Cyberbullismo: quali sintomi? Genitori attenzione a riconoscerli

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Amanda Todd
15 anni, si tolse la vita bevendo candeggina. Prima di suicidarsi, Amanda ha pubblicato un video su YouTube, in cui descrive la sua esperienza di vittima del bullismo e del cyberbullismo.

di Roberto Karra, psicologo e psicoterapeuta –

Dal bullismo al cyberbullismo il passo potrebbe essere breve. Ma come riconoscere i sintomi in un adolescente? E quali sono le conseguenze per la vittima?

Per le vittime il rischio è quello di manifestare il disagio innanzitutto attraverso sintomi fisici, ad esempio mal di pancia e/o mal di testa. Spesso le vittime sviluppano anche un’autostima bassa, un senso di isolamento sociale e di mortificazione. Sono frequenti, inoltre: disturbi dell’umore e stati depressivi, ansia, paure, problemi di rendimento scolastico, problemi relazionali e nei casi più gravi anche pensieri di suicidio.

Le conseguenze psicologiche e le ripercussioni del fenomeno sono simili a quelle del bullismo tradizionale, ma attenzione genitori a non sottovalutare i campanelli d’allarme. Anche per il cyberbullismo, infatti, così come avviene nei casi di bullismo, bambini e adolescenti difficilmente parlano con gli adulti o con gli amici degli episodi di cui sono vittime.

Il cyberbullismo può avere ripercussioni negative sulla vittima anche peggiori rispetto al bullismo tradizionale, perché la persecuzione mediatica non è circoscritta a un singolo ambiente (la scuola, la palestra) al di fuori del quale la vittima può avere un suo “riscatto”, ma raggiunge tutti gli “ambienti di riferimento” della persona. L’invasività del cyberbullismo e l’anonimato di cui può godere il “carnefice” rende il fenomeno ancora più pesante e traumatico per le giovani vittime.

Ma cosa avverte la vittima?

Quando tutto viene reso pubblico nei social network e diffuso in rete, ci si sente come se nessun posto sia sicuro, come se si fosse continuamente e totalmente esposti alla violenza e alla derisione che ne consegue.

Rispetto al bullismo “classico” quindi la vittima del cyberbullo può andare anche incontro a sintomi psichiatrici di tipo paranoico; infatti a differenza del bullismo che ha quasi sempre delle coordinate spazio-temporali più definite, la vittima di cyberbullismo sente di non essere più al sicuro in nessun luogo e in nessun momento, e di conseguenza sviluppa come difesa ideazioni di tipo paranoico.

Diviene molto difficile in questi casi elaborare delle strategie di “coping”, ossia la possibilità di costruirsi delle strategie per sopravvivere di fronte ai traumi che accadono.

Quando leggiamo di una quattordicenne che si è tolta la vita gettandosi dal balcone del palazzo, per porre fine in questo modo ad una interminabile ondata di insulti che gente senza scrupoli si divertiva ad inoltrarle sul sito di messaggistica, riflettiamo.

Spesso si apprende dai telegiornali la notizia di qualche video comparso in internet nel quale più ragazzi ridicolizzano brutalmente un ragazzino o una ragazzina. Ebbene spesso non si tratta solo di provocare o di assumere atteggiamenti di scherno, spesso queste sono vere e proprie aggressioni intenzionali e reiterate nel corso del tempo.

Derisi, vessati, a volte anche senza motivo, se non con la “colpa” di essere più deboli, meno belli, con gli occhiali o troppo grassi o bassi; comunque non rispondenti ai canoni del “più forte”, non accettati e magari troppo timidi per difendersi; ecco chi sono le vittime di cyberbullismo. Secondo uno studio della Duke University (Carolina del Nord), gli adolescenti vivono un trauma che non va via crescendo, ma che li avvia a un futuro di adulti ansiosi, con disturbi depressivi, attacchi di panico e possibili intenzioni suicide: le “ferite“, quelle non visibili, lasciano segni indelebili che il bambino si porta dentro anche da adulto.

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Roberto Karra, Psicologo e Psicoterapeuta
foto: laboratoriogruppoanalisi

Chi è Roberto Karra?

Psicologo, Psicoterapeuta, Gruppoanalista, specializzato in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalisi c/o la scuola C.O.I.R.A.G., Socio del Laboratorio di Gruppoanalisi della sede di Palermo, svolge attività privata di consulenza e psicoterapia individuale, di gruppo, della coppia e della famiglia, occupandosi di adolescenti e adulti.

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