Cyberbullismo, nomofobia, candy girl. Ecco il Glossario e la legge del web

nomofobia cyberbullismo

Nomofobia, cyberexploitation, hikikomori, candy girl; cosa significano? Questi sono solo alcuni dei nuovi vocaboli, entrati a pieno titolo nel dizionario italiano, diventati di uso comune e spesso raggruppati sotto un unico fenomeno: il cyberbullismo.

La maggior parte delle parole sono anglosassone, si riferiscono al web e il significato non è possibile ignorarlo. Indicano fenomeni sociali, cattive abitudini diventate moda e che violano il Codice civile e penale, sono perseguibili secondo la legge e, per quanto riguarda l’ordinamento italiano, infrangono anche il Codice della Privacy (D.Lgs 196 del 2003). Il ministero della Giustizia ha stilato il’Gloss@1.zero‘, una sorta di piccolo dizionario enciclopedico sui comportamenti in rete.

Ecco le parole da imparare:

cyberbullismo nomofobia

foto //largadoemguarapari.com.br

Nomofobia: dall’inglese nomophobia, parola formata dal suffisso fobia e dal prefisso inglese, abbreviazione di no-mobile. Indica la paura incontrollata di restare sconnessi dalla rete mobile, ma anche senza smartphone o batteria carica. I soggetti affetti da questo tipo di fobia hanno attacchi di panico quando si accorgono di non poter navigare o mandare messaggi. I sintomi oltre che psicologici sono anche fisici, ad esempio: tremori, mal di pancia, sudorazione, senso di nausea, ecc…ecc…

Tendinite da smartphone e Collo da sms: patologie che colpiscono soprattutto i più giovani. Per quanto riguarda il primo i tendini a furia di chattare s’infiammano e causano dolore. Per quanto riguarda, invece, il collo da sms il problema è stato sollevato dal chiropratico australiano James Carter che ha diffuso delle radiografie con un evidente mutamento nella postura e nella colonna vertebrale dei “nativi digitali”. Chi “usa lo smartphone non lo tiene con le braccia alzate ad altezza occhi perché così si affatica, anche se sarebbe una postura più corretta” e i ragazzi passano ore con schiena e collo incurvato.

Cyberexploitation, traduzione: cyber sfruttamento. Con questo termine s’intende la pubblicazione o la distribuzione on line di materiale personale, foto intime, video oppure materiale governativo o politico, senza permesso. Il fenomeno può estendersi anche per un periodo di tempo prolungato. La parola indica anche gli obiettivi e le missioni di un partito al fine di ottenere informazioni dell’avversario attraverso computer o reti.

hikikomori

Hikikomori: parola giapponese, tradotta: stare in disparte, isolarsi, apparsa in Europa e negli Stati Uniti agli inizi degli anni 2000. Con questo termine si indicano coloro che volontariamente si isolano dalla società, senza mai avere nessun contatto con il mondo esterno. Questi soggetti soffrono tipicamente di depressione e di comportamenti ossessivo-compulsivi, oppure di automisofobia, paura di essere sporchi, e manie di persecuzione. Sempre più giovani decidono di condurre questo pericoloso “stile di vita” e utilizzano la Rete come unico strumento per stare in contatto.

Cybebullismo, conosciuto anche come bullismo 2.0 o violenza 2.0. Con questo termine s’intendono tutte le minacce commesso attraverso la rete, e soprattutto i social network. La fascia d’età più colpita dal fenomeno è la pre-adolescenza e l’adolescenza e le conseguenze sono traumatiche nella vita reale, a causa dell’eco infinito caratteristico del web.

Termini presi dal Glossario del ministero della Giustizia:

Cyberbashing, traduzione: maltrattamento informatico. Si tratta di una specifica tipologia di cyberbullismo che consiste nel videoregistrare un’aggressione fisica nella vita reale per poi pubblicarla online.

Cyberstalking, traduzione: molestia informatica. E’ un comportamento esercitato in rete offensivo e molesto particolarmente insistente e intimidatorio tale da fare temere alla vittima per la propria sicurezza fisica.

