Cyberbullismo, facciamo chiarezza. Generazioni Connesse: ne esistono 8 tipi, ecco cosa bisogna sapere

cyberbullismo

Cyberbullismo, è giusto parlarne ma con le corrette informazioni. Regola numero uno: si parla di cyberbullismo solo se le persone coinvolte sono minorenni; regola numero due: non facciamo di tutta l’erba un fascio, distinguiamo piuttosto le diverse forme del fenomeno; regola numero tre: non affidiamoci ai maghi, rivolgiamoci invece ai professionisti per un supporto psicologico e alle Forze dell’Ordine per denunciare.

Generazioni Connesse mette online il Vademecum rivolto ai professionisti dell’infanzia, ai genitori, agli insegnanti e a tutti coloro coinvolti nel fenomeno o semplicemente interessati a conoscere meglio cos’è il cyberbullismo. La guida, oltre a raccoglie una serie di strumenti conoscitivi, contiene una sezione utilissima con i contatti diretti dei servizi pubblici a cui è possibile rivolgersi a livello regionale, qualora ci si trovi a dover gestire una problematica inerente l’utilizzo delle Tecnologie dell’Innovazione e della Comunicazione (TIC) da parte dei più giovani.

Scarica il Vademecum di Generazioni Connesse clicca qui

I principali fenomeni legati al web e in aumento in Italia, affrontati da Generazioni Connesse all’interno del testo, sono: cyberbullismo, siti pro-suicidio, siti pro-anoressia e pro-bulimia, gioco d’azzardo online, pedopornografia online, adescamento online, sexting, commercio online, videogiochi online e dipendenza da Internet.

Intreccio.eu pone l’attenzione sul cyberbullismo.

Cominciamo dalle basi, sappiamo distinguere un episodio di cyberbullismo da un altro fenomeno?

Rispondendo a queste semplici domande, Generazioni Connesse ci fa capire se si tratta effettivamente di cyberbullismo o di altra tipologia di comportamenti disfunzionali

  1. Gli episodi avvengono alla presenza di un “pubblico”?
  2. Gli episodi sono continui e reiterati nel tempo?
  3. Avvengono tra coetanei?
  4. Avvengono in modo intenzionale?
  5. In quale contesto avvengono questi comportamenti?

Una volta appurato se effettivamente ci troviamo di fronte al fenomeno del cyberbullismo dobbiamo distinguere tra otto diverse tipologie di cyberbullismo, differenti per la modalità attraverso la quale si manifestano e lo “spazio” o contesto virtuale in cui si inseriscono:

  1. Flaming: l’invio di messaggi online violenti e/o volgari mirati a suscitare scontri verbali;
  2. Harassment: l’invio ripetuto di messaggi insultanti con l’obiettivo di ferire qualcuno;
  3. Denigration: il parlar male di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail, messaggistica istantanea, etc.;
  4. Impersonation: la sostituzione di persona, il farsi passare per un’altra persona e inviare messaggi o pubblicare testi reprensibili;
  5. Exposure: la pubblicazione on line di informazioni private e/o imbarazzanti su un’altra persona;
  6. Trickery: l’inganno, ovvero ottenere la fiducia di qualcuno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate;
  7. Exclusion: escludere deliberatamente una persona da un gruppo, per ferirla;
  8. Cyberstalking: ripetute e minacciose molestie e denigrazioni.

Soltanto una conoscenza approfondita permette di avere una corretta diagnosi del fenomeno e di aiutare l’adolescente nel migliore dei modi. Non dimentichiamo, infatti, che trattandosi di un’età vulnerabile spesso non è possibile venir a conoscenza dei problemi dei propri figli, alunni o amici.

Il Vademecum di Generazioni Connesse ricorda inoltre che le strutture pubbliche a cui rivolgersi sono i servizi socio-sanitari del territorio di appartenenza (ad esempio: spazio adolescenti, se presente, del Consultorio Familiare, servizi di Neuropsichiatria Infantile, centri specializzati sulla valutazione o l’intervento sul bullismo o in generale sul disagio giovanile, i comportamenti a rischio in adolescenza, etc.).

Parallelamente, nel caso in cui si ipotizzi che ci si possa trovare di fronte ad una fattispecie di reato (come ad esempio il furto di identità o la persistenza di una condotta persecutoria che mette seriamente a rischio il benessere psicofisico del bambino/a o adolescente coinvolto/a in qualità di vittima) si potrà far riferimento agli uffici preposti delle Forze di Polizia per inoltrare la segnalazione o denuncia/querela e permettere alle autorità competenti l’approfondimento della situazione da un punto di vista investigativo. E’ in tal senso possibile far riferimento a queste tipologie di uffici:

  • Polizia di Stato – Compartimento di Polizia postale e delle Comunicazioni;
  • Polizia di Stato – Questura o Commissariato di P.S. del territorio di competenza;
  • Arma dei Carabinieri – Comando Provinciale o Stazione del territorio di competenza;
  • Polizia di Stato – Commissariato on line, attraverso il portale http://www.commissariatodips.it

Clicca mi piace nella pagina Facebook d’intreccio.eu 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *