Cyberbullismo, a Milano il primo Centro Nazionale sul fenomeno

Aumentano i casi di cyberbullismo e il fenomeno si evolve per: complessità nelle sue diverse manifestazioni; tipologia dei soggetti coinvolti e modalità di diffusione. Ma il problema fondamentale è che viviamo in una società senza modelli di riferimento, dove i ragazzi iniziano a ritirarsi dalla vita sociale e relazionale.

E’ questo il quadro tracciato dalla Casa Pediatrica di Milano. Una relazione pesante che sconvolge per l’impatto soprattutto emotivo che il fenomeno del cyberbullismo ha nei giovani. Genitori: attenzione ai campanelli d’allarme. Non bisogna sottovalutare i segnali e gli adulti devono essere bravi a comprenderli.

Ad ottobre presso il Teatro Arcimboldi, a Milano, aprirà, compatibilmente con l’erogazione dei fondi del Miur, il Centro nazionale sul cyberbullismo, che la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli dedicherà’ a Carolina Picchio.

E è proprio Paolo Picchio, il papà della giovane Carolina prima vittima di cyberbullismo in Italia, che spinge l’apertura del centro così come l’approvazione del Ddl 1261 sul cyberbullismo, perché “le ragazze e i ragazzi, come pure i genitori, non possono essere lasciati soli!”, davanti a questo problema sociale. L’urgenza è stata inoltre sollevata davanti a Papa Francesco, interessato più volte ai fenomeni del web.

“Il Centro sarà aperto alle vittime e ai bulli, ma non solo. Verranno coinvolti- spiegano dal Centro- anche gli adulti di riferimento come genitori, insegnati e tutte quelle persone che sono presenti come figure educative nella vita relazionale e sociale dei ragazzi”.

All’interno della Casa Pediatrica già dal 2008 viene affrontato il problema del cyberbullismo. Uno dei concetti, molto interessanti, è la palestra dell’autostima e dell’autodifesa, in cosa consiste?

“Il percorso di palestra di autostima e difesa è inserito all’interno di un progetto che consiste in un primo intervento di presa in carico delle vittime e dei bulli da un punto di vista psicologico/relazionale, cui segue l’inserimento dell’approccio di autostima e difesa in un lavoro sinergico di mente-corpo”.

Quale tipo di intervento si andrà ad effettuare nei pazienti?

 “Il tipo di intervento –affermano- sarà specifico e definito in relazione al caso e alla storia di ogni singolo adolescente, prestando attenzione all’ambiente di vita, familiare e sociale, nonché il contesto in cui il soggetto è inserito. E’ imprescindibile un lavoro con i minori che veda il coinvolgimento di tutta una rete intorno affinché ci sia un riscontro non solo nella presa diretta dell’adolescente, ma una corrispondenza che prosegua e si estenda al contesto allargato”.

Quali sono i segnali che un adolescente, coinvolto in episodio di cyberbullismo, lancia?

Alcuni segnali sono dati dal vedere i ragazzi afflitti, arrabbiati o offesi. Presentano disturbi psicosomatici (mal di testa, mal di pancia). Non vogliono più andare a scuola o anche calo nel rendimento scolastico. Problemi di addormentamento e sonno. Si iniziano a ritirare dalla vita sociale e relazionale.

Ai primi segnali sopracitati i genitori possono attivarsi chiedendo aiuto ad esperti per un approfondimento, considerando che molto spesso le vittime hanno remore a parlarne.

Si registra un aumento dei casi di cyberbullismo nei giovani?

“Secondo la nostra esperienza e dati sul fenomeno si registra un aumento sempre più marcato per la mancanza di modelli di riferimento in una società che è sempre più attrata dai “like” come sinonimo di attenzione e importanza. I like sembrano prendere sempre più il sopravvento e diventano più importanti dei rapporti reali. Anche le comunicazioni verbali vengono sempre più sostituite da post e chat. Pertanto tutto quello che viene “postato”, “cliccato” in una mente adolescenziale in formazione ha un impatto devastante, laddove le vittime ricevono attacchi in qualsiasi momento della giornata e gli spettatori si amplificano fino a coinvolgere persone che la vittima nemmeno conosce”.

Tra cyberbullo e cybervittima quale delle due figure è maggiormente coinvolta nel fenomeno?

 “Il fenomeno vede maggiormente coinvolta la vittima, la quale si ritrova maggiormente esposta, in un’alterazione spazio/tempo, a quelli che idealmente dovevano essere “like” corrispondenti al “mi piace” e che sono trasformati in attacchi che possono essere pubblicati a più riprese in una diffusione esponenziale di calunnie e offese”.

Com’è cambiato negli anni il fenomeno?

Come tutti i fenomeni sociali, c’è stata un’evoluzione e un aumento della complessità dello stesso fenomeno nelle sue diverse manifestazioni, nella tipologia di soggetti coinvolti e nelle modalità di diffusione, in relazione ai cambiamenti sociali e culturali. Il cyberbullismo si manifesta oggi, in forme e tipologie che ben si adattano all’evoluzione della moderna società, ed è proprio questo lo spunto per analizzare il fenomeno in una prospettiva diversa che considera ad ampio raggio il cambiamento delle prepotenze tra pari.

Come fare per accedere al Centro?

Per accedere al Centro ci si avvale di una linea telefonica (02 63631) e di un contatto via mail (info@casapediatrica.it) per la richiesta da parte di genitori, insegnanti e adulti di riferimento. Sul sito, ad ogni modo, è possibile ottenere tutte le informazioni sui servizi e sulla Casa Pediatrica, all’avanguardia non solo nelle cure ma anche nell’accoglienza dei genitori.

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