Sintesi degli aspetti socio giuridici. Condotta criminale: art. 594 c.p. comma II (ingiuria), art. 595 c.p. comma III (diffamazione), art. 580 c.p. (istigazione al suicidio), art. 610 c.p. (violenza privata), art. 612 c.p. (minaccia), art. 612 bis c.p. (atti persecutori), art. 660 c.p. (molestia e disturbo alle persone).

“Il Cyberstalking è facilmente riscontrabile nell’ambito di relazioni molto conflittuali tra coetanei e soprattutto nel caso di rapporti sentimentali interrotti tra pari. In questo caso l’aggressore, oltre a minacciare l’ex partner di aggressioni fisiche e/o sollecitarlo a importanti gesti autolesivi, potrebbe minacciare di diffondere online il materiale riservato in suo possesso (fotografie sessualmente esplicite, videoclip intimi, manoscritti personali), qualora la vittima, ad esempio, non accettasse nuovi rapporti sessuali.

La condotta potrebbe violare alcune norme giuridiche disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 594 c.p. comma II, Ingiuria: “Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a cinquecentosedici euro.

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a milletrentadue euro, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone”.

Art. 595 c.p. comma III, Diffamazione: “Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 . Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o a una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate ….”.

Art. 580 c.p. Istigazione o aiuto al suicidio: “Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1 e 2 dell’articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità d’intendere o di volere, si applicano le disposizioni relative all’omicidio”.

Art. 610 c.p. Violenza privata: “Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni. …”.

Art. 612 c.p. Minaccia: “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della parte offesa, con la multa fino a euro 1.032. …”.

Art. 612 bis c.p. Atti persecutori: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o lesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. ..” .

Art. 660 c.p. Molestia o disturbo alle persone: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a €516”.

Harassment, simile al cyberstalker, traduzione: molestia, vessazione. Consiste nell’invio ripetuto e costante nel tempo di messaggi offensivi e volgari attraverso il computer e/o il cellulare. Oltre a e-mail, sms, mms, sono considerate Harassment le pubblicazioni moleste su blog, forum e spyware per controllare i movimenti online della vittima. Le telefonate mute rappresentano la forma di molestia più utilizzata dagli aggressori soprattutto nei confronti del sesso femminile.

Condotta criminale: art. 594 c.p. comma II (ingiuria), art. 595 c.p. comma III (diffamazione), art. 660 c.p. (molestia e disturbo alle persone), art. 612 bis c.p. (atti persecutori). La condotta potrebbe violare alcune norme disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 594 c.p. comma II, Ingiuria: “Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a cinquecentosedici euro. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a milletrentadue euro, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone”.

Art. 595 c.p. comma III, Diffamazione: “Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 . Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o a una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate (c.p. 29,64)….” o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata”.

Art. 660 c.p. Molestia o disturbo alle persone: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a cinquecentosedici euro”.

Art. 612 c.p. Atti persecutori: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumita’ propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.

cyberbullismo

Grooming, traduzione: governatura di animali, strigliatura e/o tolettatura di animali; prendersi cura della propria persona. In questo caso la vittima viene adescata online, tramite chat e social network. In pratica il cyber predatore, individua una giovane vittima, instaura una relazione prima amicale e poi confidenziale per poi sfruttarla ai fini sessuali. E’ un lento processo interattivo attraverso il quale il cyber predatore si “prende cura” del mondo psicologico della vittima.

Ecco gli aspetti socio giuridici:

Condotta criminale: art 609 undecies c.p. (adescamento di minorenni), art. 609 quater c.p. (atti sessuali con minorenne).

Si precisa che raramente i minorenni sono autori di questo tipo di condotta.

“Le principali fasi del processo interattivo del Grooming sono:

  1. formazione dell’amicizia o friendship forming stage;
  2. formazione della relazione o relationship-forming stage;
  3. valutazione del rischio o risk assessment stage;
  4. esclusività del rapporto o exclusivity stage.

“E’ utile sapere che- si legge nel glossario- durante la prima fase del processo di avvicinamento (O’Connell, 2003), il cyber predatore cerca di conoscere la vittima, farsi inviare una fotografia per valutare le sue caratteristiche fisiche e, nell’ipotesi che risieda nelle vicinanze, poterlo anche riconoscere”. La seconda fase di questo pericolosissimo gioco, il cyber una volta ottenuta l’amicizia, cerca di diventare il suo migliore amico. “Attraverso questa attenzione che il cyber predatore mira a consolidare la conoscenza e a diventare il centro degli interessi affettivi e cognitivi della vittima (formazione della relazione)”. Attenzione per l’indagine del cyber è estesa a tutta la famiglia della vittima. Nel caso la vittima sia un minore il predatore studia la collocazione del computer per capire se i genitori possano controllare o partecipare alle sue attività virtuali (risk assessment stage). Dopo avere accertato che non sussiste il pericolo di essere scoperto e che la giovane vittima è oramai persuasa di avere trovato un vero amico, il cyber predatore, scrivono dal ministero, le consiglia di mantenere segreta la relazione, al fine di renderla particolare ed esclusiva (exclusivity stage): “sei una persona speciale e ti voglio veramente bene”, “mi raccomando, non raccontiamo a nessuno questo nostro amore”.

A questo punto la successiva fase “sexual stage” è generalmente introdotta con domande tipo “sei mai stata baciato/a?” oppure “mi piacerebbe baciarti” che raramente vengono sentite come intrusive dalla giovane vittima proponendosi come potenziale “fidanzato”/amante”, scrivendogli che forse un giorno si incontreranno per mostrargli l’amore che prova e che intanto si accontenterebbe di ricevere qualche fotografia che lo ritrae nudo. E a questo proposito non raramente si dilunga nelle descrizioni delle attività sessuali che nel futuro la coppia potrebbe consumare, informandosi sulle preferenze e i gusti del minore. Ma potrebbe anche inviargli messaggi contraddittori in modo da intimorirlo e confondendolo”.

La condotta potrebbe violare alcune norme giuridiche disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 609 undicies c.p. Adescamento di minorenni: “Chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600, 600 bis, 600 ter e 600 quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’art. 600 quater 1, 600 quinquies, 609 bis, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies, adesca un minore di anni sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione.”

Art. 609 quater c.p. Atti sessuali con minorenne: “Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:

1) non ha compiuto quattordici anni;

2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.

Fuori dei casi previsti dall’articolo 609 bis, l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato, o che abbia con quest’ultimo una relazione di convivenza, che, con l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi”.

Happy slapping, tradotto: Schiaffeggiamento felice. Si tratta della produzione di una registrazione video di un’aggressione fisica che succede nella vita reale a danno di una vittima e relativa pubblicazione online a cui aderiscono altri utenti, che pur non avendo partecipato direttamente all’accaduto, esprimono commenti, insulti e altre affermazioni diffamanti e ingiuriose. I video vengono votati e consigliati come “preferiti” o “divertenti”.

Ecco la sintesi degli aspetti socio giuridici.

Condotta deviante nei casi in cui le aggressioni sono preparate e, quindi, recitate.

Condotta criminale nei casi di vere aggressioni: art. 581 c.p. (percosse), art. 582 c.p. (lesioni personali), art. 583 c.p. (circostanze aggravanti), art. 594 c.p. comma II (ingiuria), art. 595 c.p. comma III (diffamazione), art. 615 bis c.p. (interferenze illecite nella vita privata).

Inoltre, sotto il profilo civile, art. 10 codice civile, (abuso dell’immagine altrui) ed artt. 96 e 97, legge 22 aprile 1941, n. 633, l’esposizione, la riproduzione e la messa in commercio non consensuali del ritratto di una persona. Infine, ricorre la violazione degli articoli 161 e 167 del D.L 196 del 2003, in tema di privacy.

La condotta potrebbe violare alcune norme disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 581 c.p. Percosse: “Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente è punito, a querela della persona offesa ..”.

Art. 582 c.p. Lesioni personali: “Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti prevedute dagli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell’ultima parte dell’articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa”.

Art. 583 c.p. Circostanze aggravanti: “La lesione personale è grave e si applica la reclusione da tre a sette anni: 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa (1), ovvero una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni; 2) se il fatto produce l’indebolimento permanente di un senso o di un organo …”.

Art. 594 c.p. comma II, Ingiuria: “Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a cinquecentosedici euro. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a milletrentadue euro, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone”.

