Di bullismo si continua a morire. Il racconto della mamma di Michele, 17 anni

Ha alzato il cappuccio del giubbotto, si è coperto la testa forse a volersi proteggere, e si è lanciato nel vuoto, da un ponte alto venti metri. Questa sembra essere stata la sua ultima azione. E in quel preciso momento lo sguardo di Michele era sereno, così racconta una testimone alla famiglia del ragazzo. Michele 17 anni vittima di bullismo.

Michele prima di prendere la più grande decisione della sua vita, avrebbe lasciato diversi messaggi. Lui avrebbe parlato del suo problema con tutti. “Ai compagni ha scritto una lettera – spiega mamma Maria – e ad un’amica avrebbe raccontato anche l’intenzione di suicidarsi”. Una scelta, quella del suicidio, che pare essere maturata col tempo, perché sempre secondo il racconto della mamma di Michele, il giovane avrebbe contattato mesi prima un youtuber e raccontato a questo ragazzo ogni sua paura.

Ma qual era il problema di Michele?” Dietro questa decisione ci sono i bulli– sostiene mamma Maria, con voce ferma-. Lo chiamavano anoressico, depresso gli dicevano che era meglio che si ammazzasse o che non fosse mai nato”. Il branco pare fosse composto soprattutto da ragazze. “Deriso a partire dalla terza media e poi continuato anche a scuola superiore, Michele era preso in giro a causa dei sui problemi motori e guizzi muscolari” spiega la mamma. “Persino il giorno del suo funerale c’era un ragazzo in chiesa che rideva”.

Ogni traccia lasciata da Michele, e ricostruita dalla famiglia e adesso data in mano agli inquirenti, per accertarne i possibili responsabili che hanno portato il ragazzo ad un gesto estremo, sembra non lasciare spazio a dubbi. “Michele – afferma la madre- ha chiesto aiuto in tutti i modi possibili a più persone, ma nessuno l’ha mai aiutato”. Il ragazzo, infatti, sembra aver disseminato una serie di richieste d’aiuto, come fosse una caccia al tesoro,  che nessuno però sembra aver preso mai in considerazione. “Un giorno – ricorda Maria- ho trovato nel suo cellulare una foto con dei tagli al braccio del mio Michele che lui stesso ha inviato forse a dei compagni”. “Io ho subito avvertito i medici (il 17enne era seguito da due psicologhe) e la scuola”.

“Stanno facendo sbiadire i miei sogni. Il mio non è vivere è sopravvivere” ,  lui che di sogno ne aveva uno grande: quello di diventare pasticcere.  Ma la rabbia ha lasciato posto alla stanchezza e Michele ha anche scritto: “Credo che tra poco mollerò”.

CLICCA MI PIACE NELLA PAGINA FACEBOOK D’INTRECCIO.EU 

Adesso uniamo i pezzi del puzzle, che all’ultimo tassello rivela una tragica immagine, la fine di una giovane vita. Lo scopo è semplicemente quello di aiutare chiunque a venir fuori dal problema del bullismo, “da questo cancro sociale”, come lo definisce la mamma di Michele, che adesso afferma:” Mio figlio mi ha lasciato una battaglia da condurre e io la farò. Perché non devono esserci mai più Michele”.  Una lotta difficile, perché il bullismo continua la sua avanzata e irrompe nella vita di tanti adolescenti. E adesso porta anche il nome di Beatrice.

Intanto è doveroso ricordare che i protagonisti del bullismo, così come del cyberbullismo, sono le vittime, i bulli, ma anche gli osservatori. E che nel caso di Michele, che aveva in tutti i modi tentato di gridare il suo malessere attraverso le sue lettere, gli osservatori avrebbero potuto fare tanto. Inoltre “Michele aveva la rabbia dentro, a causa di tutte le angherie che subiva, e nonostante a casa avesse sempre il sorriso io da mamma avvertivo dai suoi occhi la sofferenza. Io da mamma l’ho sempre capito. Io da mamma sono sempre andata a parlare in presidenza. Io da mamma ho sempre difeso mio figlio. Io da mamma adesso voglio giustizia per quanti hanno guardato e non agito, impedendo a mio figlio di vivere. Io voglio una legge contro il bullismo, che punisca i bulli una volta e per tutte”.

A tutti coloro che guardano ma non agiscono chiediamo, dunque, di parlare, di aiutare il compagno o il conoscente che si trova in difficoltà. Ai genitori di guardare negli occhi i propri figli. E poi arriva la richiesta della mamma di Michele ed è quella di: “Parlare sempre del problema”.

per la cronaca 

Condividi anche su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *