Come spiegare ai bambini i pericoli della rete? Con Cappuccetto Rosso

 

cappuccetto rosso

Internet sì, Internet no? Dura ormai da tempo il dibattito, specie in televisione, sull’uso del web, dei social network e dello smartphone, e l’attenzione maggiore è rivolta soprattutto ai bambini e agli adolescenti.

Ma perché tanta preoccupazione? Cosa può succedere di pericoloso su Internet? Fisicamente, infatti, non succede niente ma i rischi, o social risk come dicono in Inghilterra, sono davvero tantissimi.

Ecco come spiegare ai bambini i pericoli del web.

Se volessimo rappresentare la Rete come un qualcosa di reale potremmo raffigurarla come una vera e propria città, dove “vive” gente buona ma anche cattiva, gente che conosciamo bene e altra, invece, che non abbiamo mai incontrato.

A differenza di una vera città però nel Web “gli abitanti” non li incontriamo faccia a faccia ma gli paliamo, o meglio chattiamo, attraverso il computer o, nella maggior parte dei casi, lo smartphone. Qual è quindi il primo social risk della Rete? Che la persona con la quale chattiamo non è quella che veramente crediamo. Potrebbe ad esempio trattarsi di un falso profilo, cioè di una persona con un nome diverso, rispetto a quello che ci ha detto, e che magari si finge una ragazza della nostra età mentre invece è un ragazzo ed anche più grande.

Questo può succedere nei social, ad esempio Instagram, ma anche nelle chat dei giochi online. Facciamo un esempio semplice ma chiaro.

Conoscete la favola di Cappuccetto Rosso?

Nel racconto dei fratelli Grimm, il lupo cattivo incontra Cappuccetto Rosso nel bosco e cerca di ottenere dalla bambina delle informazioni personali, le chiede: dove andava, cosa portava nel cestino per la nonna e infine le consiglia di fare un percorso diverso e più lungo per arrivare a casa della vecchietta. L’obiettivo del lupo era quello di mangiare in un boccone la ragazzina. In questo modo, grazie alle informazioni ottenute il lupo è arrivato prima della bambina a casa della nonna, ha inghiottito la nonnina e ha teso una trappola a Cappuccetto Rosso.

Per fortuna però la favola dei Grimm ha un lieto fine, grazia all’arrivo del cacciatore. La morale?

Non fidarsi di nessuno e non dare informazioni agli sconosciuti.  Questo vale tanto nella vita reale quanto in quella virtuale. Anche nel Web, infatti, possiamo incontrare persone che vogliono ingannarci. E’ importante, dunque, fare attenzione anche quando chattiamo: non dobbiamo mai dire dove abitiamo; quale scuola frequentiamo; dare il nostro numero di telefono oppure inviare le nostre foto, anche se lo chiedono con insistenza.

Anzi se notiamo che qualcuno, con la quale chattiamo, si comporta in maniera insistente e vuole avere le nostre foto oppure sapere maggiori informazioni, su di noi o la nostra famiglia, la prima cosa che dobbiamo fare è parlarne con mamma e papà o con un adulto che può aiutarci, ad esempio l’insegnante; bloccare questa persona e non rispondere alle sue richieste. Inoltre sempre pronta ad aiutarci, e a fare la parte del cacciatore, c’è la Polizia Postale e non solo.

Quello dei falsi profili è solo uno dei social risk più frequenti nel web. Quindi bisogna fare massima attenzione. Ma i genitori hanno ragione allora a proibire di navigare oppure di giocare con lo smartphone? No. La negazione non ha mai portato ad alcuna soluzione, piuttosto la cosa giusta da fare è parlare.

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