Art. 595 c.p. comma III, Diffamazione: “Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 . Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o a una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate (c.p. 29,64)….” o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata”.

Art. 615 bis c.p. Interferenze illecite nella vita privata: “Chiunque mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614 , è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo….”.

Art. 10 c.c: “Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.

Art. 96, Legge 22 aprile 1941, n. 633: “Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente.

Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del 2/a, 3/a e 4/a comma dell’art. 93”.

Art. 97, Legge 22 aprile 1941, n. 633: “Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o colturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata”.

Art. 161, DL 196 del 2003, Omessa o inidonea informativa all’interessato : “La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 13 è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro”.

Art. 167, DL 196 del 2003, Trattamento illecito di dati : “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell’articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi”.

Outing And Trickery, traduzione: Outing, rivelazione, venire allo scoperto – Trichery: frode, inganno. Consiste nel pubblicare o condividere con terze persone le informazioni confidate dalla vittima in seguito a un periodo di amicizia in cui si è instaurato un rapporto di fiducia.

L’aggressore pubblica su un Blog o diffonde attraverso e-mail o altre applicazioni, senza alcuna autorizzazione dell’interessato, le confidenze spontanee (outing) dell’amico e le sue fotografie riservate o intime. Oppure può sollecitare l’”amico” a condividere online dei segreti o informazioni imbarazzanti su se stesso, su un compagno di classe, su un amico comune o su un docente (trickery), per poi diffonderli ad altri utenti della rete.

Sintesi aspetti socio giuridici. Condotta criminale: art. 595 c.p. comma III (diffamazione), art. 615 bis c.p. (interferenze illecite nella vita privata), art. 528 c.p. (pubblicazioni oscene).

La condotta potrebbe violare alcune norme disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 595 c.p. comma III, Diffamazione: “Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 . Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o a una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate (c.p. 29,64)….”.

Art. 615 bis c.p. Interferenze illecite nella vita privata: “Chiunque mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo….”.

Art. 528 c.p. Pubblicazioni oscene: “Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente [c.p. 266], fabbrica, introduce nel territorio dello Stato [c.p. 4] , acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni [c.p. 529] di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103 [c.p. 29]”.

Sexting, traduzione: termine composto dalle parole sex (sesso) e texting (inviare SMS). Atto di inviare fotografie e/o messaggi di testo sessualmente espliciti, attraverso telefoni cellulare, ma anche tramite mezzi informatici differenti.

Sintesi aspetti socio giuridici. Condotta deviante. La condotta potrebbe violare alcune norme giuridiche disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare:

Relativamente a colui/colei che agisce il sexting: condotta deviante che può essere perseguibile dalla Procura minorile con la richiesta al Tribunale per i Minorenni di apertura di una procedura amministrativa ex artt. 25 “Misure applicabili ai minori irregolari per condotta o per carattere” – R.D.L. n. 1404 del 1934 (Articolo modificato con la Legge n. 888 del 1956) e/o di una procedura civile ex artt. 330 c.c. “Decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli” e 333 c.c. “Condotta del genitore pregiudizievole ai figli”.

Relativamente a colui/colei che riceve il sexting: alcune sentenze hanno escluso che la condotta di chi detiene materiale pornografico, realizzato direttamente da un minore e da questo consegnato consensualmente ad altro soggetto, integri il reato di detenzione di materiale pornografico previsto dall’art. 600 quater c.p. Infatti ai fini della configurazione del delitto che punisce la condotta di chi detiene materiale pornografico «realizzato utilizzando minori degli anni diciotto», bisogna dimostrare che vi sia stata utilizzazione del minore nella condotta detentiva.

StethIO-Iphone

Sextortion Scams, traduzione: unione delle parole inglesi “sex” (sesso) ed “extortion” (estorsione). Si tratta di truffa perpetrata ai danni di utenti internet ai quali, con l’illusione di un flirt o una storia sentimentale, sono estorte immagini erotiche usate poi come strumento di ricatto.

