo e- mail o dal numero di cellulare utilizzato per effettuare la registrazione. Attenzione, dunque; creare falsi profili sui diversi social per occultare la propria identità e pubblicare frasi offensive, ad esempio diffamazioni, calunnia, minacce o molestie, che possono ledere la reputazione di qualcuno, può costare caro: il reato è quello di “Sostituzione di persona”.

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Così si è espressa la Cassazione. “Tra l’altro, chi utilizza un profilo anonimo su Facebook- spiega la polizia postale- per molestare altre persone non deve dimenticare che ciascun account, vero o falso che sia, consente di risalire all’ID utente (il codice numerico identificativo: una sorta di numero di targa virtuale del soggetto che lo usa). Questa oltretutto è un’operazione abbastanza semplice che può compiere la stessa persona che ha subito la molestia”.

Come denunciare i cyberbulli?

Per denunciare e smascherare è sufficiente entrare nel profilo del soggetto in questione e, col mouse, cliccare sul simbolo a forma di ingranaggio, accanto al bottone “Messaggio”. Si aprirà quindi un menù a tendina. Posizionare poi il mouse sull’opzione “Segnala/Blocca”, senza però cliccarvi di sopra. Al passaggio del mouse su tale porzione dello schermo apparirà sulla barra di stato in basso del vostro browser (quella striscia sottile sotto il pulsante “Chat”) una serie di codici alfanumerici. In questi codici è presente l’ID del molestatore. A questo punto, la persona molestata se vuole segnalare l’illecito, con una querela o con un semplice esposto, deve semplicemente copiare il numero che compare tra questi codici (in genere comincia con “1000…”) e fornirlo, assieme al nickname del profilo del molestatore, alla Polizia postale che, ottenute le dovute autorizzazioni dalla Procura, cercherà di risalire all’identità del molestatore tramite l’individuazione del suo indirizzo IP (Internet Protocol) che tra l’altro è univoco e di conseguenza viene subito “smascherato”.

Denunciare non costa niente, non bisogna vergognarsi o avere paura.  Tutti coloro che subiscono delle offese o minacce attraverso internet devono rivolgersi alla polizia postale e porre fine a quello che nel tempo diventa un pericolo per la propria vita. Anche dal punto di vista normativo l’Italia compie passi avanti nella lotta contro il cyberbullismo.

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