Cyberbullismo e sexting, le diverse sfumature di un unico problema

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“Bambini di appena dieci anni indagati per sexting nel West Midlands”, questo è il titolo di un articolo riportato sul coventrytelegraph dove si legge: “Bambini di dieci sono stati interrogati dalla polizia del West Midlands dopo aver inviato le immagini indecenti di se stessi agli altri”.

 

“In totale- si legge sul quotidiano- sono 114 i giovani indagati dagli agenti nella regione – ma nessuno di loro è stato accusato di reato. Le forze di polizia in tutto il paese hanno lanciato campagne per mettere in guardia i genitori circa la preoccupante tendenza dei bambini nei confronti del sexting”

Cos’è il sexting?

“Scambiare messaggi “spinti” o immagini dove ci si mostra nudi o in atteggiamenti sessualmente espliciti”. La parola ha origine da “sex” + “texting”, cioè “sesso” + “testo”.  La caratteristica in questo caso è il tamtam incontrollato delle immagini che passano da telefono a telefono, fino ad arrivare anche a gente sconosciuta, senza che la vittima ne sia a conoscenza.

Sexting in Italia:

Oltre 1 adolescente su 4, il 25,9% del campione dai 12 ai 18 anni, afferma di aver ricevuto sms, mms o video a sfondo sessuale, facendo registrare un aumento dell’oltre 15%. I dati, emersi dal rapporto Eurispes-Telefono Azzurro chiamato “Figli di oggi, cittadini (fragili) di domani”, confermano che tra i giovanissimi l’esperienza del sexting non rappresenta un’eccezione, ma è invece piuttosto comune. L’incremento, secondo lo studio è stato favorito dalla diffusione degli smartphone. Le reazioni degli adolescenti intervistati che hanno ricevuto filmati pornografici sono prevalentemente positive:

  •  il 30,1% dice che gli ha fatto piacere;
  •  il 29,1% che lo ha divertito.

Le reazioni negative ammontano complessivamente al 23,1%, quindi poco meno di un caso su 4, a decrescere i ragazzi si mostrano: infastiditi, imbarazzati, spaventati ed infine angosciati. Il 16% è invece rimasto indifferente.

Chi ha messo in pratica il sexting, sempre secondo Eurispes, riferisce di averlo fatto perché non vede niente di male, 41,9%, più della restante metà del campione si divide, invece, su risposte eterogenee: il 16,1% dice di averlo fatto con il proprio partner, di cui si fida, seguito da chi afferma di averlo fatto per scherzo, per emulazione rispetto ai propri amici, per provocare o mettere in imbarazzo.

Solo l’1,8% rivela intenzioni più malevole, e sostiene che voleva che la persona in foto o nel video fosse presa in giro da tutti, mentre pochissimi hanno cercato di far colpo in questo modo su una persona. Un preoccupante 2,3% ammette di averlo fatto in cambio di soldi o di una ricarica telefonica, lo 0,9% perché sotto minaccia.

sexting

Il sexting, ad ogni modo, rappresenta uno degli aspetti del cyberbullismo, il quale, oltre ad essere un fenomeno di ampia portata per numeri e canali di comunicazione, è caratterizzato da uno sviluppo repentino di quelle che sono le forme di aggressione che il bullo escogita nei confronti della propria vittima. E’ soprattutto nella fascia adolescenziale che il motivo, che spinge a commettere il reato di cyberbullismo, è di natura sessuale e, a seconda del tipo di maltrattamento il fenomeno, prende un nome diverso e la violenza, partita dalla Rete, diventa infine violenza fisica a tutti gli effetti.

Sexting, genitori cosa fare?

Uno dei consigli arriva da Telefono Azzurro che scrive: “Se hai scoperto immagini, testi o video sessualmente espliciti sul telefonino di vostro figlio, assicurati che sia consapevole dei rischi connessi all’invio di queste immagini. Allo stesso modo, se vieni a sapere che tuo figlio ha ricevuto una foto di nudo che ritrae un altro adolescente, assicurati che non la invii a nessuno. Questa può comunque essere un’occasione per instaurare un dialogo con i tuoi figli riguardo al tema della sessualità”.

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