Sintesi aspetti socio giuridici. Condotta criminale: art. 629 c.p. (estorsione), art. 595 c.p. comma III (diffamazione), art. 615 bis c.p. (interferenze illecite nella vita privata), art. 528 c.p. (pubblicazioni oscene), art. 610 c.p. (violenza privata), art. 612 c.p. (minacce).

Gli autori di queste truffe iniziano a chattare con numerosi utenti in siti specializzati per gli incontri on-line. Una volta che hanno costruito una buona relazione e hanno acquisito informazioni, invitano le vittime a coinvolgersi in attività sessuali online che vengono a loro insaputa videoregistrate. Successivamente i truffatori minacciano le vittime, nell’ipotesi che non versino una certa quantità di denaro, di diffondere i video compromettenti a tutti i loro contatti online. “In altri casi i ragazzi possono essere costretti a fare sexting dal proprio partner per mantenere viva la loro relazione o possono essere ricattati e costretti a condividere foto di loro in pose ammiccanti o addirittura in scatti di nudo perché minacciati da coetanei”.

La condotta potrebbe violare alcune norme giuridiche disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 629 c.p. Estorsione: “Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000 …”.

Art. 595 c.p. comma III, Diffamazione: “Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [c.c. 2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 . Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o a una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate (c.p. 29,64)….”.

Art. 615 bis c.p. Interferenze illecite nella vita privata: “Chiunque mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo….”.

Art. 528 c.p. Pubblicazioni oscene: “Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente [c.p. 266] , fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni [c.p. 529] di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103 …”.

Art. 610 c.p. Violenza privata: “Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni. …”.

Art. 612 c.p. Minaccia: “Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della parte offesa, con la multa fino a euro 1.032. …”.

Catfish, traduzione: Pesce gatto. Termine utilizzato per indicare chi assume online un’identità falsa perché appartenente a un altro utente.

Candy girl, traduzione: Ragazza candita. Denudarsi davanti a una webcam per poi vendere le foto in cambio di ricariche telefoniche o regali di scarso valore economico.

Sintesi aspetti socio giuridici. Condotta deviante per l’autore di Candy Girl.

Condotta criminale nei casi di soggetto che interagisce con l’autore minorenne di Candy Girl: art. 600 bis c.p. (sfruttamento della prostituzione minorile), art. 600 ter c.p. (pornografia minorile), art. 600 quater c.p. (detenzione di materiale pornografico), art. 600 quater 1 c.p. (pornografia virtuale), art. 609 undicies c.p. (adescamento di minorenni).

Talvolta il fenomeno del Candy Girls è preceduto dal Dancing Girl. Queste ultime sono ragazze che si videoregistrano seminude mentre ballano in luoghi pubblici (ma non necessariamente), per postare poi il prodotto on line, al fine di ottenere la maggiore visibilità possibile. La condotta potrebbe violare alcune norme giuridiche disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare:

Relativamente al minorenne (autore di Candy girl): il comportamento deviante posto in essere dal minore autore di Candy girl può essere perseguibile dalla Procura minorile con la richiesta al Tribunale per i Minorenni di apertura di una procedura amministrativa ex artt. 25 “Misure applicabili ai minori irregolari per condotta o per carattere” – R.D.L. n. 1404 del 1934 (Articolo modificato con la Legge n. 888 del 1956) e 25 bis “Minori che esercitano la prostituzione o vittime di reati a carattere sessuale” – R.D.L. n. 1404 del 1934 (Articolo aggiunto dall’art. 2, L. 3 agosto 1998, n. 269) e/o di una procedura civile ex artt. 330 c.c. “Decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli” e 333 c.c. “Condotta del genitore pregiudizievole ai figli”.

nomofobia

Relativamente al soggetto infraquattordicenne che interagisce con il minorenne (autore di Candy girl): il comportamento deviante posto in essere dal minore infraquattordicenne che interagisce con il minore autore di Candy girl, per presunzione assoluta di non imputabilità ex art. 97 c.p., può essere perseguibile dalla Procura Minorile con la richiesta al Tribunale per i Minorenni di apertura di una procedura amministrativa ex artt. 25 “Misure applicabili ai minori irregolari per condotta o per carattere” – R.D.L. n. 1404 del 1934 (Articolo modificato con Legge n. 888 del 1956) e 25 bis “Minori che esercitano la prostituzione o vittime di reati a carattere sessuale” – R.D.L. n. 1404 del 1934 – (Articolo aggiunto dall’art. 2, L. 3 agosto 1998, n. 269) e/o di una procedura civile ex artt. 330 c.c. “Decadenza dalla responsabilità genitoriale sui figli” e 333 c.c. “Condotta del genitore pregiudizievole ai figli”.

