Concorso, la Camera dei Deputati lancia il bando per le scuole

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“Il concorso è rivolto alle studentesse e agli studenti delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. La partecipazione può essere in forma singola, in gruppo o come intera classe” e l’intento è quello di rendere i giovani “consapevoli del modo in cui la violenza e gli insulti possono essere diffusi sul web”.

E’ questo il bando lanciato dalla Camera dei Deputati, che scadrà il 20 febbraio 2018. In pratica i ragazzi e le ragazze che vorranno partecipare al concorso dovranno produrre un elaborato a scelta tra una delle seguenti categorie:

  • Categoria testi: articoli per la stampa o per il web per un massimo di 2.500 battute;
  • Categoria grafica: disegni, dipinti, opere di grafica digitale, fotografie (B/N o colore) corredate da una didascalia descrittiva dell’elaborato. I dipinti o i disegni potranno essere fotografati e inviati all’indirizzo mail dgsip.ufficio2@istruzione.it.  Nel caso l’elaborato risultasse vincitore, si richiederà successivamente l’invio della copia originale;
  • Categoria prodotti multimediali: servizi radiofonici o televisivi o di web giornalismo, ovvero video o elaborati audiovisivi multimediali della durata massima di 3 minuti.

Per partecipare al concorso – si legge nel BANDO – gli insegnanti referenti del progetto dovranno compilare la scheda tecnica ( CLICCA QUI oppure scorri il bando ) , con la descrizione del lavoro svolto (max. 600 caratteri), i dati del docente referente, degli autori o della classe e della scuola di appartenenza.  Gli elaborati corredati della scheda allegata, firmata dal legale rappresentante dell’istituto scolastico, dovranno essere inviati al seguente indirizzo mail dgsip.ufficio2@istruzione.it, entro il 20 febbraio 2018 indicando nell’oggetto la dicitura: “La Camera e i giovani contro i fenomeni d’odio”.

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La scelta del tema del concorso ad ogni modo è uno di quelli scelti già da tempo dalla Camera dei Deputati, che già nel 2016, precisamente nel mese di maggio, ha costituto la prima commissione di studio sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, presieduta dalla Presidente Laura Boldrini.

Ecco i primi dati, ad un anno dall’attività della commissione, intitolata a Jo Cox, deputata presso la Camera dei Comuni del Regno Unito uccisa il 16 giugno 2016. La relazione è stata strutturata come una piramide.

Alla base ci sono gli stereotipi e il 49,7 per cento degli intervistati  ritiene che l’uomo debba provvedere alle necessità economiche della famiglia e che gli uomini siano meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche.

Nei confronti della popolazione LGBT il 43,1 per cento ritiene che i gay siano uomini effeminati, e il 38% che le lesbiche siano donne mascoline. Ma c’è anche una percentuale che crede che l’omosessualità sia una malattia.

Nei confronti degli immigrati, dei rom/sinti o per credo religioso il 68,4% dichiara che i rom/sinti, sebbene spesso di  nazionalità italiana da molte generazioni, sono percepiti come i più  stranieri/estranei di tutti. Non vorrebbe averli come vicini di casa il 68,4% degli intervistati e solo il 22,6% li accetterebbe se si comportassero in modo ritenuto adeguato.

Inoltre dallo studio si evince che l’82% dei ragazzi non considera grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive sui social. L’82% ritiene che le conseguenze per la vittima non siano gravi e che, poiché non si dà luogo a violenza fisica diretta, l’atto aggressivo verbale può essere considerato non grave e irrilevante. Il 68% dichiara che non è grave pubblicare immagini, senza autorizzazione, che ritraggono la vittima. Inoltre, gli insulti ripetuti o la pubblicazione di immagini lesive sono ritenuti leciti perché considerati circoscritti ad un ristretto numero di persone.

Sulla base di questi dati la commissione rivolge 56 raccomandazioni per prevenire e contrastare l’odio a tutti i soggetti competenti: il Governo, le autorità di regolamentazione e vigilanza, le Istituzioni dell’UE, le organizzazioni sovranazionali, i media, l’ordine e il sindacato dei giornalisti, le associazioni e tutti gli altri operatori.

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