Diritto all’oblio, l’Italia al 5°posto per numero di richieste. Google: “Ecco cosa fare”

diritto all'oblio

Diritto all’oblio, cos’è? E quando può essere esercitato? In Italia solo il 32,6% degli Url segnalati sono stati rimossi da Google mentre il restate 67,4% sono destinati a rimanere in eterno a vagare nel web. Questi i dati di Google, che sottolinea l’importanza del lavoro svolto dallo staff ogni volta che arriva una pratica di rimozione da esaminare.

In totale, nei 33 Paesi europei, presi in considerazione da Google, gli Url esaminati per la rimozione sono 1.733.639 mentre il numero totale delle richieste ricevute è di 570.511. Inoltre gli Url rimossi sono 631.617, il 43,2% mentre gli Url non rimossi sono 831.136, cioè il 56,8%.

Inoltre, sempre secondo il colosso, i domini da cui sono stati rimossi il maggior numero di Url, dai risultati di ricerca, e conosciuti anche in Italia, sono al primo posto Facebook, al quarto groups.google.com, al quinto posto Youtube, segue twitter, plus.google, badoo ecc ecc. Questi siti costituiscono solo l’8% del numero totale di Url di cui è stata richiesta la rimozione dai risultati di ricerca.

DIRITTO ALL’OBLIO IN ITALIA ⇒ L’Italia è al 5 posto per numero totale di Url che gli utenti hanno chiesto a Google di rimuovere,  esattamente sono 121.771 Url, e per numero totale di richieste ricevute da Google, 37.785. Gli Url rimossi in Italia sono 32.859, il 32,6%, mentre gli Url non rimossi sono 67.883, cioè il 67,4%.

Prima dell’Italia, secondo i dati forniti da Google, ci sono, in ordine: la Francia, la Germania, la Gran Bretagna e la Spagna.

DA SAPERE Durante la valutazione di ogni richiesta, Google tiene in considerazione quelli che sono i diritti della persona e l’interesse pubblico per i contenuti. Altro dato importantissimo ai fini dell’analisi è la decisione della Corte Europea secondo cui i motori di ricerca devono valutare la richiesta di rimozione di ogni persona e di contro possono continuare a mostrare determinati risultati soltanto se esiste un interesse pubblico che ne giustifichi la visualizzazione. Quindi non è detto che la richiesta venga accolta! Inoltre se chiediamo a Google di rimuovere un contenuto, il principale motore di ricerca eliminerà soltanto i risultati contenuti nei suoi archivi. Bisogna dunque sapere che Google non rappresenta tutto il web e che lo stesso contenuto potrebbe essere finito, ad esempio, in un altro motore di ricerca. “Il consiglio che diamo, ad ogni modo- spiegano dagli uffici, intervistati da intreccio.eu- è quella di richiedere la rimozione della notizia anche direttamente a chi l’ha pubblicata”.

Esempio di Diritto all’oblio in Italia Una donna ha chiesto a Google di rimuovere un articolo risalente a decenni fa, relativo all’uccisione del marito, in cui era citato il suo nome. In questo caso lo staff Google ha provveduto a rimuovere i risultati relativi al suo nome.

Ma andiamo con ordine

Cosa fare per eliminare un contenuto che non voglio più trovare su Google? Le persone o i loro rappresentanti (avvocati o genitori, in caso di minori) devono innanzitutto compilare il ⇒ modulo web ⇐

La persona riceverà una risposta automatica di conferma dell’avvenuta ricezione della richiesta da parte di Google. Ogni richiesta sarà valutata caso per caso. In alcuni casi- dicono dagli uffici del colosso dei mortori di ricerca- vengono chieste ulteriori informazioni alla persona interessata. Quando si giunge ad una decisione, la persona riceve un’email che la informa di tale decisione e che fornisce una breve spiegazione, qualora non si proceda con la rimozione.

Quale procedure segue Google per valutare una pratica?

  1. Valutiamo se la richiesta contiene tutte le informazioni necessarie per poter prendere una decisione.
  2. Stabiliamo se la persona che ha presentato la richiesta è in qualche modo collegata a un paese europeo, ad esempio se vi ha la residenza o la cittadinanza.
  3. Stabiliamo se le pagine vengono visualizzate nei risultati di ricerca relativi al nome del richiedente e se quest’ultimo è presente nelle pagine di cui è stata richiesta la rimozione.
  4. In base alle informazioni fornite dal richiedente, stabiliamo se la pagina di cui è stata richiesta la rimozione include informazioni inadeguate, irrilevanti o non più rilevanti oppure eccessive. Valutiamo anche se vi è un interesse pubblico per la presenza delle informazioni nei risultati di ricerca restituiti per una ricerca relativa al nome del richiedente.

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Riepiloghiamo ⇒ Cos’è il diritto all’oblio? E da dove arriva?

Il diritto all’oblio è arrivato dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE – causa C-131/12 del 13 maggio 2014  

All’interno la Corte si avvale della DIRETTIVA 95/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995 relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati

precisamente articoli 2, 4, 12 e 14

(2) considerando che i sistemi di trattamento dei dati sono al servizio dell’uomo; che essi, indipendentemente dalla nazionalità o dalla residenza delle persone fisiche, debbono rispettare le libertà e i diritti fondamentali delle stesse, in particolare la vita privata, e debbono contribuire al progresso economico e sociale, allo sviluppo degli scambi nonché al benessere degli individui;

(4) considerando che nella Comunità si ricorre sempre più frequentemente al trattamento di dati personali nei vari settori delle attività economiche e sociali; che i progressi registrati dalle tecnologie dell’informazione facilitano notevolmente il trattamento e lo scambio di tali dati

(12) considerando che i principi di tutela si devono applicare a tutti i trattamenti di dati personali quando le attività del responsabile del trattamento rientrano nel campo d’applicazione del diritto comunitario; che deve essere escluso il trattamento di dati effettuato da una persona fisica nell’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico quali la corrispondenza e la compilazione di elenchi di indirizzi;

(14) considerando che la presente direttiva dovrebbe applicarsi al trattamento dei dati in forma di suoni e immagini relativi a persone fisiche, vista la notevole evoluzione in corso nella società dell’informazione delle tecniche per captare, trasmettere, manipolare, registrare, conservare o comunicare siffatti dati

– in relazione ai diritti derivanti dagli artt. 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

Articolo 7 Rispetto della vita privata e della vita familiare Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle sue comunicazioni.

Articolo 8 Protezione dei dati di carattere personale 1. Ogni individuo ha diritto alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano. 2. Tali dati devono essere trattati secondo il principio di lealtà, per finalità determinate e in base al consenso della persona interessata o a un altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Ogni individuo ha il diritto di accedere ai dati raccolti che lo riguardano e di ottenerne la rettifica. 3. Il rispetto di tali regole Ł soggetto al controllo di un’autorità indipendente.

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