Relativamente al soggetto ultraquattordicenne e/o maggiorenne che interagisce con il minore autore di Candy girl: la condotta criminale posta in essere dal minore ultraquattordicenne e/o da un maggiorenne che interagisce con il minore autore di Candy Girl potrebbe violare alcune norme disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare i delitti di cui agli articoli:

Art. 600 bis c.p. Prostituzione minorile: “E’ punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.000 a euro 150.000 chiunque:1) recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto; 2) favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. … Salvo che il fatto costituisca più grave reato [609 quater], chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000”.

Art. 600 ter c.p. Pornografia minorile: “E’ punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 24.000 a euro 240.000 chiunque: 1) utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico; 2) recluta o induce i minori di anni diciotto a partecipare a esibizioni o spettacoli pornografici ovvero dai suddetti spettacoli trae altrimenti profitto …”.

Art.600 quater c.p. Detenzione di materiale pornografico: “Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall’art. 600 ter, consapevolmente si procura o detiene materia pornografico realizzato utilizzato minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 1.549. …”

Art. 600 quater 1 c.p. Pornografia virtuale: “le disposizioni di cui agli articoli 600 ter e 600 quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo …”.

Art. 609 undicies c.p. Adescamento di minorenni: “Chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600, 600 bis, 600 ter e 600 quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’art. 600 quater 1, 600 quinquies, 609 bis, 609 quater, 609 quinquies e 609 octies, adesca un minore di anni sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione”.

Autolesionismo. Da autolesione: il produrre deliberatamente una minorazione, temporanea o permanente sul proprio corpo. Pubblicare su alcuni social network immagini e/o messaggi inneggianti a suicidi o atti autolesionistici.

Sintesi aspetti socio giuridici. La condotta diviene criminale nei casi di: art. 580 c.p. (istigazione al suicidio).

La condotta potrebbe violare alcune norme giuridiche disciplinate dall’Ordinamento Giuridico Italiano, in particolare il delitto di cui all’articolo:

Art. 580 c.p. Istigazione o aiuto al suicidio: “Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima …”.

Il bene giuridico tutelato con la disposizione in esame ex art. 580 c.p. è il diritto alla vita dell’individuo.

Exclusion, traduzione: esclusione, espulsione.

Esclusione intenzionale di un soggetto, a opera di un aggressore, da un gruppo online (“lista di amici”), chat, post, game interattivo o da altri ambienti protetti da password. Per indicare questa modalità prevaricatrice si può anche utilizzare il termine “bannare”. L’aggressore non “banna” un qualsiasi utente che ha assunto online comportamenti contrari alle regole di buona condotta (netiquette) ma uno specifico soggetto, a volte già vittima di bullismo relazionale durante la vita reale. E’ bene precisare che la leadership di un ragazzo/a è determinata non solo dai contatti della vita reale, ma anche dal numero di “amici” online e “seguaci”. In questa prospettiva l’exclusion assume il peso di una severa punizione, che determina una netta riduzione dei collegamenti amicali, quindi dei contatti riducendo la popolarità e il potere.

cyberbulliyng

Il risultato, per la vittima di ostracismo, saranno prepotenze che riverberandosi circolarmente dal mondo offline a quello online, non terminano mai. Raramente la relazione complementare rigida tra il cyberbullo e la vittima può evolvere in un’escalation simmetrica quindi in flaming, ovverossia se la persona esclusa dall’attività online riesce, con adeguati programmi “anti-ban11”, a rientrare online, esprimerà tutta la sua collera, insultando, a sua volta, il cyberbullo.

L’Italia da qualche anno attraverso normative e direttive sta cercando di marginare i fenomeni del cyberbullismo e del web in generale e di mettersi al passo con l’Europa.

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