Cyberbullismo, la Regione Lombardia verso una legge ad hoc

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Sono numeri altissimi quelli rilevati dalla Regione Lombardia sulle vittime coinvolte in episodi di cyberbullismo. Numeri che hanno spinto la stessa Regione a pensare ad una legge contro il fenomeno. “I giovani lombardi che dichiarano di aver subito esperienze di cyberbullismo sono 71mila, tra i 15 e i 24 anni”.

Ecco perchè la Regione Lombardia ha sentito il dovere di prendere un provvedimento per cercare di arginare il fenomeno e lo ha fatto con la proposta di legge n.0216, presentata 2 anni fa e non ancora approvata. “Al momento- afferma Carlo Borghetti, firmatario della proposta di legge- non è iniziata la discussione e sui tempi di approvazione al momento non c’è certezza. Ovviamente mi auguro che possa diventare legge al più presto, visto l’urgenza della materia. Ad ogni modo, siamo in attesa dell’inizio dei lavori all’interno della maggioranza politica”.

In Lombardia il bullismo 2.0 sembra essere un problema scottante, infatti, secondo quanto pubblicato nella stessa proposta di legge sarebbero 71mila i ragazzi d’età compresa tra i 15 e i 24 anni ad aver avuto esperienza diretta con il cyberbullismo, mentre oltre 230mila conoscono amici che hanno avuto questi problemi.

Per leggere la proposta di legge n. 0216 contro il cyberbullismo

della Regione Lombardia clicca qui

“La proposta di legge – spiega Borghetti- si basa su tre piani di azione: prevenzione, attraverso un largo raggio d’interventi con le scuole, le famiglie e gli stessi attori coinvolti nel fenomeno del cyberbullismo; educazione, ad un approccio istruttivo e formativo nei confronti dei social, azione rivolta non solo ai ragazzi ma anche alle famiglie, e assistenza alle vittime, con uno staff di professionisti quali psicologi ed esperti”.

La proposta di legge n.0216 è composta da 10 articoli e ha come obiettivo “quello di avvicinare i mondi in cui vivono i ragazzi e di valorizzare le diverse iniziative esistenti, promuovendo forme di collaborazione e di azione comune per giungere a creare una rete di sostegno agli adolescenti più fragili e di contenimento di coloro che mettono in atto comportamenti che possano configurarsi come prevaricatori e violenti nei confronti dei coetanei”.

La proposta di legge prevede inoltre, all’articolo 5, l’erogazione dei finanziamenti.

“La Giunta regionale, con apposita deliberazione, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, determina i criteri e le modalità relativi alla pubblicazione dei bandi per sostenere i progetti”.

“E’ importante –conclude Borghetti- fare rete con le istituzioni, con l’ufficio scolastico e gli insegnanti. Ma è soprattutto fondamentale creare un dialogo continuo con le famiglie”.

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“L’esposizione, volontaria o involontaria, della propria persona e della propria personalità (nome, immagine, opinioni, etc.) in rete e le notizie che ad esse vengono associate- si legge- è diventata questione cruciale. I singoli, in modo particolare gli adolescenti, si trovano a dover curare la propria immagine sociale non solo nel mondo reale, ma anche in quello virtuale che ne è divenuto estensione: l’esposizione imprudente dei propri dati genera anche meccanismi di relazione che sempre più spesso sconfinano in atti di prevaricazione e violenza che diventano cyberbullismo”.

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