E se la soluzione fosse un App? Ecco risolto il problema dei telefoni in classe

Inutile negarlo; gli studenti entrano in classe muniti di smartphone e, superfluo da dire, con collegamento ad Internet e accesso su tutte le app scaricate. Ma in certi casi l’utilizzo del telefonino in classe da parte dell’alunno diventa motivo di distrazione e un grosso problema per il docente.

L’ultima direttiva ministeriale sull’argomento, emanata dal Miur, risale al 2007, dove l’uso del telefono era negato. Successivamente il tiro è stato giustamente raddrizzato, dallo stesso ministero dell’Istruzione, anche in vista delle innovazioni non solo tecnologiche del sistema scolastico (Lim, WifiPiano Digitale Nazionale) senza dare però istruzioni dettagliate alle scuole sui comportamenti da adottare. Lasciando quindi la materia al libero arbitrio dell’autonomia scolastica di ogni istituto, che deve decidere che tipo di regole e sanzioni applicare.

Anche il Garante per la Protezione dei Dati Personali, ultimante, ha ritenuto opportuno dover intervenire sull’uso dei telefonini in classe, attraverso un vademecum creato ad hoc, non solo per gli studenti ma anche per i genitori.

Ecco cosa si legge

“Le istituzioni scolastiche hanno, comunque, la possibilità di regolare o di inibire l’utilizzo di registratori, smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici all’interno delle aule o nelle scuole stesse”.

Ma se il telefonino in classe rappresenta una minaccia, qual è la soluzione?

Un’app. Due universitari hanno inventato Pocket Points, un’app che offre delle ricompense a tutti gli studenti che non utilizzano il telefono durante le lezioni. Servirsi dell’app è molto semplice. È sufficiente aprire l’applicazione all’interno della scuola, bloccare il telefono, e iniziare a guadagnare punti. I punti vengono poi spesi in imprese locali o on-line per sconti incredibili, coupon, o addirittura regali.

Il successo è stato garantito, non solo sa parte degli studenti che hanno scaricato l’app per ottenere i vantaggi, ma anche da parte delle tante imprese locali e online che hanno creduto e aderito al progetto.

Pocket Points è nata nel Nord della California. “Il problema di utilizzo degli smartphone in classe era evidente, si legge nel sito, quindi abbiamo deciso di creare una soluzione. Abbiamo pensato a noi… Che cosa potrebbe incentivare gli studenti a lasciare fuori i loro telefoni se non del cibo gratis? Grazie alla collaborazione con le imprese locali, disposte a offrire sconti attraverso l’applicazione, è nato Pocket Points”.

L’applicazione è diventata subito popolare tra gli studenti. Questo ha sollevato l’attenzione di diverse scuole in tutta la nazione, che hanno chiesto di aderire anche loro al progetto.  L’applicazione è andata avanti con un piccolo numero di scuole, aggiunte durante il suo secondo semestre in cui si vide subito un drammatico aumento della crescita.

Da allora, Pocket Points si sta espandendo in altre scuole il più velocemente possibile per tenere il passo con la domanda degli studenti, degli insegnanti e delle imprese. Attualmente, l’app è disponibile in più di 200 scuole negli Stati Uniti e in Canada.

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