Cyberbullismo, aumentano le denunce in Italia tra i giovanissimi

cetty mannino“Furto di identità digitale su social network”, è questo il reato più denunciato che vede come protagonisti i minorenni e il cyberbullismo entra così a pieno titolo tra gli illeciti degli italiani. I dati forniti dal ministero dell’Interno, dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-line Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, sono chiari: aumentano le denunce ad opera dei minori. Un segno positivo, dunque, di una presa di coscienza nei confronti del fenomeno.

“Il cyberbullismo, il bullismo 2.0, o bullismo dell’era digitale- si legge nella nota del ministero- è più pervasivo, più lesivo di quello tradizionale, con il quale condivide in particolare i profili ‘psicologici’ del bullo e della vittima”. E nonostante il numero delle denunce tende ad aumentare ci sono però ancora i casi nascosti dai minori, per vergogna di essere vittime o per timore di vedere sottratti dai genitori smart-phone e pc come punizione.  Episodi, ad ogni modo, che tenendo ad oscurare il numero reale della grandezza del fenomeno.

Le ultime cifre evidenziano una crescita, rispetto allo scorso anno, dei minori denunciati all’autorità giudiziaria per “diffusione di materiale pedopornografico”; 14 casi nei soli primi quatto mesi dell’anno, contro 5 del 2014. Inoltre “furto di identità digitale su social network” e “diffamazione on line” sembrano essere i reati più denunciati.

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Dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni

Nel 2014 le denunce che hanno come vittime i minorenni sono in tutto 317 e i minori denunciati all’autorità giudiziaria 28.

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Dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni

I numeri cambiano per proporzioni nel 2013. Ma se le denunce sono nettamente inferiori, appena 180, a saltare in evidenza sono di certo i minori denunciati, 64, più del doppio rispetto al 2014.

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Dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni 2013

A questo punto il cyberbullismo, iniziato dai bulli come un gioco di prepotenza, in Italia si configura in reato. Aumentano gli indagati minorenni, per i quali nonostante abbiano un trattamento diverso dal punto di vista giuridico rispetto agli adulti, la pena prevista è la detenzione o il pagamento di una multa. Nel caso in cui l’offesa venga commessa in presenza di più persone, secondo il codice penale, le punizioni aumentano.

Il lavoro svolto dalla Polizia Postale, ad ogni modo, è meticoloso. I cyberbulli spesso agiscono in assoluto anonimato e riescono a perdersi e dissolversi nelle Rete.

Questo, spiegano dal ministero dell’Interno, è “un fenomeno che a volte sconfina nel cybercrime – per esempio nei casi di molestie on line, di cyberstalking o di pedopornografia on line – come dimostrano i dati della Polizia postale e delle comunicazioni sui primi quattro mesi del 2015”.

“Ma affrontarlo si può- concludono dal ministero-. Informandosi per imparare a usare consapevolmente il web e i social network, la ‘piazza virtuale’ dove i ragazzi vivono in gran parte la loro socialità, e utilizzando le competenze e gli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni impegnate a prevenire e combattere cybercrime e cyberbullismo”.

In materia di prevenzione uno dei progetti avviati proprio dalla Polizia Postale è “Una vita da social”, giunta alla seconda edizione. Con un truck/ camper gli agenti della Polizia, con la collaborazione del ministero dell’Istruzione, portano il cyberbullismo all’attenzione non solo degli stessi adolescenti ma anche dei genitori e degli insegnanti.

Tanti i testimonial della manifestazione, ad esempio gli artisti Maurizio Battista, Roberto Ciufoli, Tiziana Foschi e Rocco e Cris della fiction “Braccialetti rossi”.

I numeri dell’iniziativa

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Dati Skuola.net

“Nella 1^ edizione di una vita da social- si legge nella nota- la Polizia ha incontrato circa 100 mila studenti nelle piazze e 400 mila nelle scuole, 15 mila genitori, 8 mila insegnanti per un totale di 1.800 Istituti scolastici; sono stati 9 mila i chilometri percorsi e 42 le città raggiunte; la pagina facebook ha avuto oltre 400 mila visualizzazioni settimanali sui temi della sicurezza online”.

“L’importanza della campagna di sensibilizzazione è evidenziata anche dai dati di una ricerca di Skuola.net, realizzata per la Polizia di Stato: su un campione di circa 10 mila studenti di scuole medie e superiori, solo 1 studente su 5 afferma che i social hanno un ruolo marginale nelle relazioni sociali”.

 

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