Dai telefoni in classe alle foto durante le recite a scuola. Il Garante detta le regole

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Si possono usare gli smartphone in classe? Come regolare l’utilizzo di internet, all’interno della scuola? E se durante le lezioni un alunno registra il professore, cosa bisogna fare? A queste domande risponde la guida istituita dal Garante per la Protezione dei Dati Personali che detta le istruzioni non solo per gli studenti ma anche per gli adulti.

L’uso del telefono durante le lezioni è, ad ogni modo, oggetto di discussione e ad una direttiva ministeriale datata seguono solo le indicazioni del Garante per la Privacy che già nel 2012 si è pronunciato sulla questione.

La scuola a prova di privacy, questo il titolo dato al vademecum, afferma che:

“Le istituzioni scolastiche hanno, comunque, la possibilità di regolare o di inibire l’utilizzo di registratori, smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici all’interno delle aule o nelle scuole stesse”.

A decidere dunque sono le istituzioni scolastiche.

Una cosa però è certa: “È possibile registrare la lezione esclusivamente per scopi personali, ad esempio per motivi di studio individuale. Per ogni altro utilizzo o eventuale diffusione, anche su Internet, è necessario prima informare adeguatamente le persone coinvolte nella registrazione (professori, studenti…) e ottenere il loro esplicito consenso. Nell’ambito dell’autonomia scolastica, gli istituti possono decidere di regolamentare diversamente o anche di inibire l’utilizzo di apparecchi in grado di registrare. In ogni caso deve essere sempre garantito il diritto degli studenti con diagnosi DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) o altre specifiche patologie di utilizzare tutti gli strumenti compensativi (come il registratore) di volta in volta previsti nei piani didattici personalizzati che li riguardano”.

GUIDA GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI ⇐

Ma se da un lato si avverte l’esigenza di disciplinare i comportamenti degli studenti per le vie del web dall’altro il Garante tira in ballo, all’interno del documento,anche i genitori, gli adulti in generale e le scuole.

Ad esempio, a proposito d’immagini e smartphone, i genitori possono riprendere la recita del figlio? E queste immagini possono essere diffuse?

“Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini, in questi casi, sono raccolte per fini personali e destinate a un ambito familiare o amicale e non alla diffusione.  Va però prestata particolare attenzione alla eventuale pubblicazione delle medesime immagini su Internet, e sui social network in particolare.  In caso di comunicazione sistematica o diffusione diventa infatti necessario, di regola, ottenere il consenso informato delle persone presenti nelle fotografie e nei video”.

All’interno della guida il Garante evidenzia i rischi del cyberbullismo e pone l’accento sulle regole generali del rispetto della privacy da parte della scuola.

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6 pensieri su “Dai telefoni in classe alle foto durante le recite a scuola. Il Garante detta le regole

  1. Purtroppo il vademecum non parla minimamente dell'(ab)uso della email come canale di comunicazione tra docenti e studenti (minorenni) e di lavori didattici lasciati completamente pubblici.

      • Obbligare ragazzi (minorenni) ad avere una email per comunicare o per accedere a servizi online (vedi google o microsoft). E la pubblicazione di lavori didattici molto spesso contro il rispetto dell aprivacy e a favore solo dell’ego del docente.

  2. Pingback: Siti_didattici | Pearltrees

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