Cyberbullismo: arriva al cinema il primo film Made in Italy [Ecco tutti i film]

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Cyberbullismo, sexting e sextortion sono solo alcuni dei pericoli della Rete, oggi in aumento specialmente tra i più giovani. Ed ecco che il cinema aziona il ciak e rivolge la camera a favore dei “nuovi problemi sociali”.

Il WorldWideWeb, in sintesi Www, tradotto “la ragnatela grande quanto il mondo”, sembra essere una delle definizione più appropriate per definire Internet. Proprio come una ragnatela, infatti, nella Rete, se non si presta attenzione, si rischia di restare intrappolati e il cinema segue i tempi e da circa 8 anni produce pellicole ambientate nel web, il nuovo “non luogo”, e analizza le abitudini del teen ager.

infernet cyberbullismoIn Italia uscirà a Febbraio, nelle sale cinematrografiche, “Infernet”, il primo film made in Italy che denuncia il fenomeno del cyberbullismo, dell’adescamento minorile in Rete, della dipendenza del gioco on line e invita giovani e adulti a riflettere sul consumo critico di Internet.  Senza svelare i particolari del finale: nel film non manca, ad ogni modo, il lieto fine, a dimostrazione del fatto che la Rete se usata bene e con consapevolezza è una risorsa infinita.

La trama, quattro storie in una. Infernet, assolutamente da vedere, è un intreccio di storie di vita personale, problemi comuni e personaggi di ogni età ed etica.

Giorgio, interpretato da Ricky Tognazzi, è un giocatore d’azzardo patologico che entra nel circolo vizioso del poker online. Le conseguenze della ludopatia possono essere drammatiche e possono portare alla dipendenza da droghe, alcool e a rovesci finanziari.

Gianluca è il figlio di Giorgio che assieme ai suoi amici identifica nel Web una via di fuga e una risposta al disagio familiare. Al riparo del “gruppo”, i quattro ragazzi cercano in Rete emozioni forti con cui riempire il vuoto della loro vigliaccheria: dalle video chat hard, alle aggressioni fisiche e informatiche ai danni di persone indifese. Si parla anche di cyberbullismo, di pedofilia e di prostituzione minorile di ricatti e di omofobia. La vicenda del branco, nel film, si lega alla figura di Don Luciano, un parroco interpretato da Remo Girone, che aiuta i meno fortunati, ma che non è gradito dalla banda.

Giada, fidanzata di un amico di Gianluca, fa da trait d’union con il terzo filone del film. La ragazza intraprende una cattiva amicizia virtuale. E proprio la prostituzione minorile online rappresenta l’ultima tematica affrontata da Infernet.

Protagonista dell’’ultimo episodio è Nancy che si “vende” online con un gruppo di amiche e ricatta i suoi clienti con la minaccia di diffondere sul Web i filmati dei loro incontri. Questo fenomeno prende il nome di sextortion.

Il film è stato presentato nell’Ambito della 72. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia ed è stato insignito del Log To Green Movie Award, il premio annuale assegnato alla produzione che meglio esprimere e promuovere i valori della responsabilità sociale e dell’ecosostenibilità. Il film è stato prodotto da Michele Cali e Federica Andreoli, per la regia di Giuseppe Ferlito. Il cast è formato da esordienti e nomi famosi del cinema italiano: per la prima volta sullo schermo; Viorel Mitu, Leonardo Borgognoni, Daniel Pistoni e Marco Profita. Tra i big: Roberto Farnesi, Remo Girone, Ricky Tognazzi, Katia Ricciarelli, Giancarlo Giannini, Laura Adriani, Daniela Poggi, Andrea Montovoli, Massimo Olcese, Elisabetta Pellini, Giorgia Marin e Luca Capuano. Non mancano i bambini interpretati da Gianfranco Spina e Francesca Alestra.

Le musiche sono di Umberto Smaila e Silvio Amato, con la partecipazione della Nazionale Cantanti.

Ad ogni modo, il cinema, specie quello americano e inglese, negli ultimi anni si è occupato di raccontare e denunciare il fenomeno del cyberbullismo e tutto quello che succede dietro un pc o uno smartphone, includendo le emozioni e le sensazioni. I protagonisti inoltre sono, in generale, tre: il cyber bullo, la cyber vittima e il cyber osservatore.

Ecco i film sul cyberbullismo

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#Horror, il film in attesa in Italia, dal 20 novembre invece è nelle sale di New York e Los Angeles. Il genere è thriller e si basa su una storia vera.  La trama in breve: un gruppo di ragazze adolescenti, che frequentano la scuola media, hanno un tenore di vita alto. In una notte, durante un pigiama party, succederà il peggio. La dipendenza dai social network si trasforma in vero e proprio atto di cyberbullismo, nei confronti di un ragazzo preso di mira a causa dell’aspetto fisico. #Horror analizza quanto, nel mondo giovanile, i “like” virtuali dei social sono molto più importanti dei rapporti della vita reale, anche al costo della stessa vita.

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Disconnect. Film uscito a Novembre 2015 nelle sale cinetografiche italiane. La trama in breve: il film racconta la vita di diverse persone, tra loro sconosciute ma unite dalla stessa dipendenza dall’ online. Il figlio di un detective è un cyberbullo che, attraverso un falso profilo social, prende in giro un coetaneo più introverso. Nella trama c’è anche un avvocato “smartphone dipendente” al tal punto da non rendersi conto di quanto avviene all’interno delle mura domestiche. Una produttrice televisiva invece realizza un reportage di su un ragazzo che si vende sulle videochat hard. Una donna, addolorata a causa di un lutto avvia un rapporto on line con uno sconosciuto. Scene di vita completamente diverse l’una dall’altra che evidenziano come ognuna di queste trova una valida motivazione per rifugiarsi nel mondo irreale della Rete.

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Unfriended. Il film vede protagonisti 5 giovani e si svolge in un insolito “luogo”. La pellicola è genere horror, mockumentary, del 2014.  La trama in breve: quattro amici si ritrovano a parlare su Skype quando improvvisamente, si materializza l’account di una ragazza, una loro amica, che si è suicidata a causa di un video, con lei protagonista, fatto girare in Rete. Si scopre, a questo punto, che tutti hanno dei segreti da nascondere e da confessare, fino ad arrivare alla verità. L’amica suicida spinge il gruppo a giocare ad una sorta di “obbligo o verità”. Si scoprirà che ognuno degli amici ha per qualche motivo tradito il gruppo. I quattro ragazzi sconteranno le loro colpe nella maniera più crudele. Il film è unico nel suo genere e primo nell’originalità del montaggio delle scene e della trama. In questo film emerge la fragilità dei cyberbulli e la loro consapevolezza delle azioni compiute.

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Cyberbully, conosciuto anche come “cyberbully pettegolezzi on line”, è un film del 2011 per la televisione, mandato in onda per la prima volta dalla ABC Family. La trama in breve: Taylor, la ragazza protagonista della storia, dopo aver ricevuto in regalo un pc dalla madre, si iscrive a un social network. A causa della gelosia da parte di una amica l’adolescente viene attaccata attraverso una serie di messaggi offensivi e gli insulti diventano virali, dal social alla scuola. Taylor sconvolta e depressa tenta il suicidio. La madre spinge la ragazza a frequentare un gruppo d’aiuto, frequentato anche da un suo compagno di classe gay, che sta affrontando gli stessi problemi. Solo così Taylor “guarisce”.

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Catfish, documentario nel 2010. Il termine catfish indica un comportamento criminale utilizzato da chi assume online un’identità falsa che appartiene ad altro utente. La trama in breve: da una semplice amicizia nata su Facebook il ragazzo protagonista finisce con l’illudersi di vivere una vera e propria storia d’amore. La verità si scoprirà solo quando i ragazzi s’incontreranno.  Verranno a galla, infatti, una serie di bugie e inganni. Il film è un vero e proprio thriller.

 

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Chatroom –  I segreti della mente I segreti della mente del 2010 genere thriller drammatico. La trama in breve: “William, un ragazzo che non riesce a relazionarsi con la madre e crea una propria stanza nell’ambiente virtuale. Subito affluiscono altri 4 ragazzi con problemi adolescenziali. I 5 stringono amicizia. William cerca di risolvere in maniera distorta i problemi dei suoi amici, finendo nel riconoscersi in uno di loro e cerca dunque di condurlo al suicidio, essendo egli incapace di uccidersi. Nelle ultime scene l’azione si sposterà nel mondo reale”.

 

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Suicide Room (2011). La trama in breve: Dominik, il protagonista, è figlio di due genitori professionalmente affermati. Mancano solo cento giorni al suo diploma, nella scuola locale più rinomata, ma una serie di esperienze umilianti sconvolgono la sua vita. Dominik leggerà i commenti su di lui che i compagni di classe hanno postato su un social network, perde autostima e per evitare il mondo reale si rifugia nel mondo virtuale. In rete, nascosto dietro uno pseudonimo, conosce una ragazza, che gli confida di volersi togliere la vita e lo presenta agli amici della “suicide room”, una chat per persone con la stessa tendenza autodistruttiva. Il finale è a sorpresa.

Tra i film da vedere c’è anche Ben X. La pellicola tratta il problema del bullismo ma c’è una scena dove emerge anche un episodio di cyberbullismo.